Dopo la crisi pandemica, anche l’aumento dei prezzi e la scarsa disponibilità delle materie prime mettono in allarme le aziende
Sin dalla sua comparsa, il Covid ha avuto delle conseguenze economiche e finanziarie molto severe su tutti i comparti e dopo le conseguenti chiusure, incertezze e crollo dei consumi, per molte imprese arriva la stangata finale: i prezzi del legno sono più che raddoppiati dall’inizio della pandemia.
E chi- come il presidente di Assoimballaggi Ezio Daniele- opera nel settore dei pallet si ritrova a fare i conti con un duplice problema: da una parte, l’impennata vertiginosa del prezzo del legno; dall’altra la scarsa disponibilità della materia prima per comporre i bancali.
“A seconda delle tipologie – spiega Daniele- in meno di un anno i valori sono raddoppiati o anche triplicati e questo si riverbera sui prezzi a valle. Ma il nodo è anche quello della scarsità, il legno proprio non si trova: non escluderei che qualche azienda in estate possa restare senza imballi”.
La stessa preoccupazione è manifestata anche da Emanuele Barigazzi, imprenditore nell’omonima azienda di Parma: “Siamo qualcosa oltre i livelli del 2019 e al momento facciamo fatica a servire i nostri clienti storici. Se possiamo, cerchiamo di evitare commesse aggiuntive, che gestiremmo con difficoltà. Gli aumenti? In qualche modo i clienti li stanno assorbendo, anche se un momento così frenetico non si era mai visto: se un anno fa il nostro legno si pagava 140 euro al metro cubo, oggi siamo arrivati anche oltre quota 400”.
Chi può utilizza anche le segherie interne per aumentare la gamma di materiale acquistabile, ma l’impatto sui costi totali è comunque ridotto. “Nella mia azienda abbiamo ordini per tutto il 2021 – commenta il presidente di Conlegno Orlando Fravega – e in teoria potremmo fare anche di più, se non fosse per la scarsità di materiale. I volumi crescono ma in termini di margini per il settore sarà un anno difficile: sui prezzi, per quanto l’aggiornamento ora sia più frequente, siamo sempre a inseguire un valore della materia prima che pare fuori controllo”.
Ad aggravare la situazione anche la scarsità dei chiodi, adesso ricercati in paesi mai valutati prima come fornitori di questo materiale, come Turchia o Lituania. Le conseguenze dello scenario che si sta delineando sono facilmente intuibili: in meno di un anno i prezzi dei bancali sono saliti alle stelle, arrivando ad aumenti fino al 100 per cento a seconda delle tipologie. Per fare un esempio, il pallet standard Epal è passato da 8-9 a 15-16 euro al pezzo.



















