L’Europa potrebbe essere il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050: un obiettivo ambizioso ma necessario per la salvaguardia del pianeta Terra, che richiede una pianificazione chiara e realistica. Il progressivo aumento delle emissioni inquinanti rappresenta, infatti, una minaccia per la qualità della vita di ogni essere vivente: alla luce di questo fenomeno in crescita, la Commissione Europea ha creato un accordo contenente linee guida legislative e politiche, per trasformare i settori coinvolti e renderli ecosostenibili.
Nel 2019, nasce così il Green Deal Europeo che, tra i comparti trattati include anche quello della logistica, responsabile per il 25 per cento delle emissioni a gas effetto serra nell’UE. (Fonte)
Pronti per il 55%
È l’iniziativa intermedia prevista dal Green Deal Europeo che prende il nome dall’obiettivo primario che si pone: la riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra del 55 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990.
Come raggiungere questi traguardi lo spiega l’infografica presente sul sito, in cui sono riportati tutti gli step intermedi utili alla decarbonizzazione dei trasporti.
Alla base di questa trasformazione c’è il rafforzamento delle infrastrutture per i combustibili alternativi, attraverso l’aumento progressivo dei punti di rifornimento.
Per le autovetture e camion con peso inferiore alle 3,5 tonnellate è prevista una stazione di ricarica almeno ogni 60 km, entro il 2025, da potenziare ogni anno in funzione del numero dei veicoli immatricolati. Un vantaggio di cinque anni, invece, per i camion con peso superiore alle 3,5 tonnellate, per i quali entro il 2030 è prevista una stazione di ricarica almeno ogni 60 km, nelle aree di parcheggio sicure e nelle zone urbane.
Presenti ma meno comuni i veicoli a idrogeno: per questa tipologia di alimentazione è previsto un punto di rifornimento almeno ogni 200 km sulle strade principali e più stazioni nelle zone urbane.
Per i mezzi che utilizzano il metano liquefatto, sono previsti punti di rifornimento almeno sulle vie principali.
A prescindere dalla tipologia di alimentazione, le nuove infrastrutture dovranno rispettare tre principi fondamentali: consentire ricariche ad hoc, accettare pagamenti elettronici e fornire agli utenti informazioni chiare sui costi.
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