Secondo l’indagine statistica condotta in collaborazione tra le Associazioni ANIMA/AISEM e ASCOMAC/UNICEA, il mercato nel 2019 ha registrato una decrescita. A salvare il settore è il segmento dei muletti da magazzino, l’unico che continua a crescere insieme alla logistica
Prima lieve decrescita nel mercato dei carrelli industriali negli ultimi sette anni, ma nel segmento dei carrelli da magazzino si registra ancora il segno positivo, conferma questa che il settore della logistica continua a crescere. È quanto emerge, in estrema sintesi, dall’indagine statistica condotta in collaborazione tra le Associazioni ANIMA/AISEM e ASCOMAC/UNICEA a cui aderiscono tutti i principali costruttori e distributori di carrelli industriali operanti in Italia, che ha preso in esame i dati degli ordini del 2018 e 2019.
Complessivamente lo scorso anno sono stati ordinati 50.640 carrelli industriali, di cui 33.012 magazzinieri, 14.789 frontali elettrici e 2.839 frontali termici. Confrontando il numero degli ordini con lo stesso dato dell’anno precedente si nota immediatamente la lieve contrazione di mercato: i frontali elettrici hanno registrato una decrescita del 9 per cento, i termici del 5, mentre nel segmento dei carrelli da magazzino è stata registrata un’ulteriore crescita del 2 per cento rispetto al 2018. Particolarmente interessante l’analisi sulle regioni. Il segmento dei carrelli da magazzino ha registrato nel 2019 un più 3 per cento in Piemonte/Valle d’Aosta, un più 4 nelle Marche, un più 6 in Friuli Venezia Giulia, un più 10 in Trentino. La maggiore crescita è stata registrata in Sardegna con un 43 per cento in più (regione in cui il mercato dei termici si conferma ancora forte, con un più 50 per cento), seguita a ruota da Basilicata/Calabria con un più 41 per cento, mentre sul terzo gradino del podio si piazza il Lazio con un più 29 per cento. Percentuali positive anche per Sicilia (+14), Puglia e Campania (+15) e Abruzzo/Molise (+1). Segno negativo per le altre regioni. Fanalino di coda per la decrescita degli ordini la Liguria che ha registrato un -28 per cento.
“Le previsioni dello scorso anno circa la possibile decrescita del nostro mercato sono state confermate per quasi tutte le tipologie di macchine, eccezione fatta per i carrelli magazzinieri (+2 per cento) – ha evidenziato Patrizio Mascitti, presidente UNICEA -. Questo dato conferma come in Italia sia sempre più solido e in espansione il settore logistico. Tali macchine si prestano inoltre molto facilmente all’applicazione di nuovissime soluzioni ad alta tecnologia, che massimizzano la produttività e la sicurezza delle macchine. I carrelli controbilanciati elettrici (-9 per cento) e quelli endotermici (-5 per cento) hanno seguito l’andamento decrescente del mercato di riferimento mondiale (-2 per cento). Si pensa che la diminuzione sia dovuta ad un calo di ordini sul venduto, a fronte di un comparto noleggio pressoché invariato e prevalente. E’ altresì importante notare come quasi tutte le regioni del Centro-Sud Italia, abbiano avuto un trend 2019 quasi totalmente opposto a quello nazionale e siano le uniche, oltre al Trentino-Alto Adige, ad aver registrato crescite”.
La pensa nello stesso modo Loreno Leri, coordinatore Comitato Statistiche Sezione Carrelli industriali AISEM: “Dopo anni di crescita costante il mercato Italiano vede una leggera correzione piuttosto accentuata per quanto riguarda i carrelli controbilanciati (-9 e -5 per cento rispettivamente). Questo calo è compensato dal comparto dei magazzinieri che però beneficia dell’ingresso sul mercato di carrelli a timone di fascia molto economica. In termini di fatturato quindi il calo è comunque sensibile, ma atteso dopo anni di continua crescita. Sicuramente il comparto dei carrelli da magazzino, maggiormente performanti per applicazioni specifiche, è quello destinato maggiormente ad essere sostenuto nel prossimo futuro. L’Italia, ahimè più votata ad essere un paese con centri logistici piuttosto che centri produttivi, vedrà sempre di più la crescita di carrelli elettrici e da magazzino”.
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