La pandemia rallenta gli infortuni e le malattie professionali

Dal report annuale redatto dall’Inail emerge chiaramente come sia ancora alto il numero degli incidenti sul lavoro, anche mortali, nel settore del magazzinaggio e dei trasporti

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Meno denunce di infortuni ma più decessi. Il nuovo report redatto dall’Inail, sull’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali dell’ultimo anno conferma quanto gli incidenti, molti dei quali mortali, rimangano una piaga del sistema lavoro in tutta Italia. 

“Nel 2020 le denunce di infortunio sul lavoro nel trasporto e magazzinaggio sono state 29.254 – spiegano dall’Inail – in netto calo rispetto al 2016, quando si contavano oltre 43mila casi (-32,1%), ma anche rispetto al 2019 (-25,8%). Nello stesso anno, però, i casi mortali sono stati 165, in aumento di una trentina di casi dal 2016 (+23,1%) e di una cinquantina dal 2019 (+41,0%)”.

I dati parlano chiaro e sono legati anche al numero di persone impiegate nel settore: 1,2 milioni di cui il 52% si occupa di trasporto terrestre, il 5,1% in quello marittimo, l’1,8 in quello aereo, il 7,5 in servizi postali e attività di corriere e ben il 33,6% è impiegato in attività di magazzinaggio e supporto al trasporto

Concentrando l’attenzione su questo ultimo settore sono ben 22.798 le aziende che risultano attive nel 2019. La stragrande maggioranza, ben 17.963, sono di piccole dimensioni con un massimo di 9 addetti, solo 222 ne hanno più di 250. Si tratta di un vero e proprio esercito di lavoratori impiegati nella logistica e nello spostamento di merci all’interno di magazzini, centri commerciali e centri di distribuzione.  Sul fronte degli infortuni sul lavoro per il settore magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti nel 2020 l’Inail ha ricevuto 9.107 denunce, un numero in calo rispetto al 2019 in cui ne erano stati registrati 14.152. Di questi infortuni, 19 sono stati quelli mortali contro i 23 dell’anno precedente. Il calo è ancor più marcato se si osserva il quadriennio 2016-2019 che nel comparto magazzinaggio registra un -17,4%. I numeri sono più bassi anche perché tutto il settore e il mondo del lavoro in generale hanno subito un rallentamento delle attività a causa della pandemia.  “L’80% degli infortuni del settore sono denunciati dagli uomini – sottolineano gli esperti dell’Inail – la quota è più elevata rispetto a quella riscontrata per il complesso delle denunce, perché i trasporti sono caratterizzati da attività che includono la guida di un mezzo, anche pesante o che richiedono una maggiore prestanza fisica e quindi più frequentemente appannaggio del genere maschile. L’unico comparto in cui il numero di denunce femminili è rilevante è quello dei servizi postali e di corriere, nel quale i casi occorsi a donne superano la metà (51%). I deceduti sono quasi esclusivamente uomini: nell’ultimo anno 162 su 165”. 

Sul fronte della fascia d’età: “Il 24,0% degli infortunati sono giovani sotto i 35 anni – sottolineano gli esperti – il 38,9% hanno tra i 35 e i 49 anni, il 37,1% ha dai 50 anni in su. Sicuramente più anziani i deceduti, con tre su quattro over 50 e il 6,7% di età superiore ai 64 anni, effetto di un maggior allungamento della vita lavorativa, ma anche di una probabile perdita di concentrazione e affaticamento fisico con conseguenze letali”. Sul fronte della distribuzione territoriale il 58,7% degli infortuni avvengono nel nord Italia, mentre il resto nel centro-sud. Diverso il dato se si tengono in considerazione solo gli incidenti mortali: il 26,1% è avvenuto al sud e il 13,3% al centro. Il primato degli infortuni lo detiene la Lombardia con il 18%, seguita dall’Emilia Romagna con il 12,8%, dal Veneto con il 10,9% e dal Lazio che si assesta al 9,3%. Con più di una vittima su quattro, la Lombardia è prima anche per i casi mortali, seguita da Campania (13,3%), Veneto (10,9%) e Piemonte (9,7%). 

Secondo l‘analisi dell’Inail la pandemia, e la conseguente riduzione del lavoro, ha rallentato anche le malattie professionali. Il settore dei trasporti e del magazzinaggio si attesta comunque al quarto posto per patologie denunciate, preceduto da manifatturiero, costruzioni e commercio.  

Le dorsopatie, cioè le malattie riconducibili a problemi a carico dell’apparato della colonna vertebrale, si piazzano al primo posto tra le più diffuse e rappresentano il 48,3% del totale registrato nel 2020, seguite dai disturbi dei tessuti molli con il 26,8%, dai disturbi dei nervi con il 7,2% e dalle artropatie con il 4,7%. Nel settore magazzinaggio e supporto ai trasporti nel 2020 sono stati denunciati 639 casi di malattie professionali, un dato in calo rispetto al 2019 con 869 e al 2018 con 815. “Analizzando il fenomeno dal punto di vista della codifica ICD-10 (Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati) – spiegano dall’Inail –, le patologie che più frequentemente colpiscono i lavoratori del settore trasporti sembrano essere dovute principalmente alle attività tipicamente collegabili alla movimentazione di carichi, a sforzi prolungati, posture non corrette o incidenti stradali”.

 

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