Ultime notizie
Home » Muletto e Avanguardie » Fuel cell e muletti: il progetto HyLIFT-EUROPE

Fuel cell e muletti: il progetto HyLIFT-EUROPE

Energia rinnovabile a emissioni zero: l’idrogeno è una delle soluzioni energetiche del futuro. Un progetto applicativo in un centro di smistamento della GDO, allestito con una flotta importante di carrelli elevatori ha dimostrato che le fuel cell sono una tecnologia matura e affidabile anche per la logistica. Ne parliamo con Cristina Maggi di Fast 

Fuel Cell Carrefour HyLIFT idrogeno

HyLIFT-EUROPE è un progetto europeo dedicato allo sviluppo del mercato dei carrelli elevatori a idrogeno in Europa.

Il progetto ha coinvolto due importanti brand del retail europeo, localizzati in Francia, per la creazione di una imponente flotta di muletti a idrogeno, operativi in un contesto reale e ad alta intensità produttiva, come un magazzino della grande distribuzione.

Ne abbiamo parlato con l’ing. Cristina Maggi, di Fast – Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche – che si è occupata della disseminazione del progetto. Fast segue da anni progetti di innovazione legati al rapporto tra idrogeno e logistica, finanziati da FCH JU – Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking-, l’iniziativa pubblico privata  che vede la Commissione Europea e alcuni importanti player del settore impegnati nella promozione di progetti pensati per creare un mercato dell’idrogeno europeo in diversi settori. Tra le collaborazioni di Fast c’è anche l’Enterprise Europe Network che supporta le imprese europee nello sviluppo di mercati in settori innovativi.

“Sono quattro i progetti che FCH JU ha sostenuto sul fronte delle fuel cell per i carrelli elevatori: SHELL, HAWL, HyLIFT- DEMO e HyLIFT-EUROPE. L’obiettivo comune era creare un mercato in grado di sostenersi da solo nel tempo, senza fondi europei. Le prime fasi hanno visto piccole dimostrazioni in centri logistici, con 1 o 2 muletti, crescendo man mano, con l’esperienza e una constatazione: i prezzi calano all’aumentare delle dimensioni delle flotte. E così, nell’ultima call, lanciata dalla Commissione Europea nel 2011, il tentativo era di costruire grandi flotte per generare economie di scala, cercando end user disponibili. In Europa, infatti, il mercato non è maturo, mentre negli Stati Uniti, anche grazie al sostegno pubblico, ci sono flotte molto grandi: centinaia di muletti che si muovono sia in impianti nuovi che riconvertiti. La scelta tecnologica è quindi ricaduta non tanto sullo sviluppo di tecnologie diverse, ma sulla creazione di una flotta dove una scelta tecnologica fosse replicata, consolidandone così il paradigma agli occhi dei potenziali utilizzatori. La prima fase di HyLIFT-EUROPE è stata quindi realizzata grazie a un partner del progetto, Prelocentre, la seconda fase in collaborazione con Carrefour, per la realizzazione del suo nuovo centro logistico del nord della Francia. Carrefour non era un partner, bensì il destinatario della consulenza necessaria allo sviluppo dell’impianto sotto ogni aspetto. HyLIFT- EUROPE include infatti tutta la catena del valore: dai produttori di muletti, alle fuel cell, alle stazioni di rifornimento: mancavano quindi solo gli end user. Una volta individuata l’azienda, ci è stato possibile definire una flotta di oltre 210 muletti a idrogeno, operativi in un contesto logistico reale”.

E’ interessante notare come le competenze sviluppate nella prima parte del progetto siano state messe a sistema per una vera e propria consulenza, rivolta a Carrefour in un momento critico dello sviluppo del nuovo polo logistico; quello della scelta tra batterie e idrogeno. Il polo logistico da progettare ex novo, la flotta di grandi dimensioni e usata in modo intensivo, sono state le chiavi di volta per portare Carrefour alla decisione di progettare un magazzino ex novo basato sulla tecnologia delle fuel cell. Carrefour ha quindi acquisito dai partner di HyLIFT la consulenza e le competenze per costruire un modello logistico competitivo sul mercato. In questo contesto, Still ha contribuito progettando ad hoc i carrelli elevatori adatti a ospitare le fuel cell e Air Liquide ha progettato e realizzato le stazioni di rifornimento.

“I vantaggi” prosegue Maggi “si misurano nel rapporto tra batterie tradizionali e fuel cell. Sono entrambe utilizzabili indoor, ma la gestione delle prime, con lunghi tempi di ricarica e di sostituzione, determina una maggiore competitività delle fuel cell, specialmente per magazzini dove l’attività è intensiva e impone un elevato numero di shift.

Il rapporto è di 15-20 minuti per le batterie tradizionali contro i 3-5 minuti per le fuel cell. Anche i lavoratori si sono dimostrati propensi a questa novità, soprattutto per la modalità di ricarica, simile a una normale pompa di benzina, e molto più pratica rispetto all’impegno imposto da più sostituzioni della batteria nel corso della giornata. Tra i vantaggi, anche la significativa riduzione delle vibrazioni, la silenziosità.

Un altro aspetto di grande impatto per la produttività è la stabilità delle celle a combustione idrogeno in caso di basse temperature. Mentre una batteria tradizionale degrada progressivamente, le fuel cell non subiscono variazioni significative, mantenendo elevate prestazioni anche a bassissime temperature operative. Le fuel cell sono a emissioni zero e in presenza di un impianto di energia rinnovabile, i muletti possono diventare ancora più green, grazie alla produzione di idrogeno da elettrolisi, grazie all’energia generata internamente con un ulteriore vantaggio ecologico, oltre che economico“.

Va infine sottolineato, che l’idrogeno, all’interno di una facility, è un vettore energetico riutilizzabile in vari contesti, non solo nei trasporti. La conversione diventa quindi un’opportunità di approvvigionamento energetico alternativo con potenzialità elevate anche come interconnessione tra varie tipologie di mobilità; va però sottolineato che le flotte devono avere dimensioni considerevoli, con un uso intensivo dei mezzi e almeno tre shift al giorno.

 

google-site-verification: google3d2f88f49ad6a382.html