Un mondo che appassiona, in cui non ci si annoia mai e dove, ancora oggi, è la persona a fare la differenza. Così descrive il comparto della movimentazione Sandro Bagno, attuale District Manager di Bobcat EMEA. Con una lunga esperienza alle spalle, scatta una istantanea della sua carriera e delle sfide lavorative che lo attendono.

Manager di lungo corso, chi è Sandro Bagno?
Veneto, appassionato di fotografia, sposato e con un figlio, professionalmente sono entrato nel mondo dei carrelli elevatori oltre 25 anni fa. Ho iniziato la mia attività qualche tempo prima, in altri settori, ma l’esperienza più significativa è quella nei muletti. Ho lavorato in CGT, poi divenuta CLS, in STILL prima della fusione con OM, in Linde, per poi passare, circa 9 anni fa, in Doosan, divenuta, due anni fa, Bobcat. Ho svolto un po’ tutti i ruoli: sono partito come venditore “da campanello” per arrivare poi a fare il District Manager, ruolo che ho attualmente. Questa gavetta è stata molto importante per diventare chi sono ora, ma ho la
consapevolezza che difficilmente sarà replicabile allo stesso modo. I tempi sono più veloci, ci sono approcci diversi per conoscere e il mercato e, mentre prima si andava palmo per palmo a cercare i clienti, l’avvento delle nuove tecnologie ha modificato tanto. Ora esistono strumenti che, se sfruttati bene, aiutano a lavorare massimizzando le opportunità.
Guardandomi indietro, al Sandro di 25 anni fa, ammetto che non mi sarebbe dispiaciuto averli. Quel che, anche dopo tutti questi anni e cambiamenti non muta, è il valore e l’importanza delle persone, ossia coloro che, al di là del nome dell’azienda in cui si lavora, fanno davvero la differenza. Nel mio percorso ne ho trovate parecchie da cui ho imparato tanto e ho cercato di trasferire questo sapere alle nuove leve. Questo è un mondo che ti appassiona, mutevole, in cui non ci si annoia mai. Non esiste un approccio valido per tutti: ogni cliente è un mondo a sé. In una sola giornata puoi trovarti ad affrontare situazioni differenti, ciascuna con bisogni diversi che ti stimolano a trovare la soluzione più adatta, talvolta uscendo dagli schemi.
Quali riscontri alle neo gamme lanciate a LogiMAT e come va il mercato?
Abbiamo presentato la nuova linea litio per i carrelli frontali, la serie dei 16 e 20 quintali oltre alla gamma di macchine da magazzino. Attualmente stiamo iniziando la parte di sell in mentre per il sell out, l’ingresso vero e proprio nel mercato, dobbiamo attendere il secondo semestre del 2025. Ci stiamo preparando per avere una ampia disponibilità di prodotti pronti, anche se è ancora difficile prevedere la quantità, ma le risposte dalla clientela sono incoraggianti. Volgendo lo sguardo al panorama generale, invece, posso dire che, per la prima volta, siamo di fronte a un mercato senza le ciclicità economiche di salita e discesa, ma si caratterizza per la mancanza di regole.
I dati dei primi mesi giunti da Aisem ci danno il polso di un mercato stabile, senza scossoni, però questa situazione “sospesa” crea incertezza e blocca gli investimenti importanti. Come si esce da questa impasse? Noi lo facciamo tentando di anticipare quel che potrebbe succedere e cambiando totalmente la linea da magazzino. Abbiamo deciso di abbandonare la produzione in Germania per spostarla in Cina, stiamo incrementando l’alimentazione al litio, anche se sono convinto questo sarà solo un passaggio intermedio verso l’idrogeno — per cui serve ancora tempo — e una diversa gestione delle batterie al piombo. Oggi si è ancora immersi nella cultura dell’usa e getta, mentre una batteria costruita con piombo puro o un piombo di maggiore qualità potrebbe garantire ai carrelli una vita utile più lunga di quella attuale. Una “colpa” del mercato italiano è stata quella di non avere puntato, per varie ragioni, sulla alimentazione a GPL. Una scelta fatta tanti anni fa che non si è dimostrata molto lungimirante.
