Il risultato della nuova indagine dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” evidenzia come i network logistici siano molto più complessi e capillari sul territorio, sempre più automatizzati e realizzati con tecnologie per il risparmio energetico. Cresce ancora la presenza dei muletti con batteria agli ioni di litio
L’emergenza legata alla pandemia ha accelerato il processo di trasformazione di tutto il settore logistico. Il profondo rinnovamento interessa in particolar modo gli immobili che le aziende utilizzando per lo stoccaggio delle merci. I network logistici sono molto più complessi e capillari sul territorio, sempre più automatizzati e realizzati con tecnologie per il risparmio energetico. È quanto emerge dall’ultima indagine sull’evoluzione degli immobili logistici realizzata dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano, presentata durante il convegno online “Immobili logistici: asset strategici al servizio delle moderne supply chain”.
“Sostenibilità, logistica 4.0 e omnicanalità stanno profondamente cambiando l’impostazione dei network logistici e dei singoli nodi, i magazzini, con un impatto sulle scelte di localizzazione e di impiego delle diverse tipologie di immobili, la nascita di nuovi concept di magazzino e la riqualificazione degli immobili in un’ottica di efficienza energetica e minor impatto ambientale – afferma Marco Melacini, direttore scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics –. Sono trend che erano già in atto prima che scoppiasse la pandemia e a cui l’emergenza ha dato ulteriore visibilità e accelerazione, soprattutto per quanto riguarda la riprogettazione delle singole aree funzionali e l’automazione delle attività per garantire la sicurezza dei lavoratori”.
I dati
Secondo quanto emerge dall’indagine, è aumentata e continuerà a crescere la complessità dei network logistici per far fronte al boom dell’e-commerce registrato durante la pandemia, con appena il 14% degli operatori che utilizza solo una tipologia di magazzino fra quelli di stoccaggio, di prossimità con e senza stock e i fulfillment center, e ben il 47% che integra tutte e quattro le modalità per le proprie attività.
Sul fronte degli allestimenti, al centro dell’interesse per il 90 per cento delle società, rimane il magazzino di stoccaggio, seguito dal magazzino di prossimità (65%), dal negozio (56%) e dal fulfillment center (35%), ma quest’ultimo e il magazzino di prossimità sono le tipologie con le prospettive di crescita maggiori. Novità anche sul fronte della localizzazione dei magazzini. Il 92% delle aziende coinvolte nella ricerca sceglie di collocarlo in una location dedicata, anche se il 41% mostra interesse per l’opzione del parco logistico.
Dall’indagine dell’Osservatorio Contract Logistics emergono anche importanti novità sulla progettazione dei magazzini. “Il trend che la sta maggiormente influenzando – spiegano nell’indagine – è l’omnicanalità, che ha un impatto particolarmente evidente sulle attività di allestimento ordini (secondo il 53% del campione), spedizione (53%), smistamento in entrata (24%) e in uscita (38%), cross-docking (35%) e sui servizi a valore aggiunto (38%)”.
Altro elemento in netta crescita è l’automazione, che riguarda nel 71% dei casi prevalentemente lo stoccaggio degli ordini, ma si sta diffondendo anche nelle fasi di allestimento (59%) e smistamento degli ordini in entrata (47%) e in uscita (71%), oltre che nelle attività di ricevimento (26%), spedizione (21%). “Le imprese considerano l’automazione un prerequisito per essere competitivi nel lungo periodo – dichiara Elena Tappia, direttrice dell’Osservatorio Contract Logistics –, le riconoscono la capacità di poter gestire diverse unità di carico e un certo grado di scalabilità e flessibilità, ma restano dubbiose sulla possibilità di poter adattare le soluzioni automatizzate a edifici esistenti”.
Altri due elementi importanti emersi nell’indagine dell’Osservatorio riguardano la sostenibilità sociale con la diffusioni di sistemi di sensoristica per prevenire gli incidenti e le soluzioni per il miglioramento dell’ergonomia stessa del magazzino per evitare momenti di assembramento nelle attività più critiche come il ricevimento delle merci o la spedizione degli ordini.
Per le aziende, infine, rimangono fondamentali efficienza energetica e impatto ambientale. “Le soluzioni per l’illuminazione sono le più diffuse, presenti nell’88% degli edifici logistici – spiegano dall’Osservatorio –. Seguono i sistemi di movimentazione e automazione, che sono il 17% delle soluzioni, fra i quali emergono la ricarica ad alta frequenza dei carrelli (nel 44% degli immobili) e le batterie agli ioni di litio (18%), che sono anche la tecnologia più in crescita (29% in futuro), seguiti da sistemi per il recupero dell’energia, usati nel 21% degli edifici, e i sensori per la riduzione dei consumi (6%)”.



















