SIMAI, i sarti della meccanica che non si lasciano fermare dalle avversità

Anche se il 2020 è stato un anno di incertezza e continui cambiamenti, c’è stato chi con caparbietà ha portato avanti i propri obiettivi. A parlarci di SIMAI è Massimiliano Bariola, ad dell’azienda del Gruppo Toyota Material Handling

SIMAI, i sarti della meccanica che non si lasciano fermare dalle avversità

 

L’anno che si è concluso non verrà ricordato come uno dei più floridi sotto tanti aspetti. Tuttavia, è stato un anno che ha fatto riscoprire valori dimenticati o messi in secondo piano, come la solidarietà, il sacrificio e l’ottimismo. A raccontarci il mondo SIMAI e le prospettive future è uno dei dieci migliori giovani manager d’Italia, l’amministratore delegato dell’azienda, Massimiliano Bariola.

Come è andato il 2020, l’anno del settantesimo compleanno, di SIMAI?

In programma c’era un grande evento nella sede di San Donato per festeggiare insieme a tutto il nostro network ma, ovviamente, abbiamo dovuto annullarlo. Non ci siamo però persi d’animo, pensando di rinviare all’anno successivo, per il “70+1”. Purtroppo i tempi continuano a non essere compatibili con attività di networking e abbiamo dovuto abbandonare il progetto, ma questo non ci ferma. Da sognatori entusiasti quali siamo, ci siamo inventati qualcosa per raccontare chi siamo e cosa abbiamo fatto in questi anni, e lo abbiamo fatto attraverso un video emozionale diffuso in piena pandemia. Parlando invece dei progetti industriali, questi sono andati avanti a 360 gradi, nel pieno rispetto delle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria: abbiamo adottato protocolli interni su base volontaria molto rigidi, ridotto viaggi e incontri. Nel 2020 abbiamo lanciato il TTE100, un trattorino compatto con portata da 10 quintali nato per rispondere alle esigenze di settori differenti, in primis quello vinicolo, ma utilizzabile anche in ambito aeroportuale. Non ci siamo fermati mai: dobbiamo tenere la testa alta e andare avanti, guardando oltre, adattandoci alle soluzioni. SIMAI è una PMI che fa capo a una delle multinazionali più importanti al mondo, Toyota Material Handling: questo ci permette di fare nostri i pregi di entrambe le strutture. Abbiamo la velocità di progettazione, la flessibilità e la facilità di entrare in contatto con i clienti tipiche di una PMI, unite alla solidità e alle conoscenze di Toyota. Fattori che danno vita a una formula di successo: i risultati ci sono, siamo contenti e fiduciosi.

Cosa bolle in pentola per il 2021?

Confermiamo i nostri piani di crescita e di sviluppo in ambito commerciale, su territorio italiano ed estero, portando avanti un importante e ambizioso progetto di rinnovamento e completamento della gamma di trattori: sono tante le sorprese che vi andremo a svelare prossimamente. Per noi di SIMAI è molto importante la partnership e la collaborazione con Toyota Material Handling: siamo una azienda versatile, che fa della customizzazione un punto di forza. Siamo i sarti della meccanica che, dopo avere attentamente ascoltato e analizzato le esigenze del cliente, gli riescono a confezionare una soluzione su misura. Stiamo vivendo ancora con importanti limitazioni che impattano su numerosi settori, come quello aeroportuale, molto importante per noi. Ma è proprio in forza della nostra versatilità che riusciamo a convertirci e spostare le nostre forze verso altri settori, come quello medico o industriale, in attesa che si possa riprendere a viaggiare.

Parlando di covid, da cosa nasce il vostro impegno verso la CRI a cui avete donato un trattorino?

Abbiamo fatto questa cosa rispondendo all’appello della Croce Rossa Italiana, facendo la nostra parte e dando un contributo molto importante per loro: un pianale elettrico per trasportare le merci in Val di Susa. In questa lotta non vogliamo essere solo spettatori ma parte attiva, attori, è importante dare una mano quando possibile. Sono gesti attraverso cui non solo aiutiamo gli altri, ma anche noi stessi. “Ci aiutiamo anche per aiutare”.

Il suo nome figura tra i dieci migliori giovani manager dell’anno. Che effetto le ha fatto essere inserito in questa rosa vincente?

Sono stato molto contento, mi ha fatto piacere e sono orgoglioso di essere giunto a questo risultato, arrivando tra i primi dieci in una selezione di oltre seimila persone in Italia. Già quando sono arrivato in semifinale in Lombardia ero contento, non me l’aspettavo sicuramente. È un orgoglio per me ma anche per SIMAI e per Toyota, l’azienda e il gruppo che rappresento, è un grande orgoglio per tutti: dipendenti, collaboratori, clienti.

E’ una nomina che fa piacere e vorrei usarla per lanciare un messaggio; si parla tanto della mancanza di meritocrazia in Italia, del fatto che per i giovani – questo è un premio dedicato agli under 44  ci sia poco spazio: attraverso questo riconoscimento è possibile mostrare che quando ci si impegna con sacrificio e costanza i risultati arrivano. Non ci si deve fermare davanti alle difficoltà ma, creando team fatti da persone competenti, perseguire gli obiettivi e credere fortemente in quel che si fa. I risultati arrivano quando si lavora duramente e non ci si abbandona ai cliché, come quello che vede il futuro dei giovani possibile solo all’estero. Chiaramente si deve viaggiare ed entrare in contatto con altre realtà, sviluppando competenze, ma il futuro deve rimanere, se si vuole, in Italia. Il progetto di SIMAI ne è un esempio: siamo tricolori ma lavoriamo con Toyota.

Mi piace pensare che si possa avere successo anche in Italia e i colleghi con cui sono entrato in contatto in occasione di questo premio ne sono la prova: persone ottime, con carriere eccellenti in vari ambiti, settori e dimensioni. Credo nei buoni esempi da seguire proprio per dare fiducia, entusiasmo e positività. Ci son così tanti problemi che è facile pensare “ma chi me lo fa fare”: bene, chi lo dice è perché non crede veramente in quel che fa. E’ la passione che ti spinge ad andare avanti, ottenendo quei risultati che non sono solo tuoi, ma condividi con collaboratori e l’azienda che rappresenti.

Così come la donazione fatta, mi piacerebbe che le persone potessero vedere che non siamo circondati solo dal male, che indubbiamente c’è, ma serve qualcosa di buono a cui appigliarci perché anche questa lunga notte che viviamo vedrà l’alba.

 

SIMAI, i sarti della meccanica che non si lasciano fermare dalle avversità

 

 

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