Un piazzale sterrato, un cantiere fangoso e polveroso, lunghi filari o, ancora, carichi da movimentare in un campo o in una serra; si tratta di situazioni diverse tra di loro, ma con un punto in comune: non si svolgono su superfici regolari o all’interno in quegli ambienti pensati per la logistica “tradizionale”. In questi ambienti impegnativi l’esigenza non è soltanto spostare un carico, ma farlo mantenendo il giusto rapporto tra stabilità, sicurezza delle operazioni ed efficienza anche in condizioni non sempre prevedibili.
È da questa necessità di operare fuori dai contesti ordinari che si sviluppa la storia di Agrimac: nata nel 1958 dalla collaborazione tra un gruppo di imprenditori baschi e tedeschi con l’obiettivo di creare macchine robuste, affidabili e facili da manutenere, l’azienda iberica ha mosso i primi passi nel settore agricolo, per poi ampliare la propria attività nell’edilizia e nella movimentazione dei carichi su terreni irregolari.
Lo stabilimento produttivo si trova ad Amorebieta, nel nord della Spagna, non lontano da Bilbao, in un territorio con una forte tradizione industriale e manifatturiera: lì vengono realizzati carrelli elevatori e dumper fuoristrada distribuiti poi in Europa e in altri mercati internazionali, progettati per affrontare situazioni operative reali, andando dritto al punto senza complicati fronzoli. Scelte che si traducono in opzioni tecniche precise: trasmissioni idrostatiche e motori idraulici integrati nelle ruote su tutta la gamma, motori senza filtro antiparticolato sulla maggior parte dei modelli. Su questa base si inseriscono tre tra i modelli più richiesti del marchio, TW12, TW17 e TW25KX: pensati per soddisfare esigenze diverse, ma accomunati dalla stessa missione: affrontare quotidianamente, al meglio, anche i terreni più impegnativi.
TW12, la macchina degli spazi stretti
TW12 è il modello più compatto della gamma diesel fuoristrada Agrimac: con portata fino a 1.200 chili, montanti da 2,5 a 3,6 metri, peso a vuoto di 2.100 chili, è pensato per muoversi, con agilità, anche in ambienti angusti. I suoi numeri, infatti, lo collocano in una fascia operativa precisa: quella degli spazi ridotti — serre, vivai, orti, aziende agricole di dimensione contenuta o piccoli lavori edili — dove la manovrabilità è importante quanto la capacità di carico.
Può raggiungere una velocità massima di 18 km/h ed è spinto da un motore Kubota D1105 a tre cilindri da 25 CV, privo di filtro antiparticolato. In contesti di lavoro discontinuo o a basso regime, i sistemi DPF richiedono cicli di rigenerazione che interrompono l’attività: in questo caso, l’assenza del filtro può semplificare la gestione quotidiana. La trazione — disponibile in versione 4×4 o 4×2 — sfrutta motori idraulici Poclain integrati nelle ruote, eliminando i ponti differenziali tradizionali e aumentando la luce da terra. Il peso contenuto ne permette il trasporto su rimorchi standard senza dover utilizzare attrezzature speciali, una caratteristica non trascurabile per chi lavora su più siti nel corso della giornata.
TW17, configurazione versatile per ambienti specifici
Design e polivalenza sono le carte vincenti di TW17: con una portata di 1.700 chili e montanti fino a 4 metri in versione triplex, rappresenta una alternativa versatile per chi ha necessità di una maggiore capacità di carico, ma deve comunque operare in spazi limitati o su fondi irregolari. È mosso da un propulsore Kubota V1505 a quattro cilindri da 25 CV, anche in questo caso, privo di DPF. Trazione 4×4 con motori su ruota Poclain, altezza libera da terra di 420 mm e una pendenza superabile del 35 per cento lo rendono un valido alleato per spostarsi all’interno delle aziende agricole, coltivazioni frutticole e vigneti, così come durante gli eventi e nei cantieri urbani.
All’interno della gamma Agrimac, TW17 si distingue per la varietà delle configurazioni di cabina disponibili. Alla versione aperta FOPS, più essenziale e adatta ai lavori in esterno, si affiancano soluzioni più protette: una cabina semi-chiusa, una chiusa con riscaldamento e due varianti — frutteto e buggie — pensate per situazioni operative specifiche.
La cabina “frutteto” ha i fianchi con profilo convergente verso l’alto: una geometria che riduce il rischio di contatto con i rami nei filari stretti di frutteti e vigneti. La cabina “buggie” è, invece, progettata per muoversi, agevolmente, anche nelle strutture con soffitto inferiore ai due metri.
TW25KX, prestazioni senza inutili fronzoli
Salendo di portata, TW25 è una gamma pensata per movimentazioni più impegnative, dove il carico aumenta ma resta la necessità di lavorare su pavimentazioni non regolari: piazzali sterrati, cantieri, aree agricole o, ancora, spazi di stoccaggio all’aperto.
La portata nominale è di 2.500 chili, con i montanti che possono raggiungere sei metri: una configurazione che ben si sposa con il lavoro nei contesti più impegnativi dell’agricoltura, edilizia e nella movimentazione di materiali pesanti.
È disponibile in due varianti — TW25KX e TW25VL — che condividono la stessa capacità di carico e telaio, ma differiscono per motorizzazione e impostazione tecnica. TW25KX è la versione più orientata alla semplicità: è equipaggiata con un motore V1505 a quattro cilindri da 25 CV, lo stesso scelto per supportare i modelli più piccoli dell’offerta Agrimac.
Raggiunge una velocità massima di 21 km/h, con una pendenza superabile con carico del 35 per cento e dispone del sistema Full PowerTrack con trazione 4×4 disinseribile e divisore di portata, permettendo all’operatore di adattare la trazione alle condizioni di lavoro. TW25VL, invece, adotta un motore Kohler KDI1903 a tre cilindri da 50 CV, lo stesso scelto per il carrello con portata maggiore presente nella gamma di Agrimac, il modello TW35, e mantiene la trazione 4×4 permanente, senza divisore di portata.
La differenza col “fratello” si vede anche nell’impianto idraulico: ha una portata di 40 l/min, contro i 25 l/ min di TW25KX, a parità di pressione di esercizio. Più veloce, raggiunge 24 km/h di velocità massima, ma la pendenza superabile con carico scende al 25 per cento. Entrambe le versioni hanno un peso a vuoto molto simile: 3.728 per il modello KX, che scendono a 3.722 kg per quello VL. Prestazioni e praticità senza fronzoli: l’accesso diretto ai componenti meccanici, le prese di pressione esterne e la cabina ribaltabile facilitano i controlli, diagnosi e gli interventi.
Fattori questi non trascurabili per mezzi destinati a lavorare in esterno, in cui la facilità di manutenzione incide sui tempi di fermo macchina e sulla continuità del lavoro.
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