Le ricerche condotte da World Capital e dall’Osservatorio Contract Logistics hanno riportato un’accelerazione nell’evoluzione della logistica durante il periodo pandemico
Contrariamente a quanto si possa pensare, la pandemia da Covid-19 non ha impedito lo sviluppo di numerose innovazioni nel campo della logistica anzi, secondo la ricerca condotta dall’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School Management del Politecnico di Milano, proprio questo periodo di stop e quarantene ha portato con sé nuovi strumenti per il settore.
I risultati dell’indagine riportano, infatti, un’accelerazione verso l’automazione e il digitale: la gestione del magazzino, i trasporti, le operazioni di picking e la raccolta dei dati, diventano processi sempre più evoluti, immediati e intelligenti.
La presentazione della ricerca è avvenuta in occasione del convegno online “Contract Logistics: dall’emergenza le basi per un nuovo futuro”, evento che ha visto non solo la partecipazione di oltre 2mila protagonisti del settore, ma anche di World Capital che ha apportato il proprio contributo all’iniziativa mostrando i dati sull’andamento del mercato fotografati nell’ultima edizione del Borsino Immobiliare della Logistica, redatto in collaborazione con Nomisma.
Attualmente, il trend è in leggera risalita a Milano e Roma, zone in cui la domanda risulta maggiore dell’offerta, mentre Firenze registra un canone di locazione medio per il nuovo di 60 €/mq/anno e 51 €/mq/anno per l’usato, aggiudicandosi il prime rent nazionale.
Nel merito della logistica di magazzino, emerge una preferenza per gli stabilimenti più piccoli situati nelle vicinanze delle città rispetto ai grandi centri lungo le autostrade, quindi la rete distributiva punta alla capillarità.
“La pandemia non ha soltanto accelerato la spinta verso l’innovazione, ma ha anche contribuito allo sviluppo di nuovi trend. In questi mesi, infatti, abbiamo assistito ad una copiosa crescita dei magazzini di prossimità e dei centri di smistamento – dichiara Andrea Faini, CEO di World Capital -. Questo periodo particolare ha inoltre evidenziato come diventi prioritario il posizionamento degli immobili logistici, come per esempio il concetto del last mile, oltre alla presenza di infrastrutture, per garantire un flow dei servizi fluido e veloce. Non viene frenata l’esigenza di una strategia omnicanale, di una maggiore componente di automazione e, soprattutto, una particolare attenzione alla sostenibilità dei magazzini. Parliamo di una logistica con valore aggiunto, un ottimo driver per le evoluzioni sia dal punto di vista professionale, che da quello economico”.
Il contesto emergenziale, infatti, ha influenzato e cambiato profondamente l’evoluzione degli immobili logistici, quindi spazio a: Factory Warehouse (magazzini annessi a fabbriche); Logistics Center (impianti di grandi dimensioni produzione/distribuzione); Distribution Center (impianti aziende retail per rifornimento punti vendita); Fulfillment Center (impianti operatori e-commerce); altre tipologie a supporto dell’attività di trasporto, come i Transit Point (centri smistamento/consolidamento merci) e Last Mile (piattaforme di trasporto/ribalte corrieri di prossimità).


















