La funzione “elevata” dei muletti: l’arte di Jim Avignon

 

Slicescape – East Side Gallery, Berlin


Quando l’arte sposa la logistica, il binomio crea i murales di Jim Avignon, uno street artist tedesco, residente a New York. Non è il primo ma certamente uno tra i migliori artisti di murales che utilizzano gli elevatori per la loro arte

Abbiamo già avuto modo di descrivere le prodezze di Ozmo e della sua arte che si serve degli elevatori per realizzare vere e proprie opere degne della più “elevata” street-art. Oggi Muletti Dappertutto vi racconta l’arte e i murales di Jim Avignon, artista di spicco dello scenario internazionale del movimento new pop, impiantato a New York, che ha avuto tra i suoi meriti anche quello di dipingere una parte del Muro di Berlino.
Poliedrico e assolutamente coloratissimo, il lavoro di Avignon si serve sempre di elevatori che gli permettono di realizzare le sue opere mastodontiche. Muri esterni anche più alti di 10 metri che grazie a scale, muletti e gru non hanno limiti. Come dire, dove non arriva l’artista, vengono in soccorso gli elevatori.
E una macchina sempre utilizzata per altri scopi, assume anche una valenza – se vogliamo – “più alta”.
Perché è chiaro che con lo strumento adeguato diventa più semplice dipingere ad oltre 10 metri d’altezza.
Il concetto di arte per Avignon è molto chiaro. “Venderei cento miei disegni a un dollaro, piuttosto che uno a cento dollari”. Questo, il senso della sua filosofia espresso in occasione di una delle sue più famose mostre degli anni Novanta, a Francoforte. Un’exibition durante la quale il pubblico poteva prendere uno dei sui originali 800 disegni e portarli a casa gratuitamente.
E dopo 30 anni lo spirito sembra essere immutato. A parlare per lui, sono i suoi meravigliosi disegni, sparsi in tutto il mondo.
Tra i suoi ultimi lavori in Italia, il murales sulla facciata di un’abitazione di Ferrara. Un’opera realizzata in 3 giorni, che ha cambiato il volto di una palazzina, la cui realizzazione è stata ripresa dalle telecamere di Sky Arte e ha trovato spazio all’interno di una serie di 8 documentari dedicati alla street art.

Torna su