TVH University, una novità tutta da scoprire tra le righe di quest’intervista esclusiva
Riuscire a restare al passo coi tempi, aggiornandosi e formandosi, è fondamentale in ogni lavoro, oggi più che mai anche in quello del tecnico: in un settore in cui tutto si evolve rapidamente e un fermo macchina può avere un costo non indifferente, riuscire a individuare e risolvere un problema in poco tempo può fare la differenza tra “un professionista” e “il professionista che ogni datore di lavoro si contende”.
Ne sono consci anche in TVH, lo “specialista per ricambi dal 1969”, che ha creato un vero e proprio centro di formazione, TVH University, destinato ai dipendenti ma che apre le aule anche a studenti esterni, neofiti e no. Da livello zero a expert, formandosi non solo in classe, ma anche online, senza perdere il piacere di toccare con mano – o quasi – i pezzi. A parlare dell’offerta della TVH University è Sergio Leon, formatore poliglotta “on the road”.
Chi è Sergio Leon e quale il ruolo in TVH?
Sono arrivato in azienda nel 2007 e ho iniziato a lavorare al Dipartimento elettronico, dove riparavo principalmente controller di uno dei produttori leader nel mercato dei carrelli da magazzino. Successivamente sono diventato il punto di contatto nel Dipartimento in caso di reclamo, occupandomi anche delle richieste di garanzia e iniziando a tenere, per i dipendenti interni, i primi corsi di formazione. Il passo successivo è stato andare a lavorare alla TVH University facendo lezione non solo agli altri dipendenti, ma anche ad alunni esterni.
Nel corso degli anni anche la mia attività di formatore si è evoluta di pari passo con quella del settore dei carrelli, portandomi a sviluppare oltre a nuovi corsi, anche nuove modalità di fruizione di questi: non più solo in persona, ma anche online. Sono un formatore “on the road”: Svezia, Repubblica Ceca, Polonia, Inghilterra, Spagna, Nigeria, Camerun, Costa d’Avorio, Algeria e Portogallo sono solo alcuni dei paesi in cui ho tenuto lezioni in questi ultimi anni. Attualmente manca l’Italia, ma non temete, qualcosa bolle in pentola.
Cos’è TVH University e come è organizzata?
Tutto è iniziato circa 15 anni fa, con corsi di formazione tecnica per gli operai di un importante produttore americano. Da lì poi abbiamo cominciato, dopo qualche periodo, ad ampliare la nostra offerta anche ad altri studenti – non solo dipendenti TVH, ma anche esterni – e a strutturarla in maniera specifica sui diversi problemi tecnici che ci possono essere su un carrello elevatore: elettronica di potenza, idraulica, componentistica elettrica, ma non solo.
Come sempre in TVH non stiamo mai fermi e nel corso del tempo abbiamo organizzato i programmi adattandoli ai cambiamenti del mondo del lavoro e cercando di rispondere in maniera efficiente alle inedite sfide che negli ultimi anni tutti ci siamo trovati a fronteggiare, come il covid. Ora abbiamo affiancato ai corsi in classe anche la presenza di alcuni pacchetti di lezioni in modalità online ibrida – con l’e-learning seguito da sessioni live con noi formatori e da eventuali sessioni virtuali pratiche da 90 minuti su argomenti specifici – in diverse lingue, tra cui l’italiano, suddivisi per livelli di conoscenza. Abbiamo corsi tecnici sull’idraulica, parti elettroniche ed elettriche, sul motore a combustione interna, suddivisi in 3 livelli: base, avanzato ed expert mode.
Nel primo diamo tutte le informazioni essenziali per comprendere come funzioni un motore, quali siano le problematiche elettroniche principali etc. Si tratta di un programma non pensato per i neofiti assoluti, poiché una seppur minima conoscenza ci deve comunque essere.
Il secondo è un livello più avanzato, per chi ha già una certa padronanza della materia, mentre l’ultimo è dedicato a coloro che vogliono perfezionare la propria conoscenza, giungendo a un livello “esperto”. Oltre a questa tipologia destinata ai tecnici ne abbiamo anche una quinta, dedicata a chi non effettua riparazioni, ma lavora in ambito tecnico- commerciale: in questo caso si tratta di lezioni rivolte anche a chi non ha conoscenze pregresse, in cui viene offerta una introduzione completa agli aspetti tecnici di muletti, PLE o telescopici.
Anche in questo caso si tratta di corsi di formazione tecnica orientati alla pratica, per cui si riceve un attestato di frequenza e, nel caso lo si faccia, di superamento del corso. La nostra è una offerta a 360 gradi: online, con la comodità di seguire le lezioni da dove si vuole, anche nel caso delle sessioni live con l’insegnante, senza che la formazione vada a interrompere la “giornata lavorativa” del tecnico; in presenza, sia nelle sedi TVH, sia direttamente in un luogo concordato col cliente.
Durante le lezioni in presenza gli studenti possono toccare con mano i pezzi, risolvere le anomalie che l’insegnante può generare nel banco prova, partecipare a progetti. Questo aspetto proviamo a non farlo perdere nemmeno durante le sessioni live col formatore: abbiamo organizzato i nostri laboratori con tutta una serie di telecamere ad alta definizione che permettono a chi ci guarda a distanza di immergersi in una atmosfera interattiva quanto più possibile realistica. Lo studente non tiene fisicamente il pezzo in mano, a meno che non lo abbia già a sua disposizione, ma la sensazione che vogliamo ricreare è quella.
