Molti i comparti previsti dalle misure straordinarie, dove i carrelli elevatori sono indispensabili
Sono oltre 2 milioni, per la precisione 2.3, le imprese autorizzate a continuare l’attività produttiva in base ai Dpcm del 25 Marzo, che ha deciso una graduale restrizione delle attività produttive per ridurre il rischio di contagio. Il 51,2 per cento del totale delle imprese attive in Italia, continua quindi ad operare alla luce dell’essenzialità dell’attività svolta, sia in qualità di servizio al cittadino, come banche, rivendite alimentari e tabaccherie, sia come componente industriale indispensabile al funzionamento del sistema. Si parla di 9,3 milioni di addetti, il 55.9 per cento del totale e di 6.8 milioni di dipendenti per un fatturato complessivo di 1373 miliardi di euro, di cui 146 miliardi, il 35 per cento, in esportazioni. (Dati: ISTAT CONTRIBUTO AL PARLAMENTO ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE A.S. 1766 rif: https://www.istat.it/it/archivio/240199)
Ma quali sono le imprese che, codici ATECO alla mano, il Governo ha ritenuto indispensabili con tutta la loro filiera?
Si parte dai trasporti, codice 49, includendo ovviamente il trasporto merci su gomma, il trasporto marittimo e quello aereo, seppur penalizzato per la parte di trasporto passeggeri. In generale, sul piano della produzione, si spazia dall’industria meccanica e metalmeccanica a quella della carta, dei tessuti, delle plastiche, alla produzione di elettromedicali, il cui ruolo è evidente in questi frangenti. Settori dove comunque, mezzi per la movimentazione delle merci, dei materiali e relativi servizi di manutenzione risultano indispensabili al corretto funzionamento del sistema, quanto e più di prima della crisi sanitaria. Ed è il codice 33, quello relativo alla riparazione e manutenzione installazione di macchine e apparecchiature a essere considerato come strategico e a cui è permessa l’operatività, ma con dei distinguo: sono esclusi i codici 33.11.01, 33.11.02, 33.11.03, 33.11.04, 33.11.05, 33.11.07, 33.11.09, 33.12.92, 33.16, 33.17.
Entrando ancora più nel dettaglio con il codice 52 il magazzinaggio e il supporto ai trasporti, si apre alla movimentazione merci, spedizioni e servizi logistici di cui, peraltro, tutti si servono in questi tempi di consegne e domicilio. Con il codice 53 ci sono i servizi postali e attività di corriere. Importanti anche, con il codice 81.2, i servizi di pulizia non solo in ambito medico sanitario ma anche industriale e con l’82 una serie di servizi di supporto alle imprese come l’imballaggio e il confezionamento di generi alimentari e non; l’estrazione mineraria, 05 e 06; l’industria alimentare, contrassegnata dal codice 10 e settori industriali come quello chimico, codice 20 (a esclusione dei codici: 20.12: fabbricazione di coloranti e pigmenti; 20.51.01: fabbricazione di fiammiferi; 20.51.02: fabbricazione di articoli esplosivi; 20.59.50: Fabbricazione di prodotti chimici impiegati per ufficio e per il consumo non industriale; 20.59.60: Fabbricazione di prodotti ausiliari per le industrie tessili e del cuoio) e lo strategico farmaceutico con il 21. Altro settore presente, indispensabile per il comparto, è quello contrassegnato dal codice 33, riparazione e manutenzione di prodotti in metallo, macchine ed apparecchiature che vede però l’esclusione dei codici 33.11.01, 33.11.02, 33.11.03, 33.11.04, 33.11.05, 33.11.07, 33.11.09, 33.12.92, 33.16, 33.17.



















