Sembra un materiale semplice, ma dal punto di vista della movimentazione industriale, la carta pone sfide tutt’altro che banali. La sua produzione e gestione richiedono infatti di affrontare grandi volumi e carichi importanti, garantendo l’integrità del prodotto e la sicurezza delle operazioni. Cilindriche, pesanti e delicate al tempo stesso, le bobine rappresentano forse l’esempio più evidente di questa complessità.
Le loro dimensioni, unite a una superficie facilmente danneggiabile, rendono necessarie modalità di presa, sollevamento e trasporto specifiche, capaci di gestire carichi considerevoli — un singolo rotolo può arrivare a pesare fino a 4 mila chili— senza deformarli o comprometterne la qualità.
A queste complessità nel trattamento del materiale si aggiungono le condizioni operative tipiche delle cartiere— dove gran parte delle attività di movimentazione si svolge dentro gli stabilimenti — in cui carrellisti, macchinari e prodotto sono a stretto contatto.
Contenere emissioni e rumorosità non è quindi un aspetto secondario, ma diventa una condizione importante per garantire la sicurezza e la qualità dell’ambiente di lavoro. Ulteriore elemento di attenzione del settore è rappresentato dalla corretta gestione degli spazi di stoccaggio: la necessità di sfruttare sempre di più lo sviluppo in altezza deve fare i conti con operazioni di sollevamento più impegnative e carrelli all’altezza — in tutti i sensi — di questo impegno.
Ed è proprio la combinazione di tutte queste esigenze, dalla gestione di carichi pesanti e delicati alla necessità di muoversi con precisione anche in spazi ridotti e verso l’alto, a rendere particolarmente impegnativa la movimentazione nella filiera cartaria.
Tra i produttori che operano in questo settore c’è anche Carer, azienda con quartier generale a Cotignola (Ravenna), che affianca a una gamma articolata per portate, dimensioni e configurazioni, la possibilità di realizzare mezzi su misura, adattati alle caratteristiche del carico e alle condizioni in cui sono chiamati a operare.
Tra compattezza e maneggevolezza, a misura di carta
La gamma pensata da Carer per l’industria cartaria copre portate da 5.500 a 20 mila chili e comprende configurazioni differenti per telaio, motorizzazione e assetto. Tra i modelli progettati per lavorare dove gli spazi di manovra sono più contenuti ci sono i carrelli della gamma A 55-60-70 SC: si tratta di una linea di elettrici con portata compresa tra 5.500 e 7.000 chili, che fanno della compattezza — Carer la definisce come la propria linea ultracompatta — uno dei tratti distintivi.
I modelli A 55 SC e A 60 SC condividono lo stesso telaio monoscocca, leggermente allungato sull’A 70 SC per sostenere la maggiore portata. A favorire la manovrabilità contribuisce anche il raggio di sterzata di 2.500 mm, che permette di muoversi con maggiore agilità quando corridoi e aree di stoccaggio lasciano poco spazio di manovra.
Una combinazione che consente, quindi, di gestire carichi importanti pur mantenendo ingombri contenuti. L’offerta Carer per l’industria cartaria include anche A 80 X, modello con una portata nominale di 8 mila chili destinato alla gestione delle bobine di maggiori dimensioni e peso. Il montante consente di raggiungere un’altezza di sollevamento di 7,5 metri, caratteristica questa che lo rende un valido alleato anche in quei magazzini in cui si sfrutta maggiormente lo sviluppo verticale, una tendenza sempre più diffusa nella logistica della carta.
E, se da una parte si guarda verso l’alto, dall’altra resta la necessità di muoversi in spazi, quando ridotti, con la stessa efficacia. A 80 X ha una lunghezza di 3.515 mm, escluse le forche, e può essere configurato con una ruota anteriore singola al posto della gemellata, così da ridurre ulteriormente l’ingombro quando gli spazi di manovra sono più limitati.
Sono maneggevolezza e autonomia le carte vincenti su cui si è concentrato il progetto alla base di A 160/1200 S, carrello pensato per soddisfare le applicazioni più gravose e i cicli di lavoro continuativi, in cui la capacità di gestire carichi importanti deve convivere con la necessità di muoversi agevolmente e lavorare a lungo senza frequenti interruzioni.
Il modello raggiunge una portata di 16 mila chili con baricentro a 1.200 mm e adotta una gommatura superelastica gemellata, scelta che permette di garantire la portata nominale mantenendo, al tempo stesso, la necessaria compattezza.
Sul fronte dell’autonomia, invece, è una batteria a 12 piastre da 96 V e 2.064 Ah a sostenere le esigenze legate ai turni di lavoro continuativi. A completare l’offerta per il settore carcartario è la serie Z 60-80 H², che abbina portate da 6 mila a 8 mila chili a dimensioni pensate per non penalizzare la manovrabilità.
Quando lo standard non basta, c’è SPED
Non tutte le esigenze, però, possono trovare una risposta soddisfacente in uno dei modelli standard a catalogo, soprattutto quando gli spazi disponibili, le dimensioni e le caratteristiche delle bobine rendono necessarie configurazioni tecniche ad hoc. Per rispondere a queste esigenze, all’interno di Carer opera SPED – Special Products Equipment Department – la divisione ingegneristica dedicata allo sviluppo degli allestimenti speciali.
Nel caso del comparto della carta, la personalizzazione può riguardare innanzitutto i sistemi di presa, con pinze e accessori sviluppati in funzione delle bobine da movimentare, ma può interessare anche la cabina, rialzata o ribassata per garantire al carrellista una migliore visibilità. Anche le curve di erogazione della potenza e i sistemi di controllo idraulico possono essere calibrati a seconda dell’applicazione, così da permettere una movimentazione fluida, progressiva e sicura per merce e operatore.
Per scoprire di più sulla gamma Carer pensata per l’industria della carta, è possibile visitare il loro sito web cliccando qui.

















