Quando un collega, un amico o una persona a noi sconosciuta subisce un malore, entrano in gioco due elementi strettamente collegati tra loro: il fattore tempo nel riconoscimento di un arresto cardiaco e l’esecuzione corretta delle manovre di primo soccorso. Ecco che diventa fondamentale la formazione: chiunque, seguendo un corso di 5 ore, può essere in grado di utilizzare un defibrillatore e salvare una vita.
Ogni anno sono circa 70.000 le vittime in Italia, un numero che certo non lascia indifferenti, soprattutto a seguito dell’innovazione tecnologica che ha consentito negli ultimi anni lo sviluppo di sistemi DAE (defibrillatore automatico esterno, conosciuto anche con l’acronimo inglese AED, automated external defibrillator) per il soccorso in caso di arresto cardiaco.
I minuti immediatamente successivi all’attacco cardiaco sono i più importanti, infatti, agendo nei primi due minuti successivi all’evento, le possibilità di ripresa aumentano sino all’80 per cento. Ogni minuto è prezioso per salvare una vita ed avere consapevolezza delle proprie azioni può essere d’aiuto per la riuscita dell’intervento. L’utilizzo dei defibrillatori è consentito ai soggetti che abbiano raggiunto adeguate competenze all’utilizzo attraverso dei corsi di formazione BLSD della durata di circa 5 ore, a seconda del tempo necessario all’apprendimento.
Le lezioni, tenute da istruttori certificati, sono volte all’insegnamento delle manovre di primo soccorso (RCP, Rianimazione Cardiopolmonare) da attuare in situazioni di emergenza, nonché all’utilizzo del defibrillatore per mezzo dei simulatori, oramai sempre più tecnologici per ottenere un feedback sempre più obiettivo e reale della preparazione.
Quali sono i passaggi fondamentali per l’impiego di un DAE?
Dopo aver constatato che il paziente sta subendo un attacco cardiaco, quindi dopo aver valutato lo stato di coscienza e il respiro, allertare il 118. Procedere con la RCP, in attesa dell’arrivo del defibrillatore (rapporto compressioni/ ventilazione 30:2).
- Accensione del dispositivo: collocarlo alla sinistra del capo del paziente, in modo da tale da permettere al soccorritore di proseguire la RCP. L’accensione avviene in automatico all’apertura del dispositivo o previa pressione di un bottone.
- Posizionamento elettrodi: la posizione standard delle placche corrisponde al margine sternale superiore destro e costato inferiore sinistro all’apice del cuore.
- Analisi: una volta posizionate le placche, interrompere la RCP e assicurarsi che nessuno tocchi il paziente. Questo perché il dispositivo sta effettuando l’analisi del ritmo.
- Erogazione dello shock: entro 5-15 secondi dall’analisi del ritmo, il dispositivo annuncia il cosiddetto “shock consigliato“. Il compito del soccorritore è far allontanare chiunque nelle vicinanze, infatti la scarica prodotta dal dispositivo può causare danni alle persone accidentalmente coinvolte.
Sono sempre di più le aziende che si mostrano sensibili al tema della prevenzione e della defibrillazione precoce, dotando i propri ambienti lavorativi del defibrillatore per poter dare una chance di vita a noi stessi, un collega o un proprio dipendente colto da arresto cardiaco.
Dotarsi di un defibrillatore è un importante mezzo di prevenzione, per questo sono sempre di più gli imprenditori che decidono di elevare lo standard della sicurezza nelle loro aziende dotandosi di questi dispositivi. Risulta pari al 5 per cento la percentuale degli arresti cardiaci sui luoghi di lavoro, oltre 70 lavoratori alla settimana sono colpiti da morti bianche.
Una scelta che ha ripercussioni positive non solo nella vita di ciascuno di noi, ma che viene premiata anche a livello fiscale.
Proprio per l’importanza e l’impatto sociale del pericolo sono state previste delle agevolazioni fiscali, che consentono di ridurre fino al 40 per cento il premio INAIL dei dipendenti e di detrarre la spesa per l’acquisto del defibrillatore al 120 per cento.


















