Il Sabo Rosa, il premio promosso da Roberto Nuti Group di Bologna, è andato a una ragazza di 31 anni di Kurtatsch, in provincia di Bolzano: guida un camion lungo 17 metri e fa la spola tra l’Italia e la Germania con un carico di alimenti
Da bambina giocava insieme al fratello con camion ed escavatori sulla sabbia, poi è diventata segretaria di un’azienda di trasporti e infine ha abbandonato la scrivania per mettersi dietro al volante e diventare camionista. I mezzi pesanti sono stati una costante della vita di Manuela Brunner, proclamata “Camionista dell’anno 2021”. Lo scorso mese di marzo le è stato consegnato il Sabo Rosa, il riconoscimento promosso da Roberto Nuti Group di Bologna – il premio prende il nome dalla linea di ammortizzatori realizzati dall’azienda, di cui ciascuna vincitrice riceve un esemplare unico tinto di rosa per l’occasione – dedicato alle donne che lavorano nella filiera del trasporto di merci o persone. Manuela Brunner, 31 anni, di Kurtatsch in provincia di Bolzano, ha sempre avuto la passione per i camion.
“Già da bambina giocavo assieme a mio fratello minore con i camion e gli escavatori nella sabbia – racconta la Camionista dell’anno -. A diciotto anni ho cominciato a lavorare come segretaria in una ditta di trasporti e quello che era nato come un gioco mi ha spinto a prendere la patente per il camion e a cominciare a viaggiare. Ero stanca di restare ferma dietro una scrivania”. Attualmente fa la spola tra l’Italia e la Germania guidando un mezzo lungo 17 metri pieno di alimenti. Il fratello minore, quello che giocava con lei sulla sabbia, lavora nello stesso “ramo”: guida un mezzo del soccorso stradale.
“Farsi strada” nel mondo dei camionisti e dei trasporti per Manuela non è stato certamente facile. “Quando ho iniziato a lavorare come autista, cinque anni fa, conoscevo già gran parte dei miei colleghi, che mi hanno accettata da subito e con i quali ci siamo sempre dati una mano quando c’era bisogno – evidenzia Manuela Brunner -. Col tempo ho incontrato molti altri colleghi e sono nate nuove amicizie. In generale sono in molti a complimentarsi quando vedono una donna autista, però ci sono anche quelli che mi guardano con scetticismo, convinti che questo lavoro sia solo per maschi. Nonostante ciò mi sono affermata in questo ‘mondo maschile’, dimostrando che una donna può lavorare bene e che laddove manca la forza si risolve col cervello”.
Secondo Manuela Brunner bisogna superare e far superare i preconcetti e cercare di avvicinare le donne alla professione di camioniste, anche con dei corsi di formazione, attraverso campagne di comunicazione sui social e con iniziative come il Sabo Rosa. “Solo l’idea di poter partecipare al concorso mi dava orgoglio e quando ho scoperto di essere stata votata Camionista dell’Anno sono stata davvero molto sorpresa e felice – racconta – . La mia speranza è quella di essere fonte di ispirazione per qualche ragazza interessata a lavorare nell’ambito del trasporto. Questo è un riconoscimento che dedico alla mia famiglia e ai miei amici, che mi hanno sempre sostenuta nelle mie scelte”.


















