Si amplia il mercato del lavoro nel comparto logistico: rimane la necessità di assumere autisti, magazzinieri, responsabili di magazzino, supply chain manager e addetti alla logistica, a cui si affiancano anche nuovi profili altamente qualificati. Questo è ciò che emerge dal rapporto “Trasformazioni del settore e delle professioni nella logistica”, pubblicato recentemente dal centro di ricerca sul lavoro Randstad Research.
Panoramica
La logistica in Italia genera un valore di 92,7 miliardi di euro – pari al 5,41 per cento del totale dell’economia – e conta 1,16 milioni di occupati. Il comparto si presenta così diviso: da una parte le grandi imprese che utilizzano in modo intensivo soluzioni tecnologiche avanzate, dall’altra le piccole attività che fanno più affidamento sulla forza lavoro. Ma, secondo il report di Randstad Research, sono proprio queste ultime a evidenziare una maggiore produttività perché, grazie alla conoscenza capillare dell’economia locale e del territorio, offrono i servizi alle altre imprese e, allo stesso tempo, sostengono costi del lavoro ridotti in virtù di contratti con remunerazioni basse e minori tutele.
Si tratta quindi di un settore strategico ma che soffre di una narrazione che lo associa a orari su turni, attività logoranti e competenze manuali, quindi poco attrattivo per i giovani. Da qui la proposta del centro di ricerca: “Digitalizzazione, sostenibilità e demografia impatteranno fortemente sulla logistica nel prossimo futuro: formazione e innovazioni tecnologiche sono strategiche per attrarre talenti nel settore – spiega Emilio Colombo, coordinatore del comitato scientifico di Randstad Research -. Per costruire un futuro all’altezza delle aspettative dei talenti, infatti, bisogna fare leva sulla formazione, mettendo maggiormente in contatto scuole e imprese. Su questo, proponiamo di creare un istituto tecnico dedicato alla logistica nella scuola pubblica, che fornisca le qualifiche formali e tutte le conoscenze richieste dal settore”.
Uno sguardo al lavoro del futuro
Il mercato della logistica è interessato da quattro megatrend: digitalizzazione, globalizzazione, transizione green e demografia. La rivoluzione tecnologica ha investito quindi l’intero comparto, facendo emergere la necessità di sviluppare conoscenze specifiche e profili in diversi ambiti, come evidenziato dal report di Randstad Research.
- Nell’area delle infrastrutture ci sarà un forte bisogno di professionisti in grado di organizzare spostamenti e con competenze digitali e ingegneristiche, legate alla robotica, all’automazione dei processi e alla sostenibilità a partire dall’analisi dei dati. Tra i profili ricercati ci saranno: addetti allo sviluppo della mobilità integrate per le aree disagiate e della mobilità intermodale; convertitori di autostrade intelligenti e di passerelle ciclopedonali; installatori di servizi di community-based parking; ottimizzatori comunali dei sistemi di mobilità condivisa; specialisti della creazione di hub per la sharing mobility.
- Nel campo delle innovazioni – intese come trasformazioni di processi e strumenti di lavoro – sono richieste capacità di visione d’insieme, spirito di iniziativa e adattamento. Fondamentali le competenze trasversali come il senso critico, il ragionamento induttivo e deduttivo, l’individuazione e risoluzione dei problemi. Le professioni individuate dal report per questo ambito sono: addetti allo sviluppo della AI aziendale, Smart warehouse designer, autisti di elitaxi, automation anomaly analyst, business developer manager per il metaverso, designer di treni smart, distributori di magazzini verticali, dronisti per le consegne da remoto, esperti di Advanced Air Mobility, gestori di servizi di microtransit o DRT – Demand Responsive Transit, ingegneri costruttori di razzi riutilizzabili, progettisti di shuttle robotici, robotaxi, robot sottomarini autonomi, progettisti doganali di sistemi SISAM e hyperloop e tecnici dell’e-mobility.
- Nel campo del monitoraggio e controllo sono necessarie tutte le competenze legate alla cybersecurity, con le aziende che dovrebbero essere in possesso di un proprio IRP – Incident Response Plan – per prevedere e rispondere in maniera tempestiva ed efficace agli incidenti legati alla sicurezza digitale. Le professioni individuate: addetti alla telegestione degli impianti, alla protezione dei dati, Demand planner, esperti di blockchain per la tracciabilità lungo la filiera e in telediagnostica, Risk Manager, manutentori 4.0 e tecnici AI per la riduzione del traffico.
- Volgendo lo sguardo alle fonti energetiche, oltre alla conoscenza delle diverse opzioni disponibili per soddisfare il fabbisogno delle attività produttive, sarà necessario sapere operare analisi su costi-benefici delle loro applicazioni. I profili ricercati: addetti al controllo e prevenzione delle emissioni industriali, al recupero delle batterie esauste per lo stoccaggio di energia, al servizio di scambio/cambio batterie esauste per veicoli, alla diagnosi energetica; fornitori di biocarburanti, gestori di hub di assemblaggio di batterie, ingegneri elettronici per l’ottimizzazione di batterie per auto elettriche, progettisti per treni a idrogeno su binari non elettrificati, produttori di batterie per il trasporto su rotaia, specialisti del recupero/riuso/riciclo delle terre rare da batterie o motori.
- Rimanendo nel campo della transizione green, per lavorare nell’ambito della sostenibilità si richiedono capacità informatiche, analisi dei big data, conoscenza dell’economia circolare, sharing economy e delle strategie di riduzione degli impatti ambientali. Nello specifico della sostenibilità sociale, sono necessarie maggiori competenze su sicurezza del carico, gestione del magazzino e impianti satellitari per gli operatori. I ruoli individuati: addetti al bike sharing aziendale, amministratori del piano di sostenibilità, designer di imballaggi circolari e di magazzini ZEB – Zero Emission Buildings -, gestori di MaaS, green transition manager, imprenditori e tecnici gestionali della circolarità, supervisori della sostenibilità dei trasporti e tecnici del ricondizionamento dei motori.
- Per quanto riguarda il campo dell’organizzazione, le conoscenze richieste riguardano la gestione dei flussi e le relative tecnologie. Per questo ambito è importante anche rafforzare le capacità di gestione del personale, approfondire le conoscenze di cybersecurity e l’abilità di operare in un network eterogeneo. Le professioni: addetti al controllo di filiera per il monitoraggio della circolarità, al coordinamento e all’integrazione dei servizi di mobilità urbana, alla digitalizzazione aziendale, designer della mobilità, gestori di piattaforme per la mobilità aziendale, fleet manager, facilitatori di progetti green in partnership multi-stakeholders, ingegneri del traffico e dei trasporti, pianificatori dell’organizzazione logistica.
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