Il tecnico specializzato è una figura che scarseggia sempre più: quali le conseguenze?
Si tratta di una figura difficile da reperire non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo: attualmente, data la scarsità di personale specializzato, le ditte assumono tecnici generici che pian piano formano, plasmandoli sulle proprie esigenze e bisogni. Ma spesso si presenta un problema: chi addestra non sempre è aggiornato o ha a disposizione le ultime tecnologie diffuse, ma qualcosa di obsoleto, anche se lanciato nel mercato non molto tempo prima.
Le tecnologie che i carrelli utilizzano stanno cambiando rapidamente e non sempre si riesce a restare al passo: quindi quando si presenta una anomalia o un problema, se non si è adeguatamente formati, si prova a risolvere andando per tentativi. Se non lo si ha, si attende il ricambio, lo si monta, si spera funzioni e il problema rientri. Il risultato? In questo lasso di tempo la macchina sta ferma e anche l’incertezza del “sarà questa la soluzione giusta?” ha comunque un costo che l’azienda deve sostenere. Quello che attraverso i nostri corsi vogliamo insegnare è a conoscere e riconoscere l’errore, facendo una diagnostica corretta che permettere di individuare il problema e risolverlo quanto prima.
Ci sono donne a seguire i corsi?
Sebbene in percentuale molto minore rispetto alla presenza maschile, nei nostri corsi per tecnici abbiamo anche studentesse: si tratta di un presenza ancora bassa, che lentamente sta aumentando nel corso degli anni, ma per ora il settore dei tecnici rimane fondamentalmente – seppure con brillanti eccezioni, mi viene in mente una donna bengalese che ha seguito tutti i corsi, completando il percorso di formazione – un mondo maschile.
Se invece pensiamo ai corsi dedicati al personale che lavora in ambito tecnico- commerciale, lì la presenza in rosa è molto più alta. Si tratta soprattutto di commerciali, ma anche operatrici del customer care, che frequentano le lezioni per aumentare il proprio bagaglio culturale e che, grazie a questa conoscenze, hanno una marcia in più sul lavoro. Anche il programma di questi corsi prevede che ogni partecipante abbia la possibilità di prendere in mano i pezzi “protagonisti” della lezione, aprirli, toccare e capire meglio come sono fatti.
Cosa è cambiato nella riparazione dei carrelli?
Una macchina di dieci anni fa non ha niente a che vedere con una di oggi: se pensiamo a quelle elettriche, mentre prima i motori erano a corrente continua, DC, ora tutta la tecnologia è a corrente alternata, AC. Adesso abbiamo anche le batterie al litio, diversi tipi di alimentazione, l’elettronica ha assunto un ruolo sempre più importante che continuerà a crescere, leggi e regolamenti da rispettare: tutto sta cambiando velocemente e questa metamorfosi ha conseguenze anche sulle riparazioni. Attraverso i nostri corsi spieghiamo ai tecnici le nuove tecnologie, i problemi e cosa fare per risolverli. Capita che alcune volte la formazione venga sottovalutata: a parte i costi da sostenere per le lezioni, si tratta anche di “dirottare” l’attività di un tecnico dall’officina a un’aula.
Quindi, in quelle ore, il tecnico non lavorerà sui carrelli, non fatturando. In realtà, se si pensa a questo processo con lungimiranza, si capisce come il mancato guadagno di oggi, di quelle ore che alcuni considerano “perse”, sia un sicuro guadagno di domani: stare al passo con le ultime innovazioni dei carrelli, di ogni marchio, permette di sapere cosa misurare, come farlo e dove mettere le mani, arrivando alla soluzione del problema più rapidamente, senza l’incertezza di cui ho raccontato prima e che genera ulteriori spese. Ora i carrelli vanno letti e interpretati.
Formazione di nuove leve: collaborate anche con le scuole?
Collaboriamo con diversi istituti scolastici in Belgio, dando ai ragazzi la possibilità di fare il lavoro di fine anno usufruendo dei nostri materiali e dei banchi prova che utilizziamo per le lezioni. Attraverso questo sistema è possibile fare conoscere i carrelli anche ai più giovani, avvicinandoli a un settore per alcuni versi ancora poco popolare. Quando parlo con loro e chiedo cosa vogliano fare, quali gli sbocchi una volta terminati gli studi, tutti rispondono che puntano a lavorare per grossi marchi del settore automobilistico: nessuno che voglia fare il tecnico per un brand di carrelli.
Tutti conoscono le vetture, ma in pochi sanno come sia fatto un muletto e tutta l’innovativa tecnologia che c’è dentro; io stesso, fin quando non ho iniziato a lavorare per TVH non avevo una idea così concreta di questo mondo, di quanto fosse affascinante e in continuo mutamento. Rispetto a quello dell’automotive, così tanto gettonato tra i ragazzi e molto più statico, questi cambiamenti costanti sono una sfida a migliorarsi ogni giorno, formandosi e perfezionandosi sempre più.
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