I risultati dell’indagine condotta indagine dall’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano: la logistica del settore Healthcare ha registrato nel primo quadrimestre del 2020 una crescita delle spedizioni del +5.5% rispetto al 2019 e del +12,2% del peso dei prodotti gestiti
Il ruolo della logistica in questo periodo legato alla pandemia è diventato centrale e, nonostante le limitazioni negli spostamenti, le zone rosse e i problemi legati al personale, non si è mai fermata. Fondamentale si è rivelata la logistica del settore Healthcare, quello proprio che si occupa della movimentazione dei prodotti farmaceutici, che ha registrato nel primo quadrimestre del 2020 una crescita delle spedizioni del +5.5 per cento rispetto al 2019 e del +12,2 per cento del peso dei prodotti gestiti. Sono solo alcuni dei risultati dell’indagine sulla logistica nel settore Healthcare realizzata dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con Consorzio DAFNE, presentata durante il convegno online dal titolo: “Dall’emergenza all’innovazione: il mondo (ri)scopre la centralità della logistica healthcare!“.
“L’emergenza sanitaria ha portato cambiamenti e sfide significative nel settore Healthcare e la logistica rappresenta un elemento chiave per garantire livelli di servizio e sostenibilità necessari – ha sottolineato Damiano Frosi, direttore dell’Osservatorio Contract Logistics -. Nonostante l’aumento dei flussi registrati durante il picco dell’emergenza, il settore ha retto e ha saputo garantire continuità di fornitura. La logistica del farmaco, in cui rientra anche la “logistica del vaccino anti-Covid19″, pone ora gli operatori logistici davanti alla necessità di migliorare la tracciabilità dei prodotti, la gestione delle temperature e potenziare l’ultimo miglio e darà un’ulteriore spinta all’innovazione e alla competitività del settore”.
Secondo quanto emerso dall’indagine dell’Osservatorio, sono in crescita e continueranno ad aumentare i volumi gestiti a temperature più rigide. “Si registrano, fra 2018 e 2019, un incremento dall’1 al 2 per cento dei prodotti movimentati a temperature sotto lo zero – precisano dall’Osservatorio – e dal 9 all’11 per cento di quelli gestiti fra 2° e 8°, anche se resta maggioritaria la quota di prodotti distribuita a temperature comprese fra 9° e 25° (85 per cento nel 2019). Il boom dei flussi che arrivano direttamente nelle farmacie dai magazzini dei depositari, pari ormai al 25 per cento del totale, e la nascita negli ultimi due anni della consegna a domicilio dei farmaci, spingono il rafforzamento dell’ultimo miglio, l’ultimo tratto della filiera logistica che arriva nelle case dei consumatori finali”.
La maggior parte dei flussi parte da Lombardia (72 per cento) e Lazio (15,8 per cento), che sono anche le prime destinazioni dei prodotti (rispettivamente ricevono il 20 e il 12 per cento), seguite dalla Campania (8 per cento). Il settore della logistica Healthcare si era ampiamente attrezzato per rispondere alle nuove sfide già prima che la pandemia obbligasse tutti a correre ai ripari. Nel comparto del farmaco, infatti, secondo quanto illustrato dall’Osservatorio, “quasi tutte le attività di trasporto e oltre il 90 per cento delle attività di magazzino erano già terziarizzate, con l’affidamento di tutto il processo logistico a un unico fornitore nell’83 per cento dei casi (Strategic Contract Logistics), mentre nella logistica ospedaliera la terziarizzazione è ancora limitata all’8 per cento dei casi”.
Adesso gli operatori per migliorare il monitoraggio dei prodotti e per gestire anche le basse temperature stanno puntando sulla digitalizzazione della filiera, “con sperimentazioni che coinvolgono le tecnologie Blockchain e RFID – spiegano dall’Osservatorio – e si diffondono soluzioni collaborative per ottimizzare scorte e approvvigionamenti, oltre a materiali innovativi per il packaging”.
“Dalla ricerca emerge un forte sviluppo della terziarizzazione e della Strategic Contract Logistics nel comparto del farmaco, mentre la logistica ospedaliera presenta ampi margini di miglioramento – ha evidenziato Lorenzo Prataviera, ricercatore senior dell’Osservatorio Contract Logistics e responsabile del Tavolo di Lavoro Healthcare -. Si osservano anche una riduzione della densità di valore per alcune categorie di prodotti, mentre i punti di consegna (farmacie) non gestiscono più solo farmaci, e l’innovazione tecnologica e digitale offre sempre maggiori possibilità per tracciare e dare visibilità sui flussi, anche in ambito ospedaliero”.



















