Il nome, Echo Labs, richiama l’idea della propagazione e della diffusione, come una piccola goccia che, cadendo, genera onde sempre più grandi. Echo Labs è una impresa sociale in seno a FERCAM e DACHSER, socie alla pari, che nasce con l’obiettivo di rimettere il benessere delle persone al centro della logistica. Come? Lo spiega il presidente dell’impresa, Dino Manichetti.
Cos’è e come nasce Echo Labs?
I primi semi dell’impresa sociale Echo Labs sono stati piantati 4 anni fa, a Roma, nella filiale di cui sono General Manager per la Business Area del Lazio, quando un autista chiese se potesse cucinare un piatto di pasta sulla ribalta del magazzino. Nella costruzione degli stabili, infatti, si dà la priorità alla manovrabilità dei camion ma non si pensa alle esigenze di chi, sotto varie vesti, quei magazzini li frequenta: nei piazzali non c’è l’idea di realizzare aree attrezzate e servizi, a parte distributori del caffè o elementi basilari, come bagni.
Vista la richiesta, che ci ha portato a riflettere su questa mancanza, abbiamo deciso di realizzare una area relax e, considerata la quantità enorme di legno dei pallet che smaltiamo, ci siamo detti: “Perché non farla con i materiali riciclati della logistica?” Abbiamo quindi contattato l’associazione no-profit romana Linaria, che realizza con legni di recupero progetti per diffondere la biodiversità in ambiti urbani e industriali. La nostra scelta è caduta su Linaria perché queste iniziative già le portava avanti con materiali di scarto, coinvolgendo persone provenienti da percorsi di inclusione sociale, in particolare richiedenti asilo e rifugiati.
La nostra realizzazione prevedeva non solo gli arredi, ma anche bugs hotel per gli insetti impollinatori, librerie per il book sharing create dalle casse per il trasporto per le opere d’arte, il recupero di nostri container destinati allo smaltimento. Abbiamo inserito anche vending machine che erogano spremuta di arancia fresca e prodotti naturali. Quella “semplice” richiesta ha dato il via a un percorso che, alimentato dai feedback positivi ricevuti, nel dicembre 2021 ha spinto FERCAM a costituire un’impresa sociale, un laboratorio che intende promuovere l’innovazione nella filiera logistica in chiave di crescita sostenibile, mettendo al centro il benessere delle persone e una gestione attenta e oculata delle risorse. Io ne sono il presidente perché volevamo creare una forma organizzata che supportasse l’azienda nello sviluppo di iniziative di sostenibilità ambientale e soprattutto sociale rivolte, in particolare, alle comunità locali dove sono le nostre sedi.
La scelta del nome è caduta su Echo Labs poiché ricorda l’dea della propagazione e della diffusione, un po’ come una goccia che, cadendo, crea anelli concentrici. Una idea che si rifà anche ai 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile in cui, il 17esimo, quello che riguarda le partnership, è il mio preferito. Solo facendo rete con altre realtà, diffondendo e condividendo idee e cambiamenti, si tagliano i traguardi. I 4 valori che portiamo avanti sono: il riuso dei materiali di scarto della logistica, la biodiversità, l’inclusione sociale e l’eco design. Ad oggi abbiamo assunto come falegnami quattro ragazzi tra i 18 e i 25 anni, tutti richiedenti asilo, con un passato complicato e doloroso ma una bellissima storia di rinascita davanti. Sono molto orgoglioso di loro e delle piccole e grandi conquiste che quotidianamente ottengono.
Abbiamo poi una manager, una scenografa e un designer. Abbiamo ricevuto diversi premi nazionali e internazionali tra cui, per il terzo anno di fila, il Welcome Working for refugee Integration, riconoscimento dell’UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, assegnato alle aziende che promuovono iniziative a sostegno dell’inclusione sociale dei rifugiati.
Il progetto nasce in casa FERCAM, avete ulteriori partner?
Tutto è iniziato con FERCAM ma, dallo scorso anno, con la nascita della new company DACHSER & FERCAM Italia, anche DACHSER è diventata parte di Echo Labs. Uno dei partner che ci ha sostenuto dal principio è Prologis, una società attiva nel real estate della logistica e che In Italia ha numerosi centri, tra cui quello in cui l’impresa si trova ora e quello più grande dove, a breve, ci trasferiremo. Tempo fa Prologis ha lanciato il progetto “Park Life”, con l’obiettivo di rendere i propri parchi logistici più attrattivi per chi ci lavora grazie a opere di street art, centri sportivi, così come aree relax.
Quando hanno saputo della nostra iniziativa, ci hanno fortemente voluti come partner, rendendo la collaborazione un passaggio naturale. Un esempio concreto è la realizzazione della nostra area di Roma, in gran parte finanziata da loro. Abbiamo poi sviluppato progetti per diverse aziende come Electrolux, numerose filiali Fercam in Italia e, considerati gli incoraggianti risultati raggiunti, nel nostro futuro immediato sono previste iniziative anche all’estero. Siamo inoltre attivi anche su Regusto, una piattaforma a cui siamo iscritti con oltre mille aziende profit e altrettante non profit, pensata per contrastare gli sprechi, alimentari e no. Ogni donazione è tracciata con tecnologia blockchain, con statistiche e indicatori di impatto ambientale: dati che certificano l’impatto di ogni buona azione e possono essere integrati nel report di sostenibilità aziendale. Tra i partner c’è anche EcoMuvi, una società che realizza produzioni cinematografiche sostenibili.
