Pulizia e giusto equilibrio: i danni da agenti chimici

I punti da tenere a mente per igienizzare gli ambienti senza mettere a rischio la propria e la salute altrui

pulizia

Che si tratti del posto di lavoro o della propria casa, l’igiene si trova alla base dei bisogni primari dell’essere umano. Una corretta pulizia consente, infatti, di bloccare la diffusione di malattie derivanti da germi o batteri, basti pensare alla regola chiave riportata nel sito del Ministero della Salute in merito alla pandemia da Covid-19: lavare e disinfettare spesso le mani. 

Ma non a caso si parla di corretta pulizia. In questo periodo non sono rari gli episodi di “psicosi da igiene” in cui, inconsapevolmente, vengono commessi errori che possono mettere a rischio la propria salute: dal mischiare i prodotti al compiere le mansioni in locali poco areati.

 Per trovare un giusto equilibrio e vivere più serenamente questa situazione è fondamentale l’informazione: ecco quindi una serie di accorgimenti da adottare  per prevenire i danni da intossicazione chimica. 

Come riportato nel sito dell’INAIL, i rischi per la salute vengono calcolati  in base all’assorbimento di un agente chimico tramite inalazione, contatto o ingestione e il suo raggiungimento agli organi, in relazione a diversi fattori:

  • concentrazione dell’agente nell’ambiente; 
  • temperatura e umidità;
  • stato fisico della sostanza quindi se solida, liquida o gassosa;
  • utilizzo di DPI -dispositivi di protezione individuale-. 

Misure di prevenzione 

Una delle regole fondamentali è non mischiare mai i prodotti: facendo ciò si potrebbero creare reazioni chimiche pericolose, ad esempio dall’unione di candeggina e acido muriatico si produce cloro gassoso, molto tossico se inalato. 

Leggere le etichette e seguire attentamente le istruzioni non dovrebbe essere un optional ma la prassi. Nel retro dei prodotti vengono riportate le informazioni fondamentali per un corretto utilizzo, ecco perché viene altamente sconsigliato di acquistare detergenti privi di etichetta, solo perché economici.  

Eseguire tutte le mansioni di pulizia in locali ben areati per scongiurare danni da inalazioni, se ciò non fosse possibile utilizzare DPI come mascherine e guanti. In generale, evitare di toccare occhi, naso e bocca, prima di aver sciacquato accuratamente le mani. 

Nel caso di ingestione, non applicare i famosi rimedi della nonna come provocare il rigetto, se la sostanza è caustica esofago e stomaco vengono ustionati, o somministrare latte in quanto favorisce l’assorbimento dei veleni solubili; rivolgersi, invece, al proprio medico il prima possibile o al centro antiveleni più vicino.  

 

Gli ambienti lavorativi

Dopo una breve introduzione  alle misure basilari che ogni singolo dovrebbe adottare, di seguito, alcuni accorgimenti di carattere generale adatti ai luoghi di lavoro.

Per preservare la sicurezza dei propri dipendenti durante le operazioni di pulizia, ogni datore deve fornire le attrezzature idonee per compiere le mansioni, ad esempio macchinari che possano velocizzare i compiti o impiegare meno prodotti chimici. Infatti, uno dei punti fondamentali è proprio la riduzione al minimo dei tempi di esposizione alle sostanze, impegnare il minor numero di lavoratori, utilizzare una quantità ridotta di agenti e, dove possibile, sostituire i prodotti pericolosi con quelli che non lo sono o lo sono meno. 

Per limitare i danni da esposizione è opportuno pianificare la gestione delle emergenze ed effettuare delle prove per rendere il personale consapevole e preparato ad affrontare situazioni rischiose. Infine, predisporre l’ambiente lavorativo in modo tale che sia ben areato e utilizzare i dispositivi per l’aspirazione localizzata in prossimità delle sorgenti di agenti chimici. 

Per maggiori informazioni consultare anche i canali ufficiali come il sito del Ministero della Salute o dell’INAIL.

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