Legge di Bilancio: nuove opportunità per le imprese

La nuova normativa ha introdotto agevolazioni e incentivi non solo per le aziende già esistenti per acquisti di macchinari o investimenti in beni strumentali, ma anche per chi aspira a diventare imprenditore o imprenditrice 

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Facilitare l’accesso al credito e accrescere la competitività delle imprese nell’economia globale: è con questo obiettivo che anche per il 2022 sono stati stanziati dal Governo diversi incentivi e previste agevolazioni per le aziende. Tra le diverse proposte, una particolare attenzione verso quelle indirizzate alle imprenditrici, o future tali.  

Nuova Sabatini. È stata rifinanziata, con ulteriori 900 milioni di euro  per il periodo 2022-2026, la misura che incentiva le micro e PMI all’acquisto – o acquisizione in leasing – di nuovi beni materiali o immateriali ad uso produttivo: macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali, hardware, software e tecnologie digitali. I beni devono avere autonomia funzionale ed essere “correlati all’attività svolta dall’azienda”. Rispetto agli anni precedenti, torna l’erogazione del contributo in più rate anche se persiste la possibilità di riceverlo in un’unica quota, ma solo nel caso in cui il finanziamento non superi 200mila euro. Le nuove disposizioni si applicano, in modo anticipato, agli investimenti realizzati a partire dallo scorso 16 novembre. Possono usufruire del bonus tutte le imprese che si trovano in Italia – o anche in uno Stato membro, purché aprano una sede operativa nel Belpaese entro il termine di conclusione dell’investimento – ed effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive che si trovano nel territorio dello Stato, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero fino al 30 giugno 2023. Ottengono il bonus le aziende che rispettano le norme sulla sicurezza nei posti di lavoro e siano in regola con i versamenti contributivi e previdenziali. 

Resto al Sud.

Rimane attiva, anche nel 2022, la manovra che sostiene e incentiva le nuove attività imprenditoriali e libero professionali nelle regioni del Centro Sud. L’obiettivo principale è di facilitare la nascita di nuove aziende che producono beni nei settori: industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, turismo. La misura è rivolta ad aspiranti imprenditori di età compresa tra 18 e 55 anni. Può accedere all’incentivo chi al momento della presentazione della domanda è residente nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, in uno dei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia, isole marine, lagunari e lacustri del Centro Nord, oppure chi trasferisce la residenza in quelle aree entro 60 giorni o 120 se si vive all’estero; gli imprenditori che non sono già titolari di altre attività d’impresa prima del 21 giugno 2017; chi non ha ricevuto negli ultimi tre anni altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità e infine chi non ha un lavoro a tempo indeterminato e si impegna a non averlo per tutta la durata del finanziamento. Possono chiedere la sovvenzione anche i liberi professionisti, non titolari di partita Iva nei 12 mesi antecedenti alla presentazione della domanda.

Impresa femminile. Con la nuova Legge di Bilancio è stato istituito il “Fondo a sostegno dell’impresa femminile”, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022. L’incentivo sostiene: gli interventi di supporto all’avvio dell’attività, il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese femminili; iniziative per diffondere la cultura dell’imprenditorialità femminile; programmi di formazione e orientamento verso professioni in cui la presenza femminile va adeguata alle indicazioni di livello comunitario e nazionale. Gli interventi prevedono: contributi a fondo perduto per avviare imprese femminili; finanziamenti a tasso zero e agevolati, combinazioni di contributi a fondo perduto e finanziamenti per avviare e sostenere le attività di imprese. Incentivi per rafforzare le imprese femminili nate da almeno tre anni; percorsi di assistenza tecnico-gestionale, per attività di marketing e di comunicazione durante tutto il periodo di realizzazione degli investimenti; investimenti nel capitale a beneficio esclusivo delle imprese a guida femminile tra le start-up innovative e delle PMI innovative.

Sì al cumulo, no al doppio finanziamento delle misure 

Su questi due concetti si è espresso direttamente il MEF, Ministero dell’economia e delle finanze, attraverso la circolare n. 33 del 31 dicembre 2021. Le nozioni di cumulo e doppio finanziamento sono strettamente correlate tra di loro, ma il limite sancito è netto. 

Misure diverse possono essere cumulate se vanno a coprire quote parti differenti di un progetto o un investimento. In questo caso, come spiega la nota, è permessa la “possibilità di stabilire una sinergia tra diverse forme di sostegno pubblico di un intervento” cumulando “all’interno di un unico progetto fonti finanziarie differenti a condizione che tale sostegno non copra lo stesso costo”. In questo ultimo caso si avrebbe un doppio finanziamento, vale a dire il costo di uno stesso intervento rimborsato due volte a valere su fonti pubbliche anche di diversa natura, pratica questa vietata.  

 

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