Sono tanti gli stereotipi di genere che ruotano intorno al tema del lavoro, specialmente in quei settori prevalentemente maschili e in cui, nella maggioranza dei casi, le donne rivestono ruoli marginali.
I dati più recenti riportati da ILOSTAT – International Labour Organization – evidenziano come, nel settore della logistica e trasporti dell’Europa e Asia centrale, il genere femminile ricopra solo il 23 per cento della forza lavoro.
Non è una questione di competenza
In letteratura non esistono evidenze scientifiche che dimostrino una minor capacità delle donne rispetto agli uomini, legata al genere, in campi considerati prettamente maschili. Si tratta infatti di stereotipi culturali consolidati nel tempo, che hanno portato a casi discriminatori, anche nei confronti degli uomini. Tra i più frequenti quelli legati alla sfera occupazionale, ad esempio le donne non vengono ritenute idonee a svolgere determinate professioni – Rose, H. 1981, “Dominio ed esclusione: le donne e la scienza”, da Introduzione agli studi di genere, C.I.R.S. De, Università degli studi di Torino -.
A giocare un ruolo decisivo nelle opportunità di crescita professionale, anche la necessità più o meno reale di conciliazione con la famiglia, nella maggior parte dei casi, infatti, alle donne viene attribuita una maggiore propensione alla cura familiare, presente in realtà in entrambi i generi, che poco ha a che vedere con “l’istinto materno” – si tratta in realtà di una necessità di trasmissione di codice genetico e non di puro desiderio di maternità -(Sarah Blaffer Hrdy, 2001).
Ciò che manca sono le opportunità
Le percentuali di occupazione femminile in questi campi hanno attirato la preoccupazione della Commissione europea, portando nel 2017 – anno in cui il dato era al 22 per cento – alla creazione di Women in Transport – EU Platform for change.
Nel sito dedicato sono presenti numerosi approfondimenti e strumenti, con l’obiettivo di incoraggiare la partecipazione femminile in questi settori. Nel report delle attività del 2021-2022, è stato registrato un consolidamento della piattaforma basato sulla cooperazione tra i membri partecipanti, sono infatti sempre più numerose le attività, iniziative e conferenze incentrate su questi temi.
Secondo il World Economic Forum, ci sono alcuni passi che aziende, istituzioni e centri di studi possono adottare per rendere maggiormente accessibile alle donne il settore dei trasporti e della logistica.
Il primo step riguarda l’educazione, in cui sono stati fatti grossi passi in avanti tra enti pubblici e università; tuttavia, è necessario rafforzare ancor di più il dialogo tra queste realtà per evitare la dispersione dei talenti dopo gli studi in ingegneria e logistica. Ciò è realizzabile, ad esempio, attraverso l’inserimento delle tirocinanti nei settori lavorativi, così da poter fornire le adeguate conoscenze pratiche, aumentando la partecipazione femminile nei ruoli decisivi e scardinando la presenza delle donne dai ruoli di back office. Ancora, migliorando l’occupabilità delle donne, con datori di lavoro più fiduciosi nelle loro competenze tecniche ed esperienze professionali nel settore.



















