Dal rebranding di Doosan all’integrazione in Bobcat, passando per l’evoluzione della gamma e della rete commerciale. Sandro Bagno, District Manager di Bobcat EMEA, ripercorre un decennio di cambiamenti, sfidanti ma necessari, con un unico obiettivo: fornire mezzi versatili, senza fronzoli, che rispondano alle vere esigenze dei clienti.
Sandro Bagno, dieci anni in casa Doosan Bobcat: che bilancio si può tracciare?
Dieci anni qui sono, per me, un traguardo importante e, allo stesso tempo, un’occasione propizia per guardare al percorso fatto. Nel mio e nostro caso, è stato un processo di trasformazione profondo, che ha portato dal nome Doosan all’integrazione nell’organizzazione Bobcat.
Siamo partiti da una struttura piccola, con un assetto calibrato sui nostri volumi di vendita dei carrelli, un mercato in cui avevamo un nostro peso ed eravamo riconosciuti come un autorevole secondo brand che affiancava, con successo, marchi primari. Ogni cambiamento comporta inevitabilmente delle difficoltà e richiede un periodo di adattamento. Ci siamo trovati dentro un sistema molto più ampio, con caratteristiche e una impostazione differente e, per questo, molto sfidante.
Bobcat ha una lunga esperienza nel movimento terra, con una organizzazione, mentalità e filosofia da top brand che comporta un altro approccio ai numeri, budget, al rapporto col territorio e tra dealer e casa madre. Per questo è stato necessario un lavoro di adattamento profondo. Lo paragonerei a una ristrutturazione: non si fa in poco tempo, e la fase più complessa è proprio quella in cui il cantiere è aperto, ma l’attività deve continuare. Abbiamo dovuto modificare alcune visioni interne e far convivere il sistema Bobcat con le specificità del mondo dei carrelli elevatori. A questa “ristrutturazione virtuale” si è affiancata la ristrutturazione fisica vera e propria della nostra sede in Belgio, il punto di transito dei carrelli verso tutta l’Europa, oggi rinnovata e che ha già ospitato la rete italiana per un training sui nuovi carrelli elettrici al litio.
Se dovessi raccontare questi dieci anni con un’immagine, direi che li festeggiamo dentro un cantiere: con l’elmetto, le scarpe antinfortunistiche e la consapevolezza che il lavoro non è finito. È stato, ed è ancora, un percorso sfidante e faticoso, ma necessario. Abbiamo fatto scelte strategiche importanti, provando anche ad affiancarci ad alcuni dealer già attivi nel movimento terra — alcuni con esperienza nel comparto dei carrelli, altri meno — ma si tratta di due mercati diversi, con logiche e marginalità differenti.
Non posso dire che il 2026 sia l’anno della svolta: è partito in maniera complessa, condizionato da una forte incertezza sugli incentivi statali. Inizialmente erano destinati solo alla produzione europea — la nostra è coreana e cinese —, poi è arrivata l’ipotesi di un allargamento della platea di riferimento, ma si trattava di eventualità non supportate da decreti attuativi.
Tanta incertezza che, alla fine, ha raffreddato la domanda e bloccato gli investimenti. Per questo dico che festeggio questi dieci anni con una candelina particolare: quella dell’incertezza. Oggi i cicli economici non seguono più la regolarità tipici degli ultimi trent’anni nel mondo industriale e anche il modo di comunicare e negoziare sta cambiando. In questo scenario ci sono anche nuovi attori che entrano sul mercato con prezzi molto aggressivi: è una dinamica con cui bisogna confrontarsi, ma siamo convinti che il valore di un produttore non si possa misurare soltanto nel prezzo della macchina.
Noi, come altri brand storici, abbiamo un trascorso, una presenza radicata sul territorio, con reti commerciali e di service esperte e formate, e abbiamo, fattore tutt’altro che trascurabile, una visione di prodotto di lungo periodo. Sono elementi, per alcuni, meno immediati del prezzo, ma per noi fondamentali e rappresentano la base su cui vogliamo costruire il futuro.
B25, serie NXE è il mezzo scelto per la copertina: quali le sue caratteristiche?
Abbiamo scelto l’elettrico B25X perché rappresenta bene la nostra visione di prodotto premium. Tanti costruttori propongono una doppia offerta, con una gamma entry level e una premium, e crediamo che la vera sfida si giochi proprio su quest’ultima.
Non vogliamo inseguire quei produttori che propongono prezzi aggressivi e mezzi dalla “lungimiranza” discutibile, il nostro obiettivo è valorizzare un carrello che sia in grado di soddisfare le reali esigenze del cliente, con affidabilità ed efficienza.
B25X interpreta al meglio questa filosofia. È un mezzo che punta su robustezza, agilità e, andando controcorrente rispetto all’offerta a cui stiamo assistendo, sulla semplicità d’uso. Negli ultimi anni, infatti, i mezzi premium stanno diventando sempre più sofisticati, con una quantità crescente di sensori, controlli e sistemi che, se da un lato supportano l’operatore —alcune volte arrivando però a interferire con il suo lavoro — dall’altro, ne aumentano la complessità d’esperienza.
