Lo studio dell’Osservatorio “Gino Marchet” offre una panoramica dettagliata del settore: numerosi gli investimenti in soluzioni green; si raggiunge un fatturato di 86 miliardi di euro
Il 2021 si chiude all’insegna della sostenibilità e la ripresa, almeno per quanto riguarda la logistica conto terzi, che segna un fatturato molto simile a quello registrato prima dell’inizio del Covid e un aumento degli investimenti in ottica green. I risultati sono stati riportati dallo studio condotto dall’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano e presentati in occasione del convegno “Sostenibilità e digitalizzazione: il binomio vincente per la transizione della logistica”, tenutosi a metà novembre.
Una panoramica generale del bilancio
I primi cenni di ripartenza si sono manifestati alla chiusura del 2020, anno in cui il calo del settore (-5,8 per cento) è stato più contenuto rispetto all’andamento generale dell’economia (-8,9 per cento): complici l’aumento dei servizi logistici avanzati e dell’e-commerce, con un peso sul fatturato rispettivamente del 10 e 20 per cento.
Parallelamente, sono aumentati anche i costi dei fattori produttivi come l’energia (+24 per cento), il carburante (+13 per cento) e i canoni di locazione (+2 per cento). Mettendo tutti gli elementi sul piatto della bilancia, il bilancio del 2021 si è chiuso con un fatturato del 86 miliardi di euro, contro gli 87 miliardi del 2019, prima della crisi sanitaria.
Si iniziano anche a delineare alcuni elementi degli scenari futuri, il nuovo CCNL Logistica, Trasporto merci e Spedizione ha infatti definito gli aumenti salariali per i prossimi tre anni, con un incremento di cinque punti di percentuale al netto degli scatti di anzianità e dell’assistenza sanitaria: il rischio è una riduzione del numero degli operatori di settore, dato già in calo del meno 3,4 per cento rispetto all’anno precedente e che coinvolge principalmente l’autotrasporto (- 2,4 per cento) e i gestori di magazzino (- 22,3 per cento).
Verso il green
Che si tratti di committenti o di fornitori, da entrambe le parti si è manifestato un crescente interesse per le soluzioni sostenibili in 53 ambiti del processo logistico: i primi si concentrano maggiormente sul packaging optando per nuovi materiali destinati agli imballi secondari, la pallettizzazione dei prodotti e l’utilizzo di circuiti closed-loop, con particolare attenzione al trasporto intermodale strada-ferrovia. I secondi puntano invece alla riduzione dell’impatto ambientale durante le attività di magazzino, con soluzioni che riguardano l’ottimizzazione dell’isolamento degli edifici; per il trasporto, invece, cresce l’utilizzo di flotte green ed elettriche per la distribuzione locale dotate di CNG – Compressed Natural Gas – e BEV – Battery Electric Vehicle -, mentre sulle lunghe distanze si prediligono LNG – Liquefied Natural Gas – e biocombustibili.
“Nel 2021 le aziende della logistica hanno superato il momento di emergenza, hanno acquisito più consapevolezza dei punti di forza e di debolezza del proprio sistema logistico e della filiera e hanno iniziato a lavorare a una maggiore sostenibilità economica, sociale e ambientale – afferma Marco Melacini, responsabile scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics -. Il fatturato ha ripreso a crescere, ma sono aumentati anche i costi di produzione e lo sviluppo di soluzioni green e la modifica dell’impostazione degli appalti richiedono forti investimenti e cambiamenti organizzativi. La transizione sostenibile della logistica è iniziata, ma per consolidarla sarà necessario fare buon uso dei fondi del PNRR – che ha stanziato 62 miliardi per mobilità, infrastrutture e logistica – e sfruttare meglio le potenzialità offerte dalla Logistica 4.0”.
Come si sta evolvendo il settore
L’evento pandemico ha influito sulle tendenze di mercato e di conseguenza sono mutati anche i parametri necessari per poter mantenere la propria fetta di commercio. La maggior parte di fornitori ha infatti ampliato l’offerta integrando soluzioni avanzate, uscendo dai canoni tradizionali in tutte le fasi del processo produttivo e di distribuzione: dalla gestione degli imballi, all’alimentazione dei siti, passando per la progettazione delle unità di movimentazione, fino ad arrivare ai servizi post-vendita e l’e-commerce. Durante l’ultimo biennio, proprio quest’ultimo ambito è stato protagonista di una crescita di fatturato esponenziale e anche la sua gestione è diventata più complessa, rendendo necessarie ulteriori integrazioni per offrire più opzioni di ritiro e velocità di consegna.
Così anche i progetti in ottica 4.0 sono aumentati, arrivando a 275 realizzati o in fase di sviluppo tra gli operatori analizzati dall’Osservatorio: il 35 per cento nel trasporto, il 65 per cento nel magazzino con particolare attenzione sull’automazione di processo.
Un altro elemento chiave dell’evoluzione di settore è rappresentato dagli appalti di magazzino: da un sondaggio condotto su committenti e fornitori è emerso che i fattori principali presi in considerazione durante la valutazione ex-ante sono la chiarezza nella struttura dirigenziale, la certificazione DURF e l’analisi di bilancio da parte di società specializzate. Nell’ex-post contano invece lo sviluppo di un modello industriale della commessa, l’incrocio tra ore lavorate e valore della commessa e la condizione di smart audit.



















