Da un attento studio nato nel reparto di Ricerca e Sviluppo dell’azienda nasce una macchina per il testing delle protezioni antiurto
Analisi, studio, collaborazioni con esperti del campo e con le università di Modena e Reggio Emilia si sono intrecciati in un percorso che ha dato vita al nuovo arrivato in casa STOMMPY: il brand specializzato in soluzioni per la sicurezza dà il benvenuto a una macchina progettata per verificare conformità e resistenza delle protezioni antiurto.
L’idea di dotarsi di un proprio sistema per il crash test nasce nel 2018, anno a cui poi è seguito un lungo lavoro tra l’azienda e un laboratorio di certificazione e testing di barriere autostradali. Grazie all’utilizzo di incentivi della Regione Emilia-Romagna a sostegno di progetti innovativi delle PMI, nel 2020, il reparto Ricerca e Sviluppo di STOMMPY ha potuto avviare la progettazione esecutiva della macchina, terminando l’effettiva costruzione nell’agosto 2021 nel pieno rispetto delle norme UNI relative alle protezioni antiurto in ambito industriale – ancora in fase di revisione e in attesa della prossima pubblicazione, prevista per i primi mesi del 2022 -.
Secondo Paolo Desiderioscioli, responsabile operativo del reparto, infatti: “La sfida maggiore è stata quella di coordinare un progetto che si basava su una norma ancora in via di definizione e in continua mutazione, mese dopo mese. È stato quindi necessario sviluppare e mantenere una visione strategica d’insieme delle due componenti, quella normativa e quella operativa, così da renderle coerenti l’una con l’altra. Un’operazione non sempre semplice, che però ha certamente accresciuto il valore del progetto e creato un vantaggio competitivo importante per il futuro di STOMMPY”.
Il risultato finale
Si tratta di un sistema a slitta, ovvero un piano inclinato sul quale possono essere configurati tre diversi valori di massa – 1500, 4000 e 6000 kg – per simulare l’urto contro un dispositivo di protezione; il sovradimensionamento della macchina si è reso necessario per poter supportare una resistenza fino a 60mila Joule, oltre il valore di 50mila Joule della massima classe di resistenza previsto nella specifica tecnica UNI.
La stessa norma definisce inoltre la geometria dell’impattatore da utilizzare, allo scopo di riprodurre la sagoma posteriore di un carrello elevatore.
Grazie a un software sviluppato appositamente per il sistema possono essere controllati gran parte delle strumentazioni elettroniche e sensori, come quelli di rilevamento per la verifica dell’altezza di rilascio della slitta e quelli per l’individuazione degli effetti degli urti sulla protezione da testare, incluso un set di videocamere per l’osservazione delle deformazioni dinamiche dell’oggetto del test.
Dietro le quinte
Per la realizzazione del progetto è stato messo in campo tutto il know-how del settore Ricerca e Sviluppo di STOMMPY, reparto nato otto anni fa e che ha all’attivo diversi brevetti d’invenzione: il FIXA Block System® – sistema di ancoraggio universale per ogni tipo di pavimento che ne garantisce la non-rottura; il palo antiurto ad altezza modulare; il sistema S.M.A.R.T – acronimo di Safety Monitoring and Active Reporting Technology – il palo antiurto con tecnologia IoT.
Di grande importanza per l’azienda, anche lo sviluppo delle norme di settore per disciplinare le protezioni antiurto in ambito industriale. Attualmente sono in studio presso l’UNI e da cui nasceranno due documenti: una specifica tecnica che definisce le metodologie di prova e classificazione delle protezioni antiurto e un rapporto tecnico che supporta l’utilizzatore finale nella scelta corretta dei dispositivi.



















