Informazione, è lotta ai pirati dei giornali

Alla già esistente crisi del settore editoriale si aggiungono anche le diffusioni illegali dei periodici per mezzo delle app di messaggistica. Allo studio del governo un pacchetto di incentivi, vantaggiosi anche per chi investe in pubblicità nel mondo dell’informazione

edicola hacker

L’informazione è lo strumento base per poter comprendere cosa accade nel mondo, a patto che provenga da fonti affidabili. Per questo è importante tutelare il lavoro di coloro che si impegnano duramente ogni giorno per riportare oggettivamente i fatti anche in periodi di emergenza, come quella che sta attraversando il mondo a causa del Covid-19.

Secondo i dati riportati dalla Fieg, Federazione Italiana Editori Giornali, il settore sta subendo un grosso calo delle vendite: dal 2007 al 2018 è stata registrata una diminuzione del 46,5 per cento, da 3.8 a 2 miliardi di euro. Anche per la pubblicità la situazione non è confortante, con il meno 70 per cento si è verificato un ribasso da 3,238 miliardi a 992 milioni.

Diverse le motivazioni di questa crisi, tra cui influisce anche la mancata attuazione della direttiva Ue sul copyright, una problematica segnalata al Governo, Parlamento e Agcom – Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – dagli editori, e che potrebbe essere superata prima ancora della data prevista di Giugno 2021.

Ma alla situazione già precaria si aggiungono altre problematiche. Non mancano, infatti, gli atti di pirateria anche nel settore editoriale che consistono nella diffusione illegale di quotidiani e periodici in versione digitale attraverso le applicazioni di messaggistica.

La Fieg ha richiesto la sospensione di alcune app ritenute responsabili del traffico di questi file, portando il problema all’attenzione del Governo che ha avviato una collaborazione con Agcom per lo sviluppo di nuovi strumenti di contrasto della pirateria. Una questione messa in pausa dall’emergenza Covid-19 che ha rallentato anche la creazione del pacchetto “Editoria 5.0” nato con l’obiettivo di garantire sicurezza e ripresa per il settore.

Editoria, ripartire si può, grazie anche a un sostegno agli investimenti. Tra gli interventi è previsto un aumento delle risorse destinate non solo a chi fa prettamente parte del mondo dell’editoria, ma anche per chi in questo mondo decide di investire. Un primo passo in questa direzione è stato fatto con il cosiddetto decreto “Cura Italia” attraverso cui, per il solo anno 2020, viene stabilito che il credito di imposta per il bonus pubblicità sia calcolato nella misura unica del 30 per cento dell’intero valore degli investimenti pubblicitari effettuati, e non più sul solo incremento rispetto all’investimento effettuato nell’anno precedente.

 

Torna su