In un magazzino ad alta intensità, pochi secondi risparmiati su una singola operazione possono sembrare un dettaglio trascurabile ma, quando quella stessa azione viene ripetuta anche centinaia di volte durante un turno, velocità di movimentazione, facilità nelle manovre e tempi di fermo finiscono per incidere sull’efficienza complessiva delle attività.
E quando le ore di lavoro aumentano, diventa altrettanto importante utilizzare al meglio tutta l’energia disponibile, così da avere mezzi sempre efficienti e performanti anche durante i turni prolungati. Sono questi alcuni degli aspetti critici su cui Yale Lift Truck Technologies si è concentrata nel rinnovare il proprio
carrello di punta ERC-VG, che giunge ora sul mercato nella nuova serie elettrica ERC2.2-3.5VG2.
Otto varianti complessive per cinque modelli con capacità di carico compresa tra 2.200 e 3.500 chili, sviluppati per applicazioni di magazzino ad alta intensità.
Ottimizzare per guadagnare tempo
Chi lavora in magazzino sa che, a pesare sul bilancio delle prestazioni, non è soltanto la velocità con cui il carrello si muove: anche sollevamento e abbassamento giocano un ruolo importante, ed è proprio sulla rapidità di queste operazioni che Yale è intervenuta con la nuova serie, dichiarando di avere raggiunto valori “fino al 65 per cento superiori rispetto ai principali concorrenti”.
“Le supply chain e le attività di magazzino hanno margini risicati e sono spinte a ottimizzare quanto più possibile la produttività delle sempre più scarse
risorse di manodopera disponibili” spiega Lauren Grady, Product Manager, Yale Lift Truck Technologies.
“Con la serie ERC-VG2, i carrelli elevatori elettrici fanno passi avanti con miglioramenti chiave che aiutano le aziende a fare di più con meno e a tenere sotto
controllo il total cost of ownership” conclude la manager. A raccontare nel dettaglio le caratteristiche della nuova serie sono i numeri indicati nella scheda
tecnica dal produttore, che cambiano a seconda del modello, del carico e del montante scelto.
Prendendo come riferimento il sollevamento con carico e montante LFL — Limited Free Lift, sollevamento libero limitato — a due stadi, si va da 0,44 m/s di ERC3.5VG2 fino a 0,65 m/s di ERC2.2VG2. Nel caso, invece, di sollevamento con carico e montante FFL — Full Free Lift, alzata libera totale — sempre a due stadi, i numeri si abbassano, partendo da 0,41 m/s per ERC3.5VG2 per arrivare a 0,60 m/s dell’ERC2.2VG2. Se, invece, si considera la fase di abbassamento, si passa da 0,48 m/s del modello con la portata più elevata della serie, per salire fino a 0,65 m/s per i due carrelli con capacità più bassa.
Consumare meno, lavorare meglio
Le prestazioni, però, sono solo una parte dell’opera di rinnovamento fatto per la nuova gamma. Yale è intervenuta anche sulla gestione dell’energia, cercando un equilibrio tra le esigenze dei cicli di lavoro più intensi e la necessità di sfruttare al meglio tutta l’autonomia a disposizione.
Rispetto al precedente ERC-VG, il costruttore dichiara un calo dei consumi che può arrivare fino al 20 per cento, rilevata secondo il ciclo VDI,
lo standard tedesco che misura l’energia utilizzata dai carrelli elevatori attraverso un ciclo di lavoro ripetuto per un’ora. Un risultato che acquista particolare
importanza proprio durante le applicazioni più impegnative, dove il carrello deve mantenere performance costanti anche quando i ritmi si fanno
più serrati.
Ma la riduzione del 20 per cento non è l’unica differenza rispetto alla generazione precedente: dopo l’aggiornamento a cambiare è, infatti, anche la
visuale offerta all’operatore attraverso il montante, che sulla nuova serie è stata ampliata del 34 per cento, dando al mulettista una visione più chiara
del carico e dell’ambiente circostante.
