In diversi settori lavorativi con occupazione a maggioranza maschile essere donna fa ancora notizia. I motivi di questa disparità sono diversi e, alcune volte, legati a pregiudizi infondati ma anche alla mancanza di esempi e rappresentanze di genere, che possono scoraggiare le più a intraprendere una strada nuova. Ma c’è chi con coraggio e determinazione decide di definire da sé i propri limiti, come Giulia Bello, giovane 23enne di Favaro Veneto (Venezia) che ha già inquadrato la propria carriera professionale: prima la formazione fatta di corsi ed esami, poi l’abilitazione per condurre i reach stacker e infine l’offerta di lavoro come movimentatrice di container al terminal PSA Venice – VECON del porto di Venezia. Ma ciò che colpisce di più di questa storia, raccontata qui in un’intervista, è che Giulia Bello è la prima donna a condurre i reach stacker nel porto di Venezia: insomma, un’apripista per il proprio genere.
Sei giovanissima e hai già trovato la tua professione, come e quando hai capito di voler entrare nel mondo della logistica?
Dopo essermi diplomata in ragioneria ho deciso di proseguire gli studi sulla logistica, iscrivendomi all’ITS Marco Polo Academy. Proprio in questo istituto di formazione ho frequentato un corso biennale che prevedeva due stage, di cui il secondo l’ho svolto presso VECON – uno dei sette terminal del Porto di Venezia -. Da qui ho scoperto un mondo che non avevo mai visto, mi ha affascinato molto e non ho più abbandonato il porto: è un luogo pieno di vita e organizzazione, fattori molto stimolanti per la mia crescita professionale e personale.
Raccontaci del percorso che hai affrontato per ottenere l’abilitazione per condurre i reach stacker.
Non avrei mai pensato di poter svolgere questa attività ma, fortunatamente, ho trovato un’azienda che ha visto in me capacità che neanche io sapevo di avere e mi ha spronata ad ampliare le mie conoscenze. Sono sempre stata una ragazza amante delle sfide e delle prove da superare, perciò mi sono messa al lavoro ed esercitata al meglio per riuscire a prendere l’abilitazione. Per poter sostenere l’esame finale prima ho dovuto frequentare un breve corso teorico, improntato prettamente sulle funzionalità del macchinario, successivamente ho svolto circa 800 ore di pratica per imparare al meglio sul campo. Studio e sacrificio ti hanno portato a diventare la prima movimentatrice di container del porto di Venezia.
Come ti fa sentire essere l’apripista per le altre donne che vogliono entrare in questo settore?
Il settore logistico portuale, a mio parere, sta migliorando molto riguardo la parità di occupazione maschile e femminile. Nel mio piccolo, sono a conoscenza del fatto che altre donne operano in porti differenti e hanno la mia stessa abilitazione per condurre i reach stacker ma, guardando anche più ad ampio raggio, sono in molte a lavorare in questo ambito, ad esempio come impiegate all’interno dei porti. La mia speranza è che l’interesse di integrare sempre di più le donne nel settore portuale non si perda mai, mi auguro ci siano riscontri positivi a breve termine. Per quanto riguarda me, sicuramente è una grande soddisfazione aver raggiunto questo traguardo che spero si a solo l’inizio di una crescita personale e professionale. La mia unica ambizione e speranza, al momento, è di poter essere sempre spronata, avere la possibilità di vedere e imparare cose nuove e interessanti ogni giorno perché, è proprio vero, non si smette mai di imparare.
Parlaci di te oltre la logistica, come ti descriveresti e cosa ti piace fare?
Come mi descriverei? Mi ritengo una ragazza molto socievole, amante dell’adrenalina e programmatrice. Amo organizzare gite fuori porta e viaggi, prima di tutto perchè mi piace essere sempre attiva e in movimento ma anche perchè sono curiosa di vedere e scoprire posti, cibi e culture ogni volta diversi. Mi piace molto anche la montagna, infatti la frequento sia in inverno, sia in estate, dove riesco a dedicare tempo allo sci e alle lunghe passeggiate in compagnia di amici o del mio ragazzo. Nel mio tempo libero faccio jogging, leggo romanzi oppure sto con i miei nipotini.
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