Quali sono i vostri mezzi più richiesti?
Il nostro punto di forza sono i carrelli frontali, sia nella sempre gettonata versione diesel, sia in quella elettrica, segmento in cui vogliamo consolidare ulteriormente la nostra posizione. Per farlo, offriamo i mezzi con una doppia opzione: premium level, realizzati nel nostro stabilimento coreano, e una più accessibile ma altrettanto performante entry level, di produzione cinese. Al nostro cavallo di battaglia affianchiamo poi la rinnovata gamma da magazzino,
così da garantire una offerta per la movimentazione a 360 gradi che va dai frontali fino a 100 quintali e arriva ai transpallet. Le nostre sono macchine solide, io le definisco “muscolose”, senza fronzoli tecnologici. La dotazione tecnologica naturalmente è presente, ma si tratta di un equipaggiamento maturo, frutto delle richieste giunte dal mercato in questi anni. Abbiamo scelto di includere quanto realmente necessario per lavorare in sicurezza e con efficienza. Una delle qualità che ci viene riconosciuta dalla clientela è l’affidabilità.
Le nostre sono macchine affidabili, riparabili rapidamente e, fattore non trascurabile, con un costo dei ricambi accessibile. Spesso vedo strategie commerciali aggressive in cui mi chiedo come un prezzo così basso possa essere sostenibile: viene da credere che, nel tempo, possano emergere costi in grado di riequilibrare quanto non incassato nella fase iniziale. A me piace pensare che la vera vendita, non sia quella della prima macchina, bensì dalla seconda in poi. Non limitiamoci a considerare la vendita come una fase separata, ma come una parte di un cerchio più ampio. Se il cliente si rivolge nuovamente a noi, significa che tutta la squadra è stata capace di lavorare bene: dal commerciale, alla parte service, pronta se necessario, il tutto accompagnato da una proposta finanziaria equilibrata.
Quali le strategie pianificate a breve e lungo termine?
Puntiamo a rendere la nostra presenza sempre più competitiva e capillare. Abbiamo avuto un forte impulso dall’operazione di rebranding di due anni fa. Portare nella galassia Bobcat i nostri quasi 60 anni di esperienza nel mondo dei carrelli, prima come Daewoo e poi come Doosan, ci aiuta a ottenere quella spinta che ancora non avevamo pienamente. Grazie al nostro arrivo, ora l’offerta di prodotti del marchio “della lince” è a tutto tondo. È in questa ottica che, da oltre un anno, stiamo lavorando per ampliare la nostra rete vendita ingaggiando parte della divisione Construction.
Le aziende potranno agire sia come dealer diretti su alcuni territori, sia come importatori e distributori, supportando la nostra rete esistente e mettendo a disposizione più macchine a stock, maggiore solidità finanziaria oltre a una più ampia capacità di affrontare anche flotte di noleggio di più grandi. Chi vorrà vedere e toccare con mano i nostri prodotti, a settembre avrà una occasione in più: dal 25 al 27 saremo presenti alla fiera di Piacenza, in occasione delle Giornate italiane del sollevamento.
La sostenibilità a 360 gradi è ormai un tema centrale, quale la vostra visione?
Bobcat ha un approccio e una sensibilità molto alti verso la sostenibilità, declinata in varie direzioni: dai prodotti, alla qualità dei luoghi di lavoro. Siamo una multinazionale radicata in, praticamente, ogni angolo del mondo, quindi con numerose culture che si trovano a interagire tra di loro. Conoscere, sapere che siamo tutti uguali nella diversità, permette di agire nel rispetto. Rispetto che si esprime non solo all’interno dell’azienda, ma anche nei confronti della concorrenza, con cui il rapporto deve essere leale.
Per chiudere il cerchio, ricollegandomi alla qualità che ci viene riconosciuta dai clienti, un mezzo affidabile è un mezzo sostenibile. Non solo ecosostenibile perché riduce l’impatto ambientale, ma lo è anche dal punto di vista economico: minori rischi di fermo macchina, bassi costi di manutenzione, lo rendono un valido alleato per le casse aziendali.


















