Alcune storie d’impresa nascono da un’intuizione, altre affondano le radici in qualcosa di più radicato: una passione tecnica che attraversa il tempo, si trasforma e riemerge più solida di prima.
La storia di EXCEN appartiene a questa seconda categoria. Tutto inizia nel 1948, quando il capostipite Mario Pacetti comincia a operare nel settore della sicurezza industriale con i primi impianti antideflagranti realizzati in Italia con un obiettivo preciso: sviluppare soluzioni per ambienti complessi, in cui il rischio è parte integrante del lavoro quotidiano.
Sono anni in cui il quadro normativo ATEX non è ancora stato formalmente codificato in Europa, eppure quella visione di Mario Pacetti prospettava già a quei tempi, ciò che il mercato avrebbe in futuro riconosciuto come uno standard imprescindibile.
Un’eredità portata avanti
Nel 1974, dopo la scomparsa del marito, la moglie Susy Pacetti ne porta avanti l’eredità, affiancata qualche anno dopo dal figlio Antonio Pacetti di soli diciannove anni, che, parallelamente agli studi di ingegneria, assume nel tempo responsabilità importanti e costruisce il proprio percorso giorno dopo giorno, con la gavetta, partendo dal reparto produttivo.
È lì che approfondisce il mestiere, affronta sfide tecniche quotidiane, sviluppando quella conoscenza concreta dei processi che negli anni orienteranno le scelte future. Il 1976 segna una prima pietra miliare: la trasformazione ATEX di un carrello controbilanciato, indice di una competenza che si fa sempre più riconoscibile e valorizzata nel panorama industriale.
Tra la fine degli anni Settanta e il decennio successivo l’attività cresce, la visione si struttura, e l’esperienza si sedimenta: si passa da una realtà artigianale a una più articolata, che consolida progressivamente il proprio nome nel settore. Negli anni Novanta arriva un nuovo, importante, capitolo della storia: la realtà originaria cambia proprietà.
Due persone, un nuovo inizio
Nel 1996, da quell’esperienza accumulata e da una visione che non si era mai spenta, nasce EXCEN. Fondata inizialmente da un team di due persone, l’azienda porta con sé un patrimonio di competenze accumulato negli anni e ha davanti una sfida precisa: riuscire a ridefinire il concetto di sicurezza nei contesti industriali più critici attraverso l’innovazione e la progettazione su misura.
Il primo progetto risale al 1997: una conversione ATEX per un carrello elevatore 2G, che dimostra fin da subito la capacità dell’azienda di trasformare macchine standard in soluzioni sicure per zone a rischio esplosione. Un anno dopo, nel 1998, arriva la partnership con Simai — oggi parte del Gruppo Toyota MH — che consente a EXCEN di convertire in chiave ATEX il primo trattore a rimorchio, aprendo un nuovo segmento applicativo.
I traguardi del nuovo secolo
Il percorso degli anni Duemila segna una fase di consolidamento e di espansione. Nel 2004, EXCEN sviluppa quello che all’epoca viene identificato come il più grande trilaterale ATEX elettrico sul mercato — una macchina pensata per ambienti estremi.
Due anni dopo, un nuovo importante traguardo viene tagliato: l’azienda consegna il millesimo carrello trasformato. Nel 2012 si amplia lo stabilimento e si superano i 50 addetti. È un momento di consolidamento strutturale che riflette una crescita non improvvisata, ma costruita anno dopo anno. Nel frattempo, la partecipazione ai comitati tecnici europei CEN, IEC e ATEX contribuisce attivamente alla definizione degli standard del settore: EXCEN non si limita ad applicare le normative, ma contribuisce a modellarle.
Innovazione su misura
L’approccio di EXCEN si distingue per una caratteristica fondamentale: la progettazione completamente interna. Una squadra formata da quindici ingegneri sviluppa soluzioni in risposta alle specifiche esigenze delle diverse aree ATEX, spesso partendo da zero.
La grande variabilità delle zone classificate, gruppi e classi di temperatura rende, infatti, ogni installazione diversa dalle altre, richiedendo lo sviluppo di soluzioni dedicate e non il semplice adattamento di prodotti esistenti. Nel 2020 arriva la prima trasformazione di un veicolo a guida automatica destinato a operare in zona 1, certificando così un AGV ATEX. Il progetto, frutto di un percorso che ha richiesto anni di lavoro, rappresenta un passo importante nell’automazione sicura anche negli ambienti più a rischio.
Due anni dopo, nel 2022, è la volta della medesima omologazione, ma il protagonista è il primo carrello cingolato destinato a contesti difficili e scivolosi, come le piattaforme offshore o le aree di lavoro con spazi ridotti. Si tratta di luoghi con condizioni operative particolari, che impongono il rispetto di standard particolarmente rigorosi in termini di sicurezza antideflagrante. Dopo lo sviluppo di progetti offshore, il percorso di EXCEN prosegue su più fronti: forte di un organico che è arrivato a circa cento unità, amplia la propria offerta con una linea di macchine per la pulizia industriale. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con produttori italiani e adattato ai requisiti degli ambienti ATEX attraverso l’integrazione delle proprie tecnologie.
Una eredità che si tramanda
Nel gennaio 2026 Antonio Pacetti scompare. La sua perdita è quella di un protagonista che ha attraversato l’intera storia dell’azienda e dell’antideflagranza, fino a una realtà riconosciuta a livello internazionale.
Ma EXCEN prosegue, guidata dal suo gruppo e dalla sorella Rossana Pacetti, manager di lungo corso anche in gruppi quotati italiani, portando avanti un patrimonio fondato sulla stessa formula: competenza, visione e rifiuto dell’impossibile.



