Più componenti significano anche, inevitabilmente, maggiori possibilità di guasto e conseguenti costi e fermo macchina. Noi vogliamo percorrere una strada diversa, offrendo un carrello equipaggiato con tutto quel che serve oggi a una macchina moderna, ma senza quel livello di sofisticatezza estrema che rischia di trasformarsi in un problema per l’utilizzatore. Ci collochiamo in una fascia di equilibrio: non un mezzo privo di dotazioni, ma nemmeno appesantito da tutta una serie di funzionalità complesse che spesso non portano un reale beneficio all’operatore.
Sia ben chiaro: questo non significa che abbiamo rinunciato, già nella versione standard, alla tecnologia. Ma chi ne ha bisogno, può implementare il B25X con tutta quella serie di sistemi che realmente rispondono alle specifiche esigenze.
Un altro elemento che contraddistingue questo mezzo è la versatilità. Può essere equipaggiato sia con le batterie agli ioni di litio, sia con quelle al piombo acido; abbiamo scelto di lasciare entrambe le opzioni perché sappiamo quanto le esigenze dei clienti possano
essere totalmente diverse le une dalle altre. Se dovessi riassumere le caratteristiche principali, parlerei di equilibrio, versatilità e semplicità. Semplicità d’uso e manutenzione con ricadute positive anche sui costi di gestione. È una macchina che ha tutto quello che serve: quel che manca si può aggiungere.
Accanto all’elettrico, Bobcat mantiene una gamma diesel. Quanto è appetibile per i clienti?
È importante continuare a parlare di questi mezzi, perché il mercato si è ormai stabilizzato. La transizione verso l’elettrico è in corso e continuerà, ma ci sono ancora applicazioni e contesti in cui il diesel resta la soluzione più adatta, se non l’unica possibile.
Penso, in particolare, ai carrelli di maggiore portata, ai porti e a tutti quei contesti in cui l’elettrico, almeno oggi, non riesce ancora a garantire le stesse prestazioni. L’integrazione con la rete dei concessionari Bobcat del movimento terra ci ha permesso, inoltre, di conoscere più da vicino realtà, come alcuni cantieri, dove semplicemente non è possibile ricaricare un carrello elettrico. In questi casi, dunque, il diesel rimane indispensabile. Anche questo rientra nella nostra filosofia di versatilità.
Non vogliamo offrire solo una alternativa perché, come ho detto prima parlando del B25X, non tutti i clienti hanno le stesse esigenze. Per questo, abbiamo scelto di continuare a investire anche sui modelli diesel, a differenza di altri costruttori che stanno progressivamente abbandonando questo segmento. Naturalmente parliamo di motori di ultima generazione, conformi alle normative più recenti. Le nuove tecnologie come, ad esempio, i sistemi di rigenerazione del fap, hanno introdotto nuovi aspetti da gestire, ma il diesel continua ad avere un ruolo centrale in molti contesti operativi.
Il suo spazio è ancora più evidente quando si sale di portata. Dai 40-50 quintali in su c’è ancora una quota significativa di unità vendute e, oltre gli 80 quintali, la scelta diventa quasi inevitabile. La nostra gamma attuale arriva fino a 160 quintali, ma stiamo inserendo un carrello da 250 quintali con baricentro a 1.200 mm, già ordinabile. Non è ancora un peso massimo di categoria, ma rappresenta il nostro step d’ingresso per entrare nel mondo della movimentazione portuale. In questa direzione va anche l’esperienza maturata nel porto di Gioia Tauro. Siamo entrati con macchine di media portata, ma è un risultato significativo perché ci permette di costruire una presenza in uno dei principali hub dell’intermodalità del Mediterraneo.
Cosa bolle in pentola per il futuro?
Sul fronte del prodotto, il lavoro di Ricerca e Sviluppo è continuo. Anche un aggiornamento che può sembrare piccolo, in realtà, può richiedere una revisione importante della macchina. Dietro ogni evoluzione c’è un lavoro progettuale che può coinvolgere struttura, componenti e soluzioni tecniche, con l’obiettivo di migliorare costantemente e offrire sempre la migliore alternativa. Una delle novità più imminenti, che si inserisce nella nostra scelta di essere versatili, è il lancio di una linea di batterie al litio brandizzate Bobcat.
L’altro fronte di sviluppo riguarda l’ampliamento della gamma: il carrello da 250 quintali è già ordinabile e rappresenta un passaggio significativo nella nostra crescita in questa fascia di mercato. Per la Serie 9 elettrica bisognerà invece attendere ancora: è un progetto che guarda al 2027. Accanto al prodotto, resta centrale il lavoro della rete commerciale.
Continueremo a rafforzare la copertura territoriale, lavorando con concessionari solidi, capaci di far sentire la propria presenza e vicinanza al cliente. Per noi il presidio del territorio è essenziale perché il rapporto col cliente non finisce con la vendita del carrello, anzi, è proprio in quel momento che inizia “l’avventura”: per affrontarla servono presenza capillare, tecnici preparati e una gestione efficiente. È anche per questo che crediamo in una rete di concessionari forte e ben radicata: è il modo migliore per garantire continuità e qualità.
Le novità Bobcat Emea e la squadra di Sandro Bagno è sempre disponibile a fornire ogni informazione sul mondo Bobcat, intanto, tutto è consultabile sul loro sito web o i social di riferimento.



















