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Infortuni e patologie, Inail pubblica gli open data

Emergono luci e ombre dai dati diffusi nel documento dell’Istituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro. Meno infortuni -ma non per le donne- e aumentano le denunce di malattia professionale

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Sono stati diffusi, e messi a disposizione nella sezione Open data, i dati analitici delle denunce di infortunio – comprese quelle con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Inail entro il mese di luglio 2019. Tuttavia, come si legge nella nota diramata, si tratta di numeri ancora provvisori e sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2019, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

DENUNCE DI INFORTUNIO
Le denunce di infortunio presentate all’Inail entro lo scorso mese di luglio sono state 378.671: 62 in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Diminuiscono i casi avvenuti in occasione di lavoro, mentre aumentano quelli in itinere, cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro.
Per quel che riguarda i settori, i dati sono discordanti, con una riduzione di quasi mezzo punto nella gestione Industria e servizi, mentre c’è stato un aumento dell’1,1 in Agricoltura e dell’1,5 per cento nel Conto Stato.

A livello territoriale l’analisi evidenzia un calo delle denunce di infortunio sul lavoro nel nord-ovest, nel nord-est e al sud. In controtendenza il centro e le isole che presentano un aumento pari rispettivamente allo 0,9 e allo 0,5 per cento. Tra le regioni che hanno fatto registrare i decrementi percentuali maggiori spiccano il Molise e la Valle d’Aosta, mentre gli incrementi più consistenti sono quelli di Sardegna e Umbria.

Uomini e donne.  Il lieve calo che emerge dal confronto dei primi sette mesi del 2018 e del 2019 è legato esclusivamente alla componente maschile, che registra un -0,2 per cento (da 244.115 a 243.512 denunce). Aumenta invece quella femminile, in aumento dello 0,4 per cento (da 134.618 a 135.159).

Dall’analisi per classi di età emergono aumenti tra gli under 30 e tra i 55 e 69 anni. In diminuzione invece le denunce dei lavoratori della fascia 30-54 anni, nella quale rientra oltre la metà dei casi registrati.

CASI MORTALI
Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di luglio sono state 599, 12 in più rispetto ai primi sette mesi del 2018.  Rispetto agli infortuni, i casi letali sono aumentati in occasione di lavoro, mentre c’è stato un leggero decremento di quelli in itinere.

A livello gestionale, l’Agricoltura ha registrato un aumento di 22 denunce a fronte di 10 casi in meno nell’Industria e servizi, mentre nel Conto Stato le denunce sono state nove in entrambi i periodi.

Dall’analisi territoriale emerge un aumento dei casi mortali solo nell’Italia centrale e meridionale: 10 in più al Centro, 15 in più al Sud e 12 in più nelle Isole. Nel Settentrione si rileva, invece, una diminuzione di due casi nel Nord-Ovest e di 23 nel Nord-Est. A livello regionale spiccano i 16 casi mortali in più denunciati in Puglia e i 17 in meno del Veneto.

L’analisi di genere mostra, nel confronto tra i primi sette mesi del 2019 e del 2018, un andamento opposto tra i due sessi: 21 casi mortali in più per gli uomini (da 527 a 548) e nove in meno per le donne (da 60 a 51).

L’analisi per classi di età mostra incrementi nella fascia 45-54 anni e in quella 20-34 anni, a fronte di nove decessi in meno per i lavoratori tra i 35-44 anni e di 39 in meno per quelli tra i 55 e i 69 anni. Tra gennaio e luglio di quest’anno tra gli under 20 si registrano cinque denunce di infortunio con esito mortale, rispetto alle 10 registrate nello stesso periodo nel 2018.

Gli incidenti “plurimi”, vale a dire quelli che si sono rivelati letali per almeno due lavoratori, nei primi sette mesi del 2019 sono stati 12 e hanno provocato la morte di 24 persone, prevalentemente sulla strada. Tra gennaio e luglio dell’anno scorso, invece, i decessi furono 26 in 10 incidenti plurimi.

DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE
Aumentano le denunce di malattia professionale: quelle protocollate dall’Inail fino a luglio sono state 38.501, mille in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Le patologie denunciate sono aumentate solo nella gestione Industria e servizi, da 29.396 a 30.648, mentre sono diminuite in Agricoltura, da 7.667 a 7.453, e nel Conto Stato, da 438 a 400. A livello territoriale, l’aumento ha riguardato il centro, il sud e le isole. Il nord, invece, si distingue con un calo di mezzo punto percentuale.

In ottica di genere, l’incremento è stato bipartisan: le lavoratrici che hanno denunciato nei primi 7 mesi del 2019 sono state 392 in più rispetto a un anno fa, arrivando alla cifra di  10.481, mentre gli uomini sono aumentati di 608 unità, toccando quota 28.020.

Quali patologie? Le tre malattie professionali più comuni sono quelle legate al sistema osteo-muscolare e quelle del tessuto connettivo (22.794 casi), seguite da quelle del sistema nervoso (3.972, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (2.596). A seguire quelle del sistema respiratorio (1.627) e dai tumori (1.440).

Oltre 250 le denunce di malattie di origine professionale legate ai disturbi psichici e comportamentali e di quelle della cute e del tessuto sottocutaneo, mentre i casi di patologie del sistema circolatorio sono 152.

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