Si attendeva impazienti la fine della pandemia e l’allentamento delle restrizioni dell’ultimo biennio per fare finalmente respirare l’economia e la logistica: anche se effettivamente ci sono stati miglioramenti con un rialzo dei numeri del comparto nel 2021, il nuovo anno si è aperto con il tragico conflitto Russia-Ucraina che ha dato una ulteriore spinta all’aumento dei costi delle materie prime, dei trasporti e dell’export. Per approfondire questo quadro complesso e in continua evoluzione, Muletti Dappertutto si è affidato ad AISEM – associazione che riunisce l’imprenditoria italiana dei sistemi di sollevamento, elevazione e movimentazione all’interno di ANIMA Confindustria – per un’intervista con il neopresidente Massimiliano Bariola. Da anni nell’associazione, di cui ha ricoperto il ruolo di tesoriere e vicepresidente, Bariola verrà supportato da Roberta Togni di Automha – già capogruppo di Sistemi Intralogistici, vicepresidente con delega ai rapporti associativi – e Stefano Predieri di STILL – con mandato ai rapporti economici -.
Come si presentava lo scenario del comparto export prima del 2022?
Il comparto della Logistica e Movimentazione rappresentato da AISEM esporta circa il 40 per cento dei prodotti, con una crescita del 13,9 per cento e una quota che ha raggiunto 2.480 milioni di euro nel 2021, superiore ai valori del periodo pre-covid. Nonostante un 2020 che aveva fatto registrare -9,3 per cento e il rischio di perdere quote export a vantaggio di altri Paesi meno colpiti dalla pandemia, il settore si è ripreso in maniera decisa nel 2021, confermando il valore delle tecnologie italiane in tutto il mondo. Tra i settori trainanti lo scorso anno gli “Impianti ed apparecchi per il sollevamento e trasporto” e i “Carrelli industriali semoventi”, che hanno segnato rispettivamente +21,8 e +18,8 per cento rispetto al 2020.
Dopo un’accennata ripresa con l’allentamento delle misure restrittive per la pandemia, in quale misura il conflitto Russia-Ucraina ha aggravato la situazione?
L’intero comparto stava iniziando a rivedere la luce dopo i lockdown del 2020 e un 2021 di grande ripresa. Prima dello scontro in Ucraina, le previsioni dell’Ufficio Studi Anima Confindustria vedevano un rallentamento della crescita nel 2022 a causa dei costi lievitati di energia e materie prime. Ora, con il conflitto in atto, oltre agli ulteriori aumenti di questi due fattori, si aggiungono l’incremento dei prezzi dei noli marittimi tra il 500 e l’800 per cento a seconda delle tratte e l’allungamento dei tempi di consegna in Italia e all’estero. E questo è un problema molto rilevante, dato che le nostre aziende vivono di esportazioni.
Continuano a crescere i costi dell’energia, delle materie prime e delle spedizioni: come reagisce la catena di fornitura?
La situazione in cui ci troviamo è deci- samente anomala: da un lato continuiamo ad avere una domanda ancora forte dai nostri clienti ma, di contro, la carenza sul mercato di materiali essenziali per l’intero comparto – come i microchip – sta provocando numerosi ritardi in tutta la catena di fornitura, accrescendo sempre di più i prezzi e le spese di trasporto dall’estero.
Inoltre, l’impennata spaventosa dei costi energetici, acuita anche dal conflitto tra Russia e Ucraina, sta erodendo sempre di più i margini di profitto delle imprese. Se la situazione non dovesse migliorare, è molto probabile che numerose aziende del settore saranno costrette alla chiusura per evitare di finire in perdita.
Prevedete un peggioramento della situazione? Quali strategie applicare per tamponare i danni?
Come analizzato dall’Ufficio studi di Anima, se lo scontro nell’est Europa dovesse cessare in tempi brevi e le sanzioni verso la Russia venissero mitigate, ipotizziamo un miglioramento della situazione economica e una diminuzione dei prezzi, sia per quanto riguarda le materie prime, sia per l’energia. È chiaro che, finché ci sarà un conflitto in corso, non si prospettano grandi margini di miglioramento. Al momento, per salvaguardare le attività, dobbiamo adoperarci per ridurre i consumi energetici e rinnovare il parco macchine circolante, puntando maggiormente su fonti rinnovabili e aumentando la capacità di riciclaggio e recupero degli elementi rari presenti in vecchi computer e cellulari, quali oro, argento, rame e zinco, per ovviare al problema della mancanza dei materiali. Per migliorare l’approvvigionamento, consideriamo necessaria una sospensione, quanto- meno fino a fine 2022, di qualsiasi limitazione legata alle importazioni, in particolar modo i dazi sull’export in Unione Europea e la regolamentazione delle quote di ingresso dei materiali. Infine, auspichiamo un provvedimento deciso da parte del Governo per tagliare il costo dei trasporti, soprattutto i noli marittimi, per facilitare gli scambi commerciali con l’estero.



















