Industria 4.0 Il via libera alle domande per i fondi Mise

Ci sarà tempo fino alle 24 del 30 aprile 2018 per presentare le domande per usufruire delle agevolazioni economiche messe a disposizione dal Governo per i centri di competenza ad alta specializzazione.

A partire dal 1 febbraio, e fino alle 24 del 30 aprile 2018, è possibile inviare le domande per usufruire dei fondi pubblici messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico (MISE) per la presentazione di progetti per la costituzione di Centri di competenza d’alta specializzazione previsti dal Piano nazionale Industria 4.0. La misura è destinata a promuove la formazione dei centri di competenza ad alta specializzazione su tematiche Industry  4.0, costituiti nella forma del partenariato pubblico-privato, vale a dire, come indicato nel Decreto direttoriale del 29 gennaio 2018, “un modello di collaborazione tra partner sia pubblici che privati, questi ultimi selezionati dal partner pubblico tramite procedura di evidenza pubblica”, e “il numero dei partner pubblici non può superare la misura del 50 per cento dei partner complessivi”. Per potere beneficiare delle agevolazioni è necessaria la presenza di almeno un organismo di ricerca (o eventualmente più d’uno, oltre al capofila) e una o più imprese (ed eventualmente altri operatori economici) sempre  che il numero dei partner pubblici non superi la misura del 50% dei soci complessivi. Non ci sono limiti nel numero di partecipazioni delle imprese alla costituzione di centri di competenza: è possibile che una stessa società faccia parte di più centri.

Alla luce dell’esigenza di promuovere lo sviluppo tecnologico e digitale e la creazione di competenze specialistiche avanzate nel settore industriale, le attività dei competence center saranno molteplici e spazieranno dall’orientamento alla formazione, fornendo tutto il necessario supporto per lo sviluppo dei progetti o servizi.

Per quanto attiene all’orientamento alle imprese, in particolare delle PMI, vengono predisposti una serie di strumenti indirizzati a supportare le imprese nel valutare il loro “livello di maturità digitale e tecnologico” –così come definito dalla Commissione Europea nel Programma Horizon 2020- mediante, ad esempio, l’utilizzo, anche in condivisione con i Digital Innovation Hub, di specifici questionari basati su chiari criteri di valutazione.

Nell’ambito della formazione alle imprese,  nel Decreto si puntualizza come “al fine di promuovere e diffondere le competenze in ambito Industria 4.0 mediante attività di formazione in aula e sulla linea produttiva e su applicazioni reali utilizzando, ad esempio, linee produttive dimostrative e sviluppo di casi d’uso, allo scopo di supportare la comprensione, da parte delle imprese fruitrici, dei benefici concreti in termini di riduzione dei costi operativi ed aumento della competitività dell’offerta; specificamente, in termini di maggiore flessibilità produttiva, maggiore velocità dal prototipo alla produzione in serie, maggiore produttività attraverso minori tempi di set-up, riduzione di errori e fermi macchina, migliore qualità, minori costi e scarti, maggiore funzionalità di prodotti e servizi”. Via libera dunque a materiale informativo, sviluppo di casi d’uso e simulazioni basati su situazioni reali.

Ai programmi di attività spetta anche il compito di valorizzare la presenza sui territori di riferimento di iniziative, interventi, o misure similari così da garantire un quadro di azioni coordinate.

Ammontare dei benefici.  Le risorse pubbliche destinate sono pari a 20 milioni di euro per il 2017 e 20 milioni di euro per il 2018, concesse nella forma di contributi diretti alla spesa in relazione a:

  • costituzione e avviamento del centro di competenza, nella misura del 50 per cento delle spese sostenute, per un importo complessivo non superiore a 7,5 milioni di euro per ciascun centro di competenza;

progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale 

  • presentati dalle imprese, nella misura del 50 per cento delle spese sostenute, per un importo massimo non superiore a 200 mila euro per progetto.

Le spese ammissibili sono quelle relative a:

  • acquisizione di attrezzature, impianti e macchinari, nonché componenti hardware e software funzionali alla realizzazione del programma di attività;
  • personale dipendente del soggetto proponente o in rapporto di collaborazione con contratto di collaborazione o di somministrazione di lavoro, ovvero titolare di specifico assegno di ricerca, nella misura in cui è impegnato nella realizzazione del programma di attività del centro;
  • licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà intellettuale;
  • servizi di consulenza specialistica e tecnologica;
  • organizzazione di corsi di formazione sulle tecnologie e le applicazioni in ambito Industria 4.0, per facilitare la condivisione delle conoscenze e il lavoro in rete;
  • attività di marketing del centro di competenza volta a promuovere la partecipazione di nuove imprese o organismi di ricerca ed aumentare la visibilità del centro.

Non rientrano tra le spese ammissibili invece quelle relative all’acquisto o alla locazione di immobili e fabbricati.

Per la presentazione delle domande c’è tempo fino al 30 aprile 2018, all’indirizzo di posta elettronica certificata  dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it, mentre per informazioni e contatti la direzione generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese ha messo a disposizione l’indirizzo dgpicpmi.segreteria@mise.gov.it.

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