Una volta terminate le riprese, andiamo a ritirare il legno dei set, riutilizzandolo e salvandolo dal macero, come invece succedeva prima. Ci piace coinvolgere anche realtà romane differenti: lavoriamo con la falegnameria sociale K_alma del quartiere Testaccio, oltre che con l’associazione Ridaje, “provaci ancora” in romano. Quest’ultima è una organizzazione che si occupa di dare una seconda opportunità ai senzatetto. Lo fa formandoli e assumendoli come giardinieri urbani, così che possano lavorare nelle aree verdi che il comune di Roma dà in adozione. Anche noi di FERCAM stiamo adottando un parco, quello del Pinturicchio, e sosterremo le spese di manutenzione del verde. Grazie al supporto di una azienda del quartiere, invece, come Echo Labs realizzeremo gli arredi: dagli angoli lettura, alle sdraio e panchine, passando per la zona degli orti urbani.
I partner nel mondo della scuola?
Siamo attivi in progetti con istituti scolastici di ogni ordine e grado, soprattutto attraverso laboratori didattici. Collaboriamo inoltre con diversi ITS a indirizzo logistico, che formano i professionisti del settore e offrono agli studenti l’opportunità di sperimentare, in prima persona, le dinamiche che animano l’articolato mondo della logistica. Per quanto riguarda il mondo dell’università, siamo attualmente in contatto, soprattutto, con tre importanti realtà: la Sapienza di Roma, il Politecnico di Milano e la SDA Bocconi. Echo Labs è stato oggetto di diversi case study, pubblicati da docenti della Sapienza e della Bocconi, colpiti dall’originalità di un modello in cui una multinazionale della logistica ha creato al proprio interno un’impresa sociale che gestisce direttamente e opera in simbiosi industriale, trasformando in risorsa i materiali di scarto di un’altra azienda. Partecipiamo regolarmente a incontri accademiciin cui le nostre attività vengono analizzate per misurare concretamente, con evidenza scientifica, gli impatti positivi, non solo dal punto di vista ambientale,
ma anche sociale.
Tenete anche laboratori: come si può partecipare?
Ne organizziamo tanti, sono una delle cose più belle che portiamo avanti, perché è un modo per far conoscere il settore della logistica ai bambini e alle comunità locali, renderlo visibile attraverso il gioco e il divertimento. Quando partecipiamo agli eventi —dal Festival dei Due Mondi a Spoleto, al Fuorisalone di Milano a Rom-E e alla Maratona di Roma, così come a Trento per il Villaggio di Natale — proponiamo laboratori di eco-falegnameria aperti a tutti, in cui i nostri tutor mostrano come riutilizzare il legno. Di fondo c’è un tema di sostenibilità, sull’accorto utilizzo delle risorse, ma anche la scoperta della manualità: utilizzare gli attrezzi, lavorare con le proprie mani, è sempre più difficile. Spesso teniamo laboratori in cui coinvolgiamo gli studenti delle Accademie del Design, a cui facciamo realizzare, in parte o totalmente, prodotti di design con materiale recuperati. È un’occasione per mettere alla prova, in modo concreto, ciò che viene ideato e sviluppato a livello progettuale.
“I nostri progetti sono pensati per essere replicati”: ci cita un esempio?
Quello che facciamo è assolutamente ripetibile e scalabile. Non deve necessariamente includere gli aspetti di inclusione sociale: noi li integriamo perché li riteniamo valori fondamentali del progetto. Però, di fatto, chi ha tanto legno da smaltire, può assolutamente riproporre quanto facciamo noi, dalle cose più semplici a quelle più complesse. Ad esempio, in FERCAM abbiamo un dipartimento che si occupa di trasporto di opere d’arte, Fine Art. Chi ci affida trasporti d’arte richiede spesso la realizzazione di casse nuove che, una volta tornate in magazzino, dovrebbero essere smaltite: quelle che Fercam commissiona a Echo Labs sono costruite con logiche di eco design, così da recuperare tutto, non solo il legno per gli arredi — ad esempio, librerie o panchine — ma anche l’imbottitura in Ethafoam, una sorta di schiuma molto resistente, che riutilizziamo, ad esempio, per fare i cuscini. Riproporre le attività non è facile, ma assolutamente possibile, anche facendo rete.
Come è possibile contattarvi per collaborare con Echo Labs?
Un’azienda che vuole contattarci, che ha in mente un’idea ed è in cerca di alleati per poterla realizzare, può farlo attraverso il nostro sito www.echolabs.it/it. Siamo sempre felici di analizzare insieme il progetto e metterla in contatto con le realtà del nostro network di partner, che potranno supportarla nella sua realizzazione.



















