Sabo rosa: è Gabriella Pedroni la vincitrice del 2022

“Impegno, passione e formazione. Una donna che si è sempre confrontata alla pari con i suoi colleghi”. Sono le qualità vincenti che hanno consentito all’ingegnere meccanico di essere incoronata “Camionista dell’anno” 

Gabriella Pedroni, Sabo Rosa, camion
Gabriella Pedroni

Kartista, pluricampionessa italiana assoluta di cronoscalata, vincitrice della Coppa Europa di specialità, ingegnere meccanico e formatrice di guida razionale per autisti di camion: è con questo  curriculum che Gabriella Pedroni ha conquistato la giuria e l’ammortizzatore rosa limited edition – superando altre 19 candidate -, aggiudicandosi così l’edizione 2022 del Sabo Rosa, il riconoscimento che da 12 anni il Roberto Nuti Group conferisce in occasione della giornata internazionale della donna. 

“Impegno, passione e formazione. Queste sono le parole che ci sono venute in mente leggendo il racconto che ha fatto di sé Gabriella Pedroni, al momento della candidatura al Sabo Rosa 2022” racconta Elisabetta Nuti, direttrice finanziaria dell’omonimo Gruppo e presidente di giuria, parlando della “Camionista dell’anno”. “Una donna che si è sempre confrontata alla pari con i suoi colleghi e che ha saputo ricevere il giusto rispetto e la giusta considerazione, grazie alla propria competenza e alla tenacia. Mai come quest’anno il Sabo Rosa ci ha permesso di far emergere il mondo ‘al femminile’ che lavora nel trasporto delle merci e delle persone” continua la presidente, che conclude: “Un mondo raccontato da tante donne che nulla hanno da invidiare a nessuno e che dimostrano quanto sia importante, in ogni lavoro, metterci un cuore che ama ciò che si fa e mani sapienti”. 

E l’amore per il mondo dei motori che accompagna Gabriella Pedroni nella sua professione – dirige un team privato nel settore del motorsport – è iniziato sin dalla più tenera età, consolidandosi quando ha visto i camion sfrecciare in quel circuito che, diversi anni più tardi, verrà intitolato all’indimenticato Sic, Marco Simoncelli. “Il mio papà, quando avevo otto anni, mi portò con sé all’European Truck Grand Prix di Misano, e mi ricordo ancora l’emozione di vedere i camion, di sentirli rimbombare nello stomaco quando, seduti al muretto, li guardavamo passare a 160 km all’ora, in pista. Ho cominciato a correre con i kart a nove anni e pian piano la mia passione è cresciuta fino a farmi gareggiare in competizioni internazionali con le vetture da corsa”. 

Poco dopo i 20 anni, la svolta che l’ha portata a fare dei motori un lavoro, come spiega l’ingegnere meccanico trentina. “A ventiquattro anni mio padre mi ha detto: ‘io non ce la faccio più… il camion guidalo pure tu, adesso’. Allora ho preso tutte le patenti e ho ottenuto la carta di abilitazione da conducente per uso speciale, visto che il mio camion è omologato come officina mobile”. 

“Quello del trasporto e dei motori in generale è un mondo che si sta aprendo davvero tanto al lavoro e alla presenza femminile – conclude Pedroni -, conosco diverse donne meccanico e ingegnere. In tutte le situazioni ho sempre trovato da parte degli autisti dei camion tanto rispetto e tanto aiuto. Hanno sempre chiesto se avevo bisogno di una mano, in situazioni complesse o strade che non avevo mai percorso. E non con l’atteggiamento paternalista del “sei una donna, non sei capace, ti aiuto io”, ma con la preoccupazione che non ti succeda nulla di grave. È la solidarietà fra autotrasportatori, “ti aiuto perché so che puoi avere bisogno”. Questa è una cosa che ho sempre apprezzato, e la passione è cresciuta anche per questo motivo”. 

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