Vitale, innovativo, attento all’impatto ambientale e a quello economico: è l’istantanea che l’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del PoliMi ha scattato al comparto della Logistica conto terzi in Italia durante il convegno “Intelligenza (artificiale e umana) per il futuro della Logistica”. Un settore dinamico che negli ultimi anni sta attraversando una fase di aggiustamento, capace di resistere, e adattarsi, alle costanti sfide che lo impegnano.
“Il contesto della Logistica oggi appare in continua evoluzione” spiega Marco Melacini, responsabile scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics. “Da un lato, l’incertezza geopolitica crea una forte volatilità dei volumi e dei costi, che variano a velocità mai viste prima. Dall’altro lato, si conferma la difficoltà nel reperire manodopera, mentre le aziende sono sempre più alla ricerca di trasparenza e competizione leale. Le filiere stanno cambiando profondamente e, con queste, le abitudini e le modalità operative. Emergono nuove tecnologie digitali che si sviluppano a ritmi senza precedenti. In questo contesto, i manager della Logistica e della Supply Chain sono chiamati a rivedere le proprie strategie, consapevoli che il mondo a cui erano abituati non esiste più”.
La fotografia del comparto
Dopo la contrazione del 2023, legata soprattutto all’andamento delle tariffe del trasporto internazionale, il settore ha ripreso a crescere nel corso del 2024 e nel 2025, seppure con incrementi moderati, influenzato da un contesto in cui le attività produttive e industriali sono ancora in fase di rallentamento. Secondo la previsione del PoliMI, il fatturato dello scorso anno si attesta a 110,3 miliardi di euro, con un incremento nominale dell’1,7 per cento e reale dello 0,07 per cento, con una ulteriore crescita nominale per il 2025, che sale dell’1,9 per cento, superando la cifra di 112 miliardi di euro.
Volgendo lo sguardo al 2023, i dati a consuntivo sul numero delle aziende italiane della Contract logistics parlano di un lieve calo, toccando cifra 79 mila, e di un processo di trasformazione interna nella composizione: se a diminuire sono autotrasportatori, operatori logistici e spedizionieri, l’altro piatto della bilancia compensa con l’aumento di gestori di magazzino, corrieri, operatori di trasporto ferroviario e gestori di interporti e terminal intermodali.
Il valore del mercato delle aziende che operano nella Contract logistics, al netto degli scambi interni della filiera, è stato di 66,6 miliardi, con una flessione della terziarizzazione: la percentuale di logistica conto terzi è infatti scesa dal 45,5 del 2022 al 43,4 nel 2023. Una dinamica dovuta soprattutto alla riduzione dei costi del trasporto internazionale — tradizionalmente terziarizzato — e alla progressiva internalizzazione di alcune attività da parte delle imprese. Aumenta il numero dei dipendenti diretti: dall’analisi condotta su 43 operatori logistici classificati come top player è emerso come il numero di lavoratori subordinati sia salito da 30.700 del 2022 a 34.600 nel 2023 attraverso politiche di integrazione verticale.
L’evoluzione del settore riguarda anche le relazioni di fornitura. L’analisi di 14 mila documenti mette in luce come il 74 per cento dei contratti di trasporto e il 68 per cento di quelli di magazzino includano meccanismi di adeguamento automatico legati, in particolare, all’aumento del costo dei carburanti, adeguamenti ISTAT e minimi salariali previsti dal CCNL. Se, fino a pochi anni fa, le clausole di recesso anticipato erano quasi esclusivamente ad appannaggio dei committenti, ora diventano condizioni richieste anche dai fornitori; crescono anche gli strumenti di tutela attraverso polizze assicurative e fideiussioni a carico del fornitore. Sul fronte della durata, dall’analisi dell’Osservatorio Marchet emerge una leggera riduzione dei contratti di magazzino e di Strategic Outsourcing, mentre restano sostanzialmente stabili quelli di trasporto.
IA, una compagnia che incalza
L’Intelligenza artificiale è sempre più presente, talvolta anche in modo significativo, nel settore. Da una ricerca su un campione di 7.187 aziende committenti di servizi logistici in Italia emerge che quasi una su tre ha già avviato almeno un progetto di AI, prevedendo un aumento fino al 44 per cento entro i prossimi tre anni.
A giovarsi maggiormente di questo innesto sono le grandi imprese, tallonate da quelle medie, mentre seguono a notevole distanza le piccole imprese, dove l’intelligenza artificiale è presente solo in due su dieci.
“La ricerca conferma la vitalità del settore logistico e la necessità di combinare l’intelligenza umana con quella artificiale” afferma Damiano Frosi, direttore dell’Osservatorio Contract Logistics. “L’AI oggi emerge come strumento chiave per supportare le aziende nell’implementazione delle strategie e nell’ottimizzazione dei processi, bilanciando innovazione, efficienza e sostenibilità. Il dato di un terzo delle imprese italiane che ha già implementato delle soluzioni in logistica testimonia la volontà del settore di innovare. Ma di fronte alla rivoluzione dell’AI, l’innovazione non riguarda solo l’acquisto di tecnologie: coinvolge la governance aziendale e lo sviluppo di competenze chiave. E un fattore abilitante è rappresentato dalla qualità e dalla disponibilità dei dati in azienda”.
L’impiego della AI trova spazio soprattutto nelle attività d’ufficio — gestione degli ordini e fornitori, previsione dei materiali, elaborazione dei documenti —, mentre in magazzino viene utilizzata in minor parte, principalmente nelle attività svolte da carrellisti e pickeristi, seguiti da una piccola percentuale di autisti.
La transizione green cambia ritmo
La conversione ecologica è un processo ancora tra le priorità delle aziende di contract logistics ma, rispetto al passato, il settore sta procedendo con più cautela, stretto tra complessità ed evoluzione delle normative e la difficoltà nel trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e ambientale. Il 68 per cento delle aziende si concentra oggi sulla misurazione del proprio impatto climatico, mentre quasi 8 su 10 hanno deciso di accantonare quei progetti che sono sì più innovativi, ma anche costosi e con un ritorno nel lungo periodo.
Non conosce nessuna sosta, spinta soprattutto dal nuovo regolamento europeo sulla gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, la transizione green nel settore del picking, che concentra i propri sforzi sulla riduzione dell’impatto dei materiali e sull’aumento dei cicli di uso dei materiali grazie a sistemi strutturati di reverse logistics e tracciamento avanzato.
Per tutte le novità sull’Osservatorio e sulla Logistica conto terzi, è possibile visitare il sito cliccando qui.
