Una caratteristica indispensabile soprattutto quando ci si trova a operare in magazzini dove gli spazi a disposizione sono risicati e vedere bene chi c’è
e ciò che accade intorno al mezzo diventa essenziale tanto quanto riuscire a manovrarlo con facilità. L’attenzione al comfort dell’operatore non è più
considerata un aspetto secondario, ma una caratteristica in grado di guidare la scelta d’acquisto.
Nei turni più lunghi, infatti, l’ergonomia del posto guida — “l’ufficio” del carrellista— acquista un’importanza che va oltre il semplice comfort. Trascorrere numerose ore a bordo significa poter essere esposti anche agli urti e alle vibrazioni trasmesse dal mezzo, sollecitazioni che, se prolungate, possono contribuire
all’insorgenza di tecnopatie.
Le conseguenze possono interessare diverse parti del corpo, a seconda del tipo e delle modalità di esposizione, con la schiena — in particolare la zona
lombare — tra quelle maggiormente sollecitate durante la guida. Per limitarne gli effetti, il nuovo arrivo in casa Yale può essere configurato con sedili
ammortizzati o a sospensione pneumatica, studiati per ridurre le sollecitazioni trasmesse.
L’ergonomia della postazione riguarda, però, anche i gesti che accompagnano il lavoro durante tutta la giornata: sono tanti i movimenti che si ripetono alla guida, tra mani che azionano i controlli e braccia impegnate nelle diverse operazioni. Piccoli gesti che, presi singolarmente, possono sembrare irrilevanti ma che, sommati nell’arco della giornata, possono contribuire all’affaticamento.
Sulla nuova serie Yale ha quindi previsto comandi intuitivi e braccioli sollevabili, così da migliorare il comfort del mulettista.
Configurabilità e accessibilità fanno la differenza
In magazzino non tutte le giornate sono uguali e nemmeno il lavoro richiesto ai carrelli lo è: avere a disposizione un mezzo in grado di adattarsi riesce
a fare la differenza tra un magazzino performante e uno che non lo è. La flessibilità diventa, quindi, parte della progettazione di ERC-VG2, che Yale propone con configurazioni diverse per applicazione, ciclo di lavoro e prestazioni richieste.
La scelta è tra Intelimatch, sviluppata per le attività quotidiane di magazzino, e Duramatch, dedicata, invece, agli impieghi più intensivi e su più turni. La flessibilità non si ferma alle configurazioni, ma riguarda anche l’alimentazione, con la possibilità di scegliere tra batterie al piombo-acido, al piombo puro a piastre sottili o, ancora, agli ioni di litio.
Tra i costi legati alla gestione di un carrello, quello generato dai fermo macchina è forse uno dei meno evidenti, ma può incidere parecchio sul conto
finale. Alla spesa legata all’intervento vanno aggiunti anche i mancati introiti della movimentazione non effettuata: riuscire a ridurre il tempo dedicato alla
manutenzione — prevista o improvvisa— può fare la differenza sul bilancio.
Perché al costo dell’intervento si aggiunge quello di un mezzo che, per tutto il tempo trascorso in manutenzione, non può essere utilizzato per movimentare
la merce. Sul nuovo ERC-VG2 Yale ha cercato innanzitutto di diminuire la necessità di fermarsi, equipaggiandolo con assali con freni a bagno d’olio completamente sigillati che richiedono meno manutenzione rispetto al modello precedente.
Quando l’intervento diventa necessario, invece, pannelli ad accesso rapido e punti di manutenzione raggiungibili senza attrezzi consentono di arrivare più facilmente alle parti interessate. Ma c’è un elemento sul quale non si deve scendere a compromessi: la sicurezza. In un ambiente dove carrelli, merci e persone condividono continuamente gli stessi spazi, sapere cosa accade intorno al mezzo è indispensabile. La serie ERC-VG2 è dotata di serie di un livello di monitoraggio wireless del sistema di telemetria Yale Vision, mentre il sistema di controllo dinamico della stabilità è disponibile su richiesta, così come la telecamera di rilevamento pedoni Yale Reliant.


















