Canale di Suez bloccato, logistica in ginocchio

I danni economici non sono ancora stati calcolati, ma si parla di quasi 10 miliardi di dollari. In crescita il prezzo del petrolio e il costo per spedire i container

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fonte Autorità del Canale di Suez

Il danno economico provocato dal blocco del Canale di Suez a causa dell’Ever Given, il gigantesco portacontainer della compagnia Evergreen– lungo quasi quanto quattro campi di calcio –  rimasto incagliato, che solo nella giornata di lunedì ha ripreso lentamente a muoversi, non è ancora stato calcolato con precisione. Una stima indica in 9,6 miliardi di dollari al giorno il valore del traffico marittimo rimasto bloccato al canale, attraverso cui transita circa il 30 per cento dei container in giro per il mondo e  il 12 per cento del commercio mondiale. Per l’Italia, in particolare, si tratta del 40,1 per cento dell’import-export marittimo. Un danno quindi ancora difficile da calcolare con precisione che avrà ripercussioni per giorni, se non addirittura per mesi.  

A farne le spese saranno tutte le economie mondiali, visto che oltre 320 navi sono rimaste ferme senza poter consegnare merci, prodotti e materie prime. Il settore maggiormente colpito è quello della logistica, messo letteralmente in ginocchio: “Il blocco – ha detto Daniele Rossi, direttore di Assoporti intervistato da Radio24 –  avrà ripercussioni a lungo sul comparto produttivo e sulle nostre esportazioni, è capitato in un momento in cui si registravano segnali di ripresa dei traffici globali”.  Secondo Bloomberg dalla scorsa settimana a oggi il costo per spedire i container è lievitato. Ad esempio per far muovere un container dalla Cina al Vecchio Continente in questa settimana si spesi 8mila dollari, quando prima costava quattro volte di meno. Anche il costo del petrolio è salito raggiungendo i  61,4 dollari al barile (+0,7 per cento) e anche questo fattore, alla lunga, avrà ripercussioni sul costo dei trasporti e, di conseguenza, sulle merci: dai pezzi di ricambio, alle materie prime, fino al prodotto finito.

A questo inoltre bisognerà aggiungere le altre spese come ad esempio il costo delle assicurazioni:  “Il blocco del Canale di Suez e la conseguente interruzione del trasporto marittimo globale probabilmente causerà una grande perdita per l’industria della riassicurazione”, (lo strumento di cui si servono le compagnie di assicurazione per assicurarsi a loro volta ndr), lo ha precisato sul proprio sito la statunitense Fitch Ratings, una delle tre grandi agenzie di rating mondiali, annunciando che le perdite “potrebbero facilmente arrivare a centinaia di milioni di euro”. Intanto il gigante del mare rimasto bloccato si sta lentamente muovendo, liberando il Canale, ma per veder nuovamente navigare tutte le navi rimaste ‘in coda’ ci vorranno, secondo l’Authority locale, almeno tre giorni e i costi continueranno a crescere.

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