Da Energic Plus arriva un vademecum per mantenere produttivi e duraturi gli accumulatori al piombo acido: una corretta cura passa da una manutenzione frequente
La batteria è uno degli elementi fondamentali di un carrello elevatore come di una qualsiasi apparecchiatura meccanica. Per ottimizzarne la durata andrebbe caricata quando è scarica di oltre il 60, ma meno dell’80 per cento. Ci sono però diversi fattori che influenzano la durata di una batteria, tra questi da non sottovalutare c’è la manutenzione. Prendersi cura dell’accumulatore in maniera professionale, infatti, garantisce sia un’ottima efficienza che una maggiore durata. Lo conferma Energic Plus, che ha stilato un vademecum dettagliato (disponibile qui) su come prendersi cura di questi dispositivi.
Una delle principali cause del calo di prestazioni della batteria è la solfatazione del dispositivo, dovuta a numerose ragioni come l’inattività per un lungo periodo, il non rispetto dei corretti cicli di carica e scarica o il mancato trattamento di una cella difettosa.
Per ottimizzare le prestazioni e l’affidabilità delle batterie al piombo-acido – come consigliano gli esperti di Energic Plus -, sono necessarie tre operazioni di manutenzione essenziali:
- fornire sufficiente acqua alle celle;
- caricare in modo regolare la batteria;
- mantenerla pulita.
Fornire sufficiente acqua alle celle
Il fluido presente nella batteria al piombo-acido si chiama elettrolito, una miscela di acido solforico e acqua: quando la batteria si carica questa miscela si riscalda, facendo evaporare una parte dell’acqua. Nel corso del processo dell’elettrolisi, l’acqua si decompone in idrogeno e ossigeno che si dissolvono, portando nel tempo a un abbassamento del livello di elettrolito presente nel dispositivo. Ecco perché è importante ricordarsi di controllare periodicamente il livello dell’acqua e rabboccare sempre con quella demineralizzata (più comunemente nota come acqua distillata o deionizzata): si tratta di un liquido filtrato per rimuovere i metalli e i minerali, capaci di interferire con i processi della batteria.
Il rabbocco, fino al livello appropriato cioè fino a un centimetro circa sopra la parte superiore delle piastre, deve essere sempre fatto dopo la carica. I produttori di batterie raccomandano di ricaricarle una volta alla settimana.
Caricare in modo regolare la batteria
Per quanto riguarda la carica, bisogna considerare che a causa dell’uso può accadere che la capacità delle varie celle si sviluppi in modo diverso e di conseguenza non accumuleranno energia completamente, anzi, una cella potrebbe essere ‘piena’ di energia mentre l’altra solo a metà. Per evitare questo problema bisogna equalizzare la batteria. È un processo più lungo – di solito un ciclo di carica dura otto ore, mentre l’equalizzazione dura circa 11 ore, con tempi di raffreddamento superiori rispetto al normale ciclo – che impedisce anche la stratificazione, cioè la separazione dell’acido e dell’acqua, potenzialmente dannoso per la batteria. L’equalizzazione andrebbe fatta una volta a settimana.
Pulizia della batteria
Ultimo consiglio, ma non per importanza, è quello di provvedere alla pulizia dell’accumulatore. Come noto durante il processo di carica le batterie rilasciano gas e il vapore a volte si congela sulla parte superiore della batteria, il liquido a volte può traboccare o la stessa batteria potrebbe avere delle perdite. Tutto questo materiale si raccoglie nel vassoio dell’alimentatore e può creare diversi problemi: per scongiurarli bisogna pulire regolarmente il vassoio della batteria con uno sgrassatore che neutralizza gli acidi. Prima di fare questa operazione bisogna assicurarsi che le celle siano sigillate perfettamente, altrimenti si rischia di distruggere l’accumulatore. La pulizia della batteria deve essere fatta ciclicamente, ma anche ogni molta che il liquido trabocca, manualmente, ma anche con pulitori a vapore.


















