È stato progettato per soddisfare le esigenze anche delle applicazioni industriali più esigenti grazie al suo carattere versatile che unisce potenza, manovrabilità e comfort per l’operatore: P72.10CS Top è il più recente arrivato in casa Merlo e amplia la gamma di sollevatori telescopici pensati per movimentare in molteplici contesti operativi.
L’alleato che va in alto e dappertutto
“Prestazioni elevate, sicurezza avanzata, comfort eccezionale e tecnologie all’avanguardia”: sono i “segni particolari” indicati da Merlo nel descrivere il nuovo innesto, che va ad affiancare P72.10 PLUS arricchendo la gamma di telescopici ad alta capacità. Portata massima di 7.200 chili, altezza di sollevamento di 9,5 metri e sbraccio massimo di 5,2 metri fanno di P72.10CS Top un valido alleato per il lavoro in contesti complessi come edilizia industriale e centrali di stoccaggio materiali, cave e miniere, così come nei cantieri stradali e infrastrutturali.
Ma non solo: il nuovo telescopico mantiene intatte le sue performance anche nell’ambito dell’agricoltura e in quello agroindustriale — mangimifici, allevamenti, aziende cerealicole o silvicoltura — allo stesso modo come nel comparto della gestione e trattamento dei rifiuti e nei settori legati alle energie rinnovabili.
Sulle performance non si risparmia
Il neoarrivo è stato progettato per offrire un equilibrio concreto tra prestazioni, fluidità operativa ed efficienza complessiva. Monta un motore termico PERKINS Serie 904 da 100 kW / 136 CV: la scelta di affidarsi allo storico produttore inglese è stata fatta per garantire una potenza costante e una risposta affidabile in ogni fase del lavoro, permettendo un utilizzo in condizioni gravose e con carichi di rilievo. È dotato di una trasmissione idrostatica con sistema EPD (Eco Power Drive), una soluzione tecnica brevettata da Merlo che consente il controllo e la regolazione elettronica di motore e trasmissione, massimizzando l’efficienza e con un calo di consumi che il produttore di Cervasca (Cuneo) attesta fino al -18 per cento. Il sistema permette così una guida fluida e un controllo preciso dei movimenti che si traducono in una elevata manovrabilità sul lavoro.
La velocità massima fino a 40 km/h rende possibile, invece, trasferimenti rapidi ed efficienti tra i diversi ambienti, contribuendo a migliorare la produttività complessiva. I sollevatori telescopici Merlo si caratterizzano, inoltre, per una alta capacità frenante al rilascio dell’acceleratore, garantendo una elevata coppia alle ruote in fase di movimentazione e durante i trasferimenti. La precisione dei movimenti rappresenta un ulteriore elemento distintivo, in particolare durante le fasi di posizionamento del carico, dove l’accuratezza non può essere un optional. Il controllo millimetrico delle manovre consente di lavorare anche in spazi ristretti o in contesti complicati, migliorando la sicurezza e l’efficienza delle operazioni. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla riduzione dei consumi e costi di esercizio. La gestione completamente elettronica di trasmissione e propulsore termico permette di ottimizzare la rotazione del motore, minimizzando i giri di rotazione al minuto, con un risparmio di carburante e soldi per le casse aziendali. Si muove in questa direzione anche il sistema idraulico, fornito di una pompa a portata maggiorata che garantisce velocità nella movimentazione del braccio, mentre la tecnologia Flow Sharing nel distributore ottimizza il flusso idraulico in base alle reali esigenze di carico.
Dalla progettazione all’utilizzo, senza trascurare la sicurezza
Per il Gruppo Merlo la sicurezza è un valore fondamentale, che accompagna tutte le fasi di vita delle proprie macchine: dalla progettazione allo sviluppo, fino al loro utilizzo, nel corso degli anni, presso i clienti. Un valore mantenuto intatto anche nell’ideazione di P72.10CS Top.
Il carrello è dotato di un telaio compatto che riduce al minimo l’ingombro, sviluppato per ottimizzare la robustezza torsionale e resistere a sollecitazioni gravose, senza che la manovrabilità venga compromessa. Il telescopico, inoltre, integra un sistema di livellamento laterale che permette di compensare pendenze del terreno fino all’8 per cento (equivalenti a circa cinque gradi), assicurando la stabilità laterale durante le operazioni di sollevamento del carico.
In aggiunta, monta una zattera ZM3, rinforzata rispetto alle versioni con portate inferiori, progettata per supportare attrezzature pesanti e facilitare la movimentazione di carichi rilevanti. La cabina sospesa idropneumatica Merlo è certificata ISO 3449 FOPS e ISO 3471 ROPS, mantenendo al sicuro il conducente in caso di ribaltamento o impatti. Il sistema di protezione integrato monitora stabilmente i parametri critici della macchina, prevenendo incidenti grazie a funzioni avanzate come la gestione automatica del freno di stazionamento e i cursori idraulici di sicurezza. Protezione e comfort per l’operatore che non si fermano solo all’aspetto esterno, ma sono presenti anche all’interno della cabina.
L’accesso è facilitato da una porta apribile a 180 gradi, gradini e maniglie messi in posizione strategica danno accesso a un ambiente in cui la visibilità la fa da padrona: una larghezza di 1.010 mm e una superficie vetrata di 4,3 metri quadri garantiscono ampi spazi e visibilità ottimale in tutte le direzioni. Il joystick elettronico capacitivo consente di controllare fino a quattro movimenti idraulici indipendenti sull’attrezzo, assicurando operazioni rapide e precise e riducendo l’affaticamento dell’operatore. Presente, infine, anche un display digitale con ASCS, un sistema di sicurezza attivo e adattivo che si occupa di verificare in tempo reale tutti i parametri di funzionamento, in cui è presente anche un sistema di pesatura del carico.
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