Sono decine di migliaia i lavoratori delle aziende private lombarde fermi a causa del coronavirus. A lanciare l’allarme è Cisl Lombardia che ha analizzato l’impatto del virus sul mondo del lavoro, non solo nella zona rossa del lodigiano. “Le ricadute, se non affrontate in modo deciso e tempestivo saranno pesanti sull’intero sistema economico”
A due settimane dai primi casi accertati di diffusione del coronavirus in Italia, si comincia a potere fare il punto sui danni che l’epidemia sta provocando all’economia del Belpaese. Nella sola Lombardia, secondo un primo monitoraggio a cura del Dipartimento Mercato del Lavoro della Cisl Lombardia, sono decine di migliaia i lavoratori delle aziende private fermi a causa del COVID, non solo nella zona rossa.
“L’impatto sul sistema produttivo lombardo rischia di aggravarsi – afferma Mirko Dolzadelli, segretario regionale con delega al Mercato del lavoro -. Sono particolarmente colpiti il turismo, il commercio, la logistica, i trasporti, la manifattura e ovviamente i servizi scolastici, formativi e in generale i servizi”. “Le ricadute, se non affrontate in modo deciso e tempestivo saranno pesanti sull’intero sistema economico – aggiunge il sidacalista-. Continua quindi il nostro impegno nel sostenere le misure condivise con Regione Lombardia nei giorni scorsi”.
La confederazione sindacale lombarda ha diffuso un documento in cui viene riportata una sintesi delle evidenze raccolte dalle diverse categorie – meccanica; chimica, farmaceutica, gommaplastica; energia; agroalimentare; agricoltura; settore elettrico; costruzioni ed edilizia; credito e assicurazioni; Servizi -sui territori nei giorni immediatamente seguenti al diffondersi dell’emergenza, facendo seguire a una overview generale un approfondimento sulla “zona rossa”.
Trasporti e logistica
Il settore dei trasporti ha in generale agevolato, dove possibile, lo smart working (ad eccezione di una multiutility attiva nella gestione dei rifiuti), la facilitazione di permessi e congedi e l’assunzione di misure preventive in materia di salute e sicurezza.
Si registra un notevole calo dei flussi di viaggio, cui seguono iniziative di riprogrammazione dei servizi su gomma e su rotaia che interessa la maggior parte delle aziende operative in regione; particolari disagi si registrano anche nel comparto aeroportuale in seguito al crollo verticale della domanda di trasporto, che si inserisce in un pregresso quadro di crisi settoriale. Nel comparto della logistica, in generale, arrivano richieste di cassa integrazione anche da zone distanti da quella rossa; tuttavia va anche registrato l’aumento di domanda per le consegne domiciliari nella GDO, spinte dalla corsa ai supermercati degli scorsi giorni.
Nella zona rossa, invece, si registrano nel comparto della logistica numerosi lavoratori colpiti da blocco dell’attività: sono 766 gli addetti coinvolti nell’hub di Casalpusterlengo e, in maniera inferiore, 30 a Codogno.
Leggi il documento del dipartimento Mercato del Lavoro Cisl Lombardia qui



















