Prorogata anche per tutto il 2021 la manovra che sostiene e facilità l’apertura di nuove aziende nelle ragioni del centro sud, aiutandole negli investimenti con finanziamenti a fondo perduto e prestiti bancari a lungo termine
Incentivare e sostenere le nuove attività imprenditoriali. È l’obiettivo di “Resto al Sud”, la manovra prorogata anche per tutto il 2021 nata per facilitare la nascita, nelle regioni del centro sud, di nuove aziende che producono beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone e aziende del settore turistico.
Requisiti
Sono stati ritoccati, rispetto alla precedente misura, i limiti di età: adesso è infatti rivolta imprenditori di età compresa tra i 18 e i 55 anni, mentre prima era ferma ai 45 anni. Le regioni interessate sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Può accedere all’incentivo chi al momento della presentazione della domanda è residente, oppure chi trasferisce la residenza in queste regioni entro 60 giorni o 120 se si vive all’estero; gli imprenditori che non sono già titolari di altre attività d’impresa prima del 21 giugno 2017; chi non ha ricevuto negli ultimi tre anni altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità e infine chi non ha un lavoro a tempo indeterminato e si impegna a non averlo per tutta la durata del finanziamento.
Chiaramente non con tutte le spese sostenute dagli imprenditori si ottengono le agevolazioni. In particolare rientrano nella misura le spese per lavori edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria con un limite massimo del 30 per cento; quelle per l’acquisito di macchinari e impianti nuovi. Poi ci sono le spese per i programmi informatici e per le tecnologie legate alle esigenze di produzione dell’azienda; le spese per le materie prime, ma anche le utenze, i canoni di affitto e le garanzie assicurative dell’azienda. In particolare la misura finanzia i progetti imprenditoria individuali (impresa individuale) con una spesa massima di 60mila euro, mentre nel caso di più soggetti è previsto un tetto massimo di 50mila euro per ciascuna persona coinvolta fino a raggiungere il tetto di 200mila euro.
Le agevolazioni coprono il 100 per cento delle spese: il 50 percento viene erogato a fondo perduto, mentre il restante 50 come finanziamento bancario che dovrà essere restituito in otto anni di cui due di premmortamento. Per chi aveva già usufruito delle agevolazioni di Reato al Sud è stato previsto un ulteriore contributo a fondo perduto pari a 15mila euro per una impresa individuale e massimo 40mila euro per quella con più soci.



















