Negli ultimi anni, nel comparto della logistica, l’attenzione crescente verso pratiche sempre più sostenibili ha portato alla luce un tema spesso considerato secondario, ma che ha un impatto rilevante: l’overpackaging.
Con questo termine si indica l’utilizzo eccessivo di materiali per l’imballaggio, fatto senza considerare le reali necessità e ben oltre quanto necessario per proteggere e trasportare un prodotto. Cartoni troppo grandi, strati multipli di plastica, polistirolo o altri materiali riempitivi rendono il pacco più ingombrante, ma non necessariamente più sicuro. Sono materiali, dunque, che non svolgono una reale funzione aggiuntiva e possono risultare poco funzionali al consumatore finale o il rivenditore che ricevono la merce. Spesso non sono riutilizzabili e sono destinati a terminare la propria vita utile, mestamente, in un compattatore dei rifiuti.
Oltre a rappresentare un costo ambientale, il sovra imballaggio genera anche sprechi economici, prolunga i tempi di preparazione degli ordini, complicandone la gestione e contribuisce all’aumento delle superfici di magazzino e delle emissioni di CO₂. Tematiche che, spinte anche dalle normative europee in materia sempre più restrittive, non possono essere sottovalutate. In questo contesto si inserisce Voidless – On Demand Packaging Solutions, una startup italiana nata nel 2022 da un’idea sviluppata in ambito accademico da tre ingegneri del Politecnico di Milano, Daniel Kaidanovic, Carlo Villani e Mattia Bertolani. In poco meno di tre anni, la soluzione sviluppata dai tre ingegneri ha suscitato l’interesse del mondo industriale, aprendo le porte a collaborazioni con aziende come Poste Italiane e DSV, oltre a un percorso di crescita economica che ha visto l’azienda raccogliere finanziamenti per oltre cinque milioni di euro.
Tecnologie avanzate, automazione e soluzioni personalizzate sono i capisaldi delle soluzioni offerte dalla startup meneghina: nascono così imballaggi generati su misura, in tempo reale, che si adattano esattamente alle dimensioni del prodotto da spedire. Grazie a un sistema tecnico automatizzato, Voidless consente di eliminare lo spazio vuoto all’interno delle scatole, limitare gli sprechi e semplificare i processi lavorativi delle aziende. Attraverso la tecnologia Voidless è possibile ridurre fino al 40 per cento i tempi di imballaggio, ottimizzando l’utilizzo del magazzino.
Inoltre, non dovere gestire formati differenti di scatole si traduce in una semplificazione dell’organizzazione interna: si evitano rallentamenti e si abbassa il rischio di errori o sprechi. Una strategia che contribuisce a ottimizzare tempi e risorse, con un impatto positivo sull’efficienza complessiva della catena logistica. Contrastare efficacemente l’over packaging ha un ulteriore vantaggio, non visibile, ma riscontrabile: la reputazione. I clienti sono sempre più orientati verso le aziende che adottano un atteggiamento consapevole verso la tematica della sostenibilità.
Un imballaggio essenziale, proporzionato e privo di eccessi è lo specchio di una azienda, allo stesso modo, attenta e responsabile, diventando un importante strumento di comunicazione e marketing, capace di comunicare valori positivi.

L’articolo Voidless è anche presente sull’ultimo numero di Muletti Dappertutto, scaricalo qui!



















