L’officina non è un ambiente per donne? Non in Carr Service, dove sono la passione e la voglia di imparare le qualità richieste per fare parte del team. A parlare della loro esperienza formativa in azienda sono Vanessa Schneider e Paolo Flaugnacco
C’è ancora qualcuno che crede come le donne e i motori si possano incontrare solo in quei modi di dire che rievocano gioie e dolori, pericolo costante e insensati allarmismi. Proverbi che, fortunatamente, sono ormai sempre più anacronistici. E il settore muletto si rivela come sempre al passo coi tempi, mostrando come in questo mondo ci sia, e possa essere sempre più, ampio spazio anche per le donne. Una di queste è Vanessa Schneider, giovane tirocinante che la friulana Carr Service, concessionaria Toyota Material Handling attiva da oltre 30 anni nel mondo del sollevamento, ha accolto tra le proprie fila. A raccontare questa esperienza sono la stessa Vanessa e Paolo Flaugnacco, coordinatore Service dell’azienda.
Una giovane apprendista nella vostra officina: Paolo, come è andata questa esperienza?
Nel settore le donne sono veramente poche e questa è stata una cosa abbastanza nuova per tutti, ma Vanessa è stata accolta senza alcun pregiudizio da parte nostra. In questo ambito sono pochi i ragazzi che hanno la volontà di fare gli stage, ancora meno quelli bravi, che seguono quanto viene loro spiegato, evento ancora più remoto è trovare una ragazza. Vanessa è stata quindi un’eccezione nell’eccezione e come azienda ci reputiamo assolutamente soddisfatti di questa esperienza. Ha lavorato con tecnici prossime alla pensione, con quelli più giovani: ha avuto approcci differenti con persone completamente diverse. Si è buttata con entusiasmo e voglia di imparare.
Vanessa, come è andata in azienda e perché hai scelto questa professione?
È andata molto bene: c’è stata un’accoglienza calorosa e senza pregiudizi da parte di tutti. Ho scelto questo lavoro perché ho la passione per il settore automobilistico, mi piacciono l’elettronica e la meccanica e il muletto racchiude in sé, molto bene, entrambe queste scienze. Si potrebbe pensare che i carrelli, essendo macchinari pesanti, siano più difficili da trattare; in parte è vero, ma se consideriamo come il fattore green stia diventando sempre più predominante, con l’elettronica a farla da padrona e si deve agire molto con la testa, affidandosi alla logica, questo può aprire un interessante spiraglio lavorativo per molte ragazze appassionate del settore.
Nella tua vita ti è capitato di incappare in commenti sgradevoli riguardo questa scelta?
Qualche volta è capitato, ma nella realtà succede molto meno di quanto si possa pensare. Se con queste persone “diffidenti” ci parli, spieghi loro che stai studiando, che hai passione e ti intendi della materia, poi non hanno più da ribattere e anzi, ti sostengono in questa scelta! Rispondo con i fatti alle ritrosie di questa parte della società.
Paolo, per voi quanto è stato importante formare nuove generazioni?
Per noi di Carr Service formare persone giovani rappresenta il presente e lo sguardo verso il futuro; aziendalmente preferiamo crescere professionisti che si abituino da principio al nostro metodo lavorativo, differente da quello dei concorrenti, e incarnino i nostri valori, che sono quelli della nostra casa madre Toyota Material Handling. In linea di massima il nostro è un team giovane, anche se ci sono state alcune ultime assunzioni di persone già formate, non giovanissime, provenienti dal mondo automotive. Ricollegandomi a quanto detto prima da Vanessa, il settore auto non è lo stesso di 10 anni fa, ma si sta spostando tutto sull’elettrico, dove i muletti sono già belli che avanti. Quindi, un tecnico che ha voglia di crescere e guardare al futuro si trasferisce nel nostro mondo, così da essere avvantaggiato nel suo percorso di formazione.
Vanessa, qual è il settore dove preferisci lavorare e c’è stato un intervento più impegnativo del solito?
Dal parco batterie a tutta la parte elettronica, sono questi gli ambiti che più mi piacciono in questo lavoro, dove l’inventiva aiuta a risolvere il problema. Per quel che riguarda gli interventi, essendo io di corporatura minuta, a crearmi qualche difficoltà sono quelli che richiedono più forza del solito: in questo caso devo ricorrere all’aiuto di qualcuno. Se invece pensiamo a interventi che riguardano le anomalie, onestamente, non mi viene in mente niente: quel che inizialmente può sembrare ostico, in realtà, una volta compreso, non è più così difficile da affrontare.
Paolo, cosa vi ha lasciato questa esperienza e prevedete di proseguire in futuro?
Assolutamente sì! Se qualcuno inizia un percorso con noi e ci troviamo bene, cerchiamo di seguire lungo questo cammino e portarlo avanti. Se Vanessa vorrà proseguire questa esperienza durante la scuola, noi saremo ben lieti di averla tra noi e continuare la collaborazione. Se poi diventerà per lei un lavoro, si vedrà in futuro.
Vanessa, stessa domanda: cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Tante nozioni e informazioni in più su questo settore e un bel ricordo “dell’ambiente Carr Service”. Tutto è andato molto bene, viene dato ampio spazio alle opinioni dei dipendenti, in ottica di crescita dell’azienda e del dipendente stesso, e non è scontato che in tutte le aziende sia così, anzi, non sempre le idee vengono prese in considerazione.
Vanessa, cosa diresti alle ragazze che leggendo questa intervista si sono incuriosite e vorrebbero far parte di questo settore?
Se hanno la passione, voglia di crescere e soprattutto di imparare, perché ci vuole tanto impegno, pazienza e ore da dedicare, direi loro di continuare a inseguire i propri sogni e non fermarsi.



















