Il mercato dell’immobiliare logistico si mantiene, anche nel secondo semestre del 2022, dinamico e attrattivo: la conferma arriva dall’analisi degli esperti del dipartimento di ricerca di World Capital Group che, in collaborazione con Nomisma, hanno esaminato i trend del settore nella 34° edizione del Borsino immobiliare della logistica – H2 2022.
Secondo la ricerca degli esperti di WCG, società italiana di consulenza immobiliare, specializzata nel commercial real estate, il mercato del 2022 ha movimentato capitali per quasi 3 miliardi di euro, diventando la seconda asset class dell’anno per volume di investimenti. Numeri particolarmente brillanti nei primi 9 mesi, dove la cifra ha sfiorato 2,5 miliardi di euro, seguiti da una frenata nell’ultima parte dell’anno in cui, complice l’aumento di materie prime, energia e costi di produzione, a prevalere è invece una posizione di guardinga cautela.
Un atteggiamento definito dagli esperti di “Wait and see”, che si prevede continuerà anche nei primi mesi del 2023.
Contrattazioni rapide e redditizie
Rispetto ai primi sei mesi del 2022, si contraggono ulteriormente le tempistiche medie di conclusione delle trattative: il 69 per cento si chiude entro 8 mesi dall’affidamento dell’incarico, un numero che arriva a toccare quasi la tripla cifra se analizzato nell’arco di 12 mesi, dove a essere portate a termine sono il 97 per cento delle contrattazioni. Buona la tendenza anche per quanto attiene al tasso di sconto: seppur con una leggerissima crescita rispetto all’analisi precedente – +2 per cento -, la riduzione di prezzo applicata è inferiore al 10 per cento in quasi 3 trattative su 4.
Nord, un mercato che conquista gli investitori
Nonostante la scarsa disponibilità di locali, l’aumento del prezzo di materie prime e dei costi relativi ai finanziamenti, il mercato logistico italiano continua a richiamare un cospicuo volume di capitali, indirizzato soprattutto verso Immobiliare logistico, anche il 2022 si è chiuso con segno più Continua il trend positivo per quella che, per volumi investiti, è la seconda asset class del mercato 2022.
Scarsa disponibilità e aumento delle materie non frenano la richiesta di immobili, soprattutto green e al Nord Real estate immobili di taglio compreso tra 5mila e 15mila mq di superficie. A guidare la classifica delle regioni più attrattive sono Lombardia ed Emilia Romagna, ubicate in posizione strategica per la logistica, soprattutto grazie alla presenza di importanti snodi stradali, ferroviari e aeroportuali e cluster logistici.
Al nord Italia a mostrare i valori di rendimento più alti è la città di Torino, che registra una forbice di 5,1-5,9 per cento, seguita da Bologna, Genova e Verona, con un valore massimo di 5,7 e uno minimo rispettivamente di 4,5; 4,7 e 4,6. È Milano ad avere i valori più bassi, attestandosi tra 4,2-5 per cento, risultando però prima tra le province Primary Location per attrattività del territorio.
Rendimenti più contenuti al Centro, dove spicca Roma, con un rendimento netto che oscilla tra 4,1 e 5,1 per cento, e al Sud, una meta ancora poco attrattiva per gli investitori. Sono gli immobili moderni ed ecosostenibili, che adottano soluzioni green e alternative, la scelta più gettonata. Secondo gli esperti World Capital Group questo trend porterà a una profonda trasformazione del territorio: nei prossimi 3 anni saranno oltre 140 i nuovi sviluppi previsti al nord e centro Italia, per un totale di quasi 5 milioni di mq.
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