Acronimo di Trans European Network Transport, TEN-T è una rete articolata intermodale che attraversa i Paesi dell’Unione Europea e combina tra loro il trasporto terrestre, marittimo e aereo con l’obiettivo di creare un mercato unico, libero e sostenibile: una coesione a livello sociale, economico e territoriale per rafforzare la crescita e la competitività dell’UE.
Composizione
I “corridoi” – come vengono chiamati i progetti – che costituiscono la rete TEN-T sono nove e quattro di questi interessano l’Italia: Mediterraneo, Reno – Alpi, Baltico – Adriatico, Scandinavo – Mediterraneo.
Questa porzione della mappa comprende nove nodi urbani, undici aeroporti della rete centrale, cinque porti fluviali e quindici interporti, rendendo lo Stivale un punto strategico all’interno del progetto.
I restanti cinque corridoi sono Mare del Nord – Mediterraneo, Reno – Danubio, Atlantico, Orientale –Mediterraneo orientale, Mare del Nord – Baltico e Orientale.
Problematiche e interventi
A rallentare la realizzazione della rete TEN-T sono cinque grandi problematiche, individuate dall’Unione Europea in:
• collegamenti mancanti;
• disparità in termini di qualità e disponibilità di infrastrutture tra e all’interno degli Stati membri, chiamate strozzature;
• intermodalità frammentata;
• norme e requisiti operativi diversi tra gli Stati membri, per quanto riguarda l’interoperabilità.
Il 14 dicembre 2021 la Commissione Europea ha revisionato gli orientamenti TEN-T, modificando quanto previsto nel 2013. La rete di alta qualità deve essere completata gradualmente e in tre fasi: entro il 2030 la rete centrale, 2040 per la rete centrale estesa, mentre la scadenza per la rete globale è fissata al 2050.
Le prime due formano i corridoi di trasporti europei e rappresentano la parte più strategica del progetto, ovvero quella che una volta terminata porterebbe un sostanziale valore aggiunto a tutti gli Stati membri. Tra gli altri aspetti trattati, anche l’impostazione di un tempo medio di sosta ai valichi di frontiera e un ritardo limitato all’arrivo dei treni merci a destinazione. Per quanto riguarda le infrastrutture, ampiamente trattate nel Green Deal Europeo, si prevede un’implementazione dei punti di ricarica e rifornimento per i combustivi alternativi.
L’aggressione all’Ucraina da parte della Russia ha ridefinito la situazione geopolitica, impattando sulle catene di approvvigionamento e sui mercati globali. Nel luglio 2022 la Commissione ha deciso di intervenire su questa tematica coinvolgendo la rete TEN-T, estendendo quattro corridoi di trasporto ai territori dell’Ucraina e della Moldova, includendo i porti di Mariupol e Odessa, eliminando invece Russia e Bielorussia dalla mappa dei trasporti trans-europei.
La TEN-T è compatibile con il Green Deal Europeo?
I ricercatori Mehmet Ali Taş e Batin Latif Aylak hanno condotto uno studio dal titolo “Analisi degli impatti del Green Deal Europeo sulla logistica attraverso la CIMO – Logic”, successivamente pubblicato sull’European Journal of Science. Secondo questo metodo – Context – Intervention – Mechanisms – Outcome -, l’indagine inizia dall’analisi del contesto (C): in questo caso individuando come punto di partenza la questione del cambiamento climatico, un fenomeno che condiziona la vita e il futuro degli esseri viventi.
Prima della promulgazione del Green Deal Europeo, il settore logistico faceva affidamento principalmente sul trasporto su strada per lo spostamento delle merci: secondo la Commissione lo stesso comparto è responsabile del 25 per cento delle emissioni di gas a effetto serra sul territorio dell’UE. Il punto C include quindi anche l’adozione dell’accordo europeo.
L’intervento (I) viene invece individuato nelle manovre previste specificatamente per il trasporto su ferrovia, che già nel 2013 avevano l’obiettivo di collegare oltre 424 città in Europa.
La proposta, accompagnata da una serie di piani di azione e strategie, permette di ridurre drasticamente i tempi di viaggio sia per le merci, sia per i passeggeri.
La relazione tra il punto I e i risultati, quindi il meccanismo (M) che si attiva, riguarda la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dal trasporto su strada, aria e mare. In questo senso, il progetto TEN-T può contribuire a raggiungere l’efficienza energetica, l’abbattimento dell’impatto ambientale e garantire movimentazioni sicure.
Si arriva quindi all’outcome (O); il prodotto di questa analisi serve mettere in luce gli effetti del Green Deal Europeo sui trasporti. Il punto O mette in risalto come la rete TEN-T sia ampiamente compatibile con il Green Deal Europeo e che il progetto si riveli un utile supporto nel rendere il continente carbon neutral entro il 2050.


















