L’integrazione tra sistemi avanzati di assistenza e macchine per la movimentazione è oggi un elemento fondamentale per garantire operatività e sicurezza, soprattutto in ambienti lavorativi sfidanti. In questo scenario, Brigade e FTMH hanno stretto una collaborazione che punta a migliorare visibilità, controllo e sicurezza: ne parlano Marco Trevisan ed Eugenio Ponzini.
Marco Trevisan, quale ruolo in Brigade?
Sono area manager per il Nord-Est di Brigade Elettronica. Brigade è un’azienda inglese nata negli anni ’70 che sviluppa e fornisce sistemi di ausilio alla manovra per veicoli e macchine operatrici: parliamo di telecamere, avvisatori acustici, sistemi per la rilevazione di ostacoli o persone, tutto ciò che migliora la sicurezza durante le operazioni. La filiale italiana è a Torino, con quattro area manager che coprono l’intero territorio nazionale.
Parliamo di FTMH: chi siete?
Sono Eugenio Ponzini, direttore tecnico di FTMH, acronimo di Fantuzzi Team Material Handling. Il “Fantuzzi” inserito nel nome ricorda proprio la storica azienda, da cui i fondatori provengono, che attualmente non esiste più come realtà italiana indipendente. Dal 2014 produciamo macchine per la movimentazione di carichi pesanti: dai container ai coils, fino alle movimentazioni dedicate alle acciaierie e ai settori più impegnativi. Accanto alle macchine abbiamo iniziato a sviluppare anche attrezzature e componenti, così da essere competitivi e rispondere a tutte le esigenze particolari della clientela. I nostri clienti tipo arrivano da contesti diversi: dai terminal portuali alle acciaierie, dal comparto della logistica alle aziende di noleggio.
Trevisan, come nasce la collaborazione tra FTMH e Brigade e quali dispositivi avete installato?
La fornitura sulle macchine prodotte da FTMH è attiva già da diversi anni ed è una collaborazione molto stretta che si consolida con lo sviluppo delle nuove tecnologie: continuiamo a valutare e implementare soluzioni sempre più efficienti, in grado di aumentare la sicurezza negli ambienti di lavoro. Parliamo di aree complesse come porti o acciaierie: dunque ambienti non semplici. A FTMH abbiamo fornito un sistema di ultima generazione a 360°, effetto bird view, con una vista dall’alto, dotato di IA. Rileva le persone che si avvicinano al veicolo e le segnala al guidatore at- traverso un display che ne evidenzia la posizione, emettendo anche un avviso acustico. Il sistema suddivide il rischio in due zone di pericolo regolabili, indicate con colori diversi, a cui corrisponde un segnale acustico differente.
Ponzini, cosa vi dà questa collaborazione?
Ci permette di rispondere ai clienti garantendo maggiore sicurezza e facilità d’uso del mezzo. La visione a 360 gradi rende l’operatore più protetto e tranquillo, ci consente di offrire prodotti al passo con i tempi e con le richieste del mercato. Inoltre, questi sistemi possono essere montati anche su mezzi già operativi: questo ci permette di scegliere col cliente la soluzione più adatta alle sue attuali necessità, anche a posteriori. Sulla sicurezza non si può, né deve, trascurare nessun aspetto.
Perché avete scelto proprio Brigade?
Abbiamo trovato un sistema funzionale che garantisce sicurezza senza però limitare le attività del mezzo; altri sistemi sono più invasivi, a volte pure macchinosi, diminuiscono l’operatività e questo incide sulla scelta. Inoltre, l’installazione è semplice: basta un elettricista e si imposta tutto facilmente. A cementare questa collaborazione è anche la possibilità di poterci affidare a un supporto tecnico sempre disponibile.
Trevisan aggiunge un punto fondamentale
Molti dei sistemi attivi sono, secondo noi di Brigade, controproducenti perché troppo invasivi; possono portare il carrellista a sottovalutare i pericoli, affidandosi solo al sistema invece che alla propria attenzione. Per noi, l’ultima decisione deve restare sempre al guidatore, che non può essere deresponsabilizzato. Senza contare che, in alcune situazioni, potrebbe essere necessario compiere una manovra d’emergenza per evitare o uscire da un ambiente pericoloso: se il sistema blocca il mezzo, impedendo le manovre, il rischio non è più solo per le persone a terra, ma passa all’operatore sul carrello. Il pericolo diventa maggiore.
Cosa altro comprende il portfolio di Brigade?
Oltre ai sistemi con IA istruiti per il riconoscimento di sagome umane e addestrabili anche all’identificazione di oggetti, abbiamo apparecchi radar per il rilevamento degli ostacoli, utilizzati soprattutto in ambito portuale e nelle acciaierie. Sono disponibili anche tecnologie a ultrasuoni e i sempre più gettonati sistemi di registrazione delle immagini, oltre a dispositivi che aiutano a monitorare lo stato di attenzione del conducente, come sonnolenza, malore o uso del telefono alla guida. In aggiunta al settore del sollevamento, ci rivolgiamo anche comparto dei veicoli commerciali, per cui produciamo dashcam, per visione interna ed esterna, kit per il riconoscimento degli angoli ciechi, sistemi di allarme e sensori. Stiamo implementando la presenza anche nel comparto delle MMT, per cui stiamo sviluppando soluzioni avanzate basate sul matching delle immagini, così da agevolare la visione anche oltre gli ostacoli. È una direzione in cui ci stiamo muovendo con decisione.
Ponzini, quali sviluppi prevedete nella partnership futura?
Guardando avanti, la collaborazione con Brigade continuerà soprattutto sul fronte della registrazione video. È una delle richieste che sta crescendo di più da parte dei clienti: si vuole capire esattamente cosa succede quando, purtroppo, si verificano incidenti o situazioni anomale. Avere immagini registrate aiuta a ricostruire le dinamiche in modo chiaro, e questo sta diventando uno strumento fondamentale. Inoltre, stiamo lavorando anche su soluzioni con telecamere sempre più compatte ma con una visuale più ampia. Questo ci permette, ad esempio, di inquadrare direttamente la punta delle forche o l’aggancio dei container. Per l’operatore è un aiuto enorme: rende la manovra più rapida, precisa e, soprattutto, sicura. È su questo tipo di soluzioni che vediamo evolvere la collaborazione nei prossimi anni.
Ma oltre all’aspetto tecnico, c’è un elemento per noi di FTMH, e so che lo stesso vale per Brigade, fondamentale: il rapporto umano. In loro abbiamo trovato disponibilità, confronto diretto, supporto quando serve e la possibilità di ragionare insieme sulle soluzioni più adatte. La tecnologia è indispensabile, ma senza dialogo e fiducia reciproca non si va lontano.
Per scoprire di più su Brigade e FTMH è possibile visitare i loro siti web e i loro social di riferimento.

















