Fase due: come riparte l’Italia?

Leggero allentamento delle misure restrittive e riattivazione delle attività del settore industriale e commerciale a partire dal 4 maggio. A partire da oggi è disponibile un nuovo modulo di autodichiarazione per gli spostamenti: scaricatelo e portatelo con voi ateco

Dopo quasi due mesi di lockdown, l’Italia si appresta a fare il primo grande passo verso la ripresa. Emanato il 26 aprile, il nuovo dpcm entra in vigore il 4 maggio e permette la riapertura di alcune attività produttive industriali e commerciali che vengono indicate nel decreto con i rispettivi codici Ateco.

Qualche giorno di anticipo però per svolgere tutte le attività propedeutiche all’apertura: dal 27 aprile è infatti stato possibile recarsi nelle proprie aziende per eseguire sanificazioni, pulizie e preparazione degli ambienti per garantire il distanziamento.

Alle Regioni spetta il compito di monitorare giornalmente l’andamento dell’epidemia e di comunicare i dati al Ministero della Salute, all’Istituto superiore di sanità e al Comitato tecnico-scientifico. Nel caso in cui ci fosse un peggioramento delle condizioni, sarà necessario adottare nuovamente misure restrittive nelle aree interessate: la fase due potrebbe quindi essere caratterizzata da una danza o effetto yo-yo fino ad arrivare a un numero di zero contagi.

Rimane responsabilità delle singole aziende l’attuazione delle misure di contenimento riportate nel protocollo del 24 aprile – il cosiddetto Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro, qui potete scaricare quello per il settore del trasporto e della logistica – e nel caso in cui ciò non fosse possibile, per mancata disponibilità di mezzi o simili, è prevista la chiusura dell’attività interessata fino al ripristino delle condizioni necessarie per operare secondo le norme.

Le attività produttive che, per ora, restano sospese potranno comunque svolgere, previa comunicazione al Prefetto, mansioni che riguardano: vigilanza, manutenzione, gestione dei pagamenti, spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino, ricezione di beni e forniture, nonché operazioni di pulizia e sanificazione.

Non verrà sospesa l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità per i musei, luoghi della cultura, istruzione; la produzione, il trasporto e la commercializzazione per farmaci, dispositivi medico-chirurgici, tecnologia sanitaria, prodotti agricoli e alimentari. 

Chi riparte? Ce lo dicono i codici Ateco

 Sono 27 i codici Ateco autorizzati alla ripartenza e fanno riferimento a diversi settori. Riprendono la produzione i codici 9 (attività dei servizi di supporto all’estrazione), dal 12 al 15 (dove vengono comprese le industri tessili), dal 22 al 33 (tra cui le attività di fabbricazione di macchinari e apparecchiature per il sollevamento e movimentazione, auto, rimorchi e semirimorchi), diverse attività legate all’ambito “edificio” (codici 41/43/68), il commercio all’ingrosso (46 e 45, che include anche commercio al dettaglio e riparazione di auto e moto), i codici 73,78, 80, 82 e infine 95.

A partire da oggi è disponibile un nuovo modulo di autodichiarazione per gli spostamenti: cliccate qui per scaricarlo

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