Dalla richiesta particolare di un cliente prende vita una nuova opportunità per l’azienda sarda di carrelli che, dopo un lavoro durato mesi, ha creato un muletto “tailor made”
Far entrare il muletto in una corsia delimitata da binari senza che le ruote si incastrino o si danneggino: è il delicato problema che Tecno Sarda Carrelli si è trovata a fronteggiare, e risolvere, per rispondere alle particolari esigenze di un importante cliente. E quella che era una difficoltà è invece diventata una opportunità di sviluppo, tanto che la soluzione trovata ha portato all’omologazione ex novo di un carrello, ora marchiato Tecno Sarda Carrelli.
Muletti Dappertutto ha parlato con chi si è occupato del progetto e delle modifiche del carrello elevatore.
“Il cliente aveva l’esigenza di noleggiare due muletti a forche frontali – racconta l’ingegnere Mauro Chialastri responsabile tecnico MC Ingegneria Srl – con i quali prelevare delle vergelle d’acciaio per poi trasportarle fino alla linea di produzione”.
Un’operazione apparentemente facile anche grazie al supporto delle attrezzature particolari di cui vengono dotati i muletti stessi: al posto della forche si sceglie di equipaggiarli con un punzone posizionato sulla piastra, così da ‘infilare’ le vergelle e spostarle senza farle ruotare. L’attrezzatura era stata realizzata dal costruttore Bolzoni, accoppiata al muletto Linde, mentre l’allestimento complessivo è stato realizzato da Tecno Sarda Carrelli.
“Per prelevare le vergelle – sottolinea ancora l’ingegnere – il muletto doveva seguire una corsia delimitata da due binari, prelevare con il punzone il materiale e poi tornare indietro a retromarcia, seguendo la medesima corsia. Ma proprio in questa ultima fase è saltato fuori l’intoppo: la carreggiata posteriore del carrello andava a interferire con i binari a terra e quindi il muletto non riusciva a entrare nella corsia per raggiungere il materiale da prelevare”.
Il cliente ha chiesto quindi di trovare una soluzione al problema: impossibile però sostituire i carrelli visto che tutti i muletti di quella portata non avevano la giusta carreggiata per entrare nella corsia.
“La soluzione non è stata semplice – evidenzia ancora l’esperto – abbiamo deciso di maggiorare la carreggiata posteriore del muletto affinché potesse passare nella corsia senza interferire con i binari. Abbiamo poi optato per sostituire gli pneumatici posteriori: grazie a questa seconda soluzione anche la carreggiata esterna è stata aumentata”.
Dello stesso avviso Roberto Coppo, responsabile Tecnico di Tecno Sarda Carrelli. “La cosa più difficile è stata proprio individuare la possibile soluzione al problema – sottolinea – abbiamo pensato di rivedere la carreggiata, ma bisognava farlo senza interferire sulla macchina. Bisognava agire sulle ruote per recuperare centimetri rispetto alle misure di fabbrica”.
Arrivare alle modifiche, quindi, non è stato semplice. “Sono stati cambiati gli pneumatici posteriori con due dotati di battistrada più stretto e spessore minore – spiega ancora l’ingegnere Chialastri -, questo ha consentito di incrementare la carreggiata interna posteriore e sono stati realizzati i nuovi cerchi per utilizzarli. Avendo diminuito lo spessore degli pneumatici posteriori si è dovuta ridurre anche la velocità massima del muletto che è stata limitata, in ogni suo utilizzo, a otto chilometri l’ora. Infine la flangia di accoppiamento è stata saldata sui cerchi delle ruote in modo da garantirci i valori di carreggiata che ci servivano. Il mozzo e l’assale sono rimasti invariati, tutto originale Linde”. “Abbiamo dovuto anche ridurre il raggio di sterzata – ribadisce Coppo – siamo intervenuti meccanicamente aggiungendo dei distanziali per ridurre l’angolo di sterzata della ruota. Poi abbiamo lavorato sull’elettronica per dare le nuove tarature al sensore e al potenziometro”. In pratica l’azienda sarda di carrelli ha progettato una nuova parte del muletto facendosi carico della responsabilità oggettiva della costruzione e dell’omologazione CE. “Tutto è stato fatto ai sensi della direttiva macchine perché l’intervento comportava una modifica nelle prestazioni e nelle modalità d’uso – precisa ancora Chialastri – l’intero muletto è stato ricertificato a responsabilità di Tecno Sarda Carrelli e per farlo è stato seguito tutto un iter per verificare la conformità del carrello anche dopo le variazioni eseguite”.
Il nuovo muletto è stato sottoposto ad alcune prove. “Queste procedure, di solito, vengono svolte direttamente dal produttore del carrello ma in questo caso le abbiamo fatte noi – racconta l’ingegnere -. È stata effettuata tutta una nuova valutazione della stabilità del muletto sia in condizioni statiche sia dinamiche e sono state eseguite le prove in conformità alle norme tecniche di settore. Quindi è stata fatta una prima verifica di stabilità statica seguendo le quattro prove previste dalla normativa: con o senza carico, frontale e laterale. Poi è stata fatta una verifica sulla stabilità dinamica nel corso della quale il muletto ha seguito un percorso precedentemente stabilito su un campo di prova. Tutti i test hanno dato esisto positivo”.
“Tutte le prove sono state difficili – racconta il Responsabile Tecnico di Tecno Sarda Carrelli – il carrello è stato sottoposto a test in condizioni di utilizzo al limite, come ad esempio il lavoro in pendenza con il carico. Diciamo che è stato stressato per analizzarne nel dettaglio le reazioni e i comportamenti”.
L’iter si è poi concluso rifacendo l’intero fascicolo tecnico del nuovo muletto adesso marchiato Tecno Sarda Carrelli. Il carrello ha un nuovo manuale d’uso e manutenzione, una nuova dichiarazione di conformità CE, nuove targhette e nuove marchiature. “Ci abbiamo lavorato un paio di mesi – conclude l’ingegnere – tra studio delle normative, progetti, applicazione e campi di prova”.
“Alla fine siamo riusciti a risolvere il problema e fornire al cliente i nuovi carrelli – sottolinea Coppo – Per noi e per lo stesso cliente è stata una soddisfazione enorme”. Adesso i muletti stanno già lavorando a pieno regime.
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