L’era del green non si può più rimandare; Randstad Research ha delineato ben 200 nuove figure professionali che parteciperanno ai prossimi assetti lavorativi e tutte hanno una caratteristica in comune: la sapienza ibrida
Il passaggio verso la sostenibilità si fa sempre più pressante e urgente: i risultati di decenni di economia lineare – adottata dall’avvento della rivoluzione industriale e caratterizzata dalla
successione dei passaggi: estrarre, produrre, impacchettare, distribuire, utilizzare, scartare – pesano, già da tempo, sull’intero ecosistema. La maggior parte delle aziende, dei consumatori,
degli operatori pubblici è sempre più consapevole della situazione attuale e il mondo ora sembra muoversi verso una nuova direzione: quella dell’economia circolare, in cui il metodo di produzione è caratterizzato dal riutilizzo dei materiali e prodotti già esistenti il più a lungo possibile, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti al minimo.
Ma nuovi scenari richiedono altrettante figure professionali, in grado di far azionare correttamente tutti gli ingranaggi del sistema per assicurare alla collettività un futuro green e sostenibile.
Randstad Research – osservatorio del mondo del lavoro – ha realizzato un report contenente le occupazioni che guideranno le aziende verso l’innovazione. Sono ben 200 quelle individuate e tutte hanno una cosa in comune che racchiude in sé tante altre abilità ovvero, la sapienza ibrida: conoscenze sia tecnico – scientifiche specifiche dell’ambito di riferimento, sia trasversali come la capacità di fare squadra, l’apertura al cambiamento, la capacità di aggiornarsi continuamente e doti relazionali, sono tutte caratteristiche che costituiscono i pilastri portanti delle nuove professioni.
L’osservatorio introduce questo quadro attraverso una metafora, quella delle costellazioni: analizzando ogni profilo lavorativo si evidenziano connessioni tra i diversi ambiti che si rapportano tra di loro e si trasmettono vicendevolmente le conoscenze. Randstad Research ha presentato 15 costellazioni che in qualche modo si ibridano tra di loro, ognuna di esse presenta professioni centrali, specialistiche ed emergenti trasversali.
Il matching mancato
Delineate peculiarità e necessità dell’economia circolare, è utile analizzare una problematica che si presenta in realtà come un paradosso: solo in Italia gli inattivi sono 25 milioni – chi per scelta, chi per causa di forza maggiore, chi per difficoltà di passaggio da ambiente scolastico a lavorativo – e si registra un tasso di disoccupazione pari al 9,7 per cento, in aumento nel periodo post -pandemia; al contempo però c’è una grossa difficoltà di reperimento di figure professionali nelle aziende. Questo fenomeno appena descritto rappresenta la complessità nel fare matching di tantissime imprese di cui ne parla il coordinatore del comitato scientifico di Randstad Research, Daniele Fano: “È necessario sostenere lo sviluppo dell’economia circolare evitando ‘colli di bottiglia’ nelle risorse umane. Nei prossimi mesi, in cui l’Italia sarà impegnata nella transizione sostenibile, è destinato ad aggravarsi il problema del “matching”, la difficoltà a riempire i posti vacanti che già oggi ci affligge. Il nostro sistema formativo deve attrezzarsi rapidamente per formare il capitale umano che nei prossimi anni dovrà programmare, realizzare e gestire tecnologie e servizi dell’economia circolare. ll PNRR – Piano nazionale di ripresa e resilienza-, con la forte spinta agli ITS, come quelli erogati dalla Fondazione Tech Talent Factory di cui fa parte Randstad, può essere l’occasione per rilanciare tutti i percorsi tecnico-professionali di cui c’è urgente bisogno. Ma è necessario moltiplicare l’accesso dei giovani agli ITS, insieme a un ampio piano ‘shock’ per la formazione e l’istruzione, dalla scuola materna alla formazione continua”.
Da queste parole emerge l’urgenza di rilanciare il sistema scolastico con l’obiettivo di preparare i giovani al lavoro, fornendo loro competenze tecniche e trasversali in costante connessione tra loro; l’osservatorio evidenzia, non solo la necessità di orientare la formazione verso le esigenze delle aziende, ma anche di potenziare gli asili nidi per favorire le donne a perseguire i propri obiettivi accademici e lavorativi.
Il report di Randstad Research presenta tanti altri aspetti utili a completare il nuovo scenario che si sta delineando, il documento completo è disponibile sul sito.



















