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Bonus pubblicità: guida all’incentivo statale

Bonus Pubblicità: a partire dal secondo semestre del 2017 gli investimenti pubblicitari possono godere di agevolazioni fiscali. E’ quanto stabilito dall’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017.   

“La pubblicità è l’anima del commercio”: lo sapeva bene Henry Ford, progettista e imprenditore statunitense, autore di questa e molte altre massime sulle reclame. Un settore dove, ancora di più oggi, nell’era della globalizzazione, del virtuale e del commercio online, è fondamentale riuscire a emergere per contrastare la concorrenza. Per farlo occorre puntare anche su una comunicazione pubblicitaria strategica e ben pianificata, da considerare non una spesa infruttuosa, bensì come un investimento proficuo. Un investimento che si presenta ancora più fruttuoso se a pagarlo –almeno per una parte- è lo Stato.

Con l’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono state introdotte una serie di agevolazione di natura fiscale. Tra queste sono stati inseriti anche “incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari e in materia di audiovisivo”.

Cosa sono gli INCENTIVI fiscali agli investimenti pubblicitari e in materia di audiovisivo? Il “bonus pubblicità” è un’agevolazione di natura fiscale, disponibile sotto forma di credito d’imposta, introdotta dalla Manovra correttiva 2017 a sostegno degli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sui giornali –stampa quotidiana o periodica non solo cartacea ma anche online, a diffusione locale o nazionale– e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale, analogiche o digitali.

Chi sono i potenziali BENEFICIARI del provvedimento governativo?  Possono usufruire del credito d’imposta i soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo e gli enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, il cui valore superi di almeno l’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione durante il 2016.

A quanto ammonta il BONUS?  Il credito d’imposta è pari al 75 per cento del valore incrementale delle spese sostenute, elevato al 90 per cento nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative, così come definite dalla raccomandazione n.2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, e dal decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005 – per quanto attiene alle imprese- e dall’articolo 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 – per quanto riguarda le start up-. Tuttavia, come specifica il decreto legge, questa percentuale potrebbe variare nel caso in cui l’ammontare complessivo dei crediti richiesti con le domande superi l’ammontare delle risorse stanziate, col credito liquidato che potrebbe essere inferiore a quanto richiesto. In questo caso le risorse messe a disposizione verranno ripartite tra tutti gli aventi diritto.

Con l’articolo 4 del dl 16 ottobre 2017, n. 148, è stata anche definita la dotazione delle risorse destinate alla misura. Per il 2018 sono stati stanziati 62,5 milioni di euro; di questi, 50 sono stati assegnati agli investimenti sulla stampa – suddivisi in una tranche da 20 milioni per gli investimenti effettuati nel secondo semestre del 2017, a cui se ne aggiunge una da 30 per quelli da effettuare nel 2018- e  12,5 sono stati riservati agli investimenti da effettuare nel 2018 sulle emittenti radio-televisive.

E’ importante sottolineare come, in considerazione del fatto che la legge distingua tra due tipi di mezzi di comunicazione, in presenza di investimenti su entrambi i media sia necessario presentare due diverse richieste a cui corrisponderanno due diversi di crediti d’imposta, in percentuali differenziate a seconda delle condizioni della ripartizione programmata.

Quali sono gli INVESTIMENTI AMMISSIBILI? Concorrono al riconoscimento degli sgravi previsti, le spese riferite all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali -al netto di spese accessorie e costi di intermediazione- su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, nelle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali regolarmente iscritti al Tribunale o al Registro degli operatori di comunicazione e che abbiano nel proprio organigramma la figura del direttore responsabile. Per il solo anno 2017, il beneficio è applicabile agli investimenti effettuati esclusivamente sulla stampa nel periodo dal 24 giugno al 31 dicembre.

Non tutte le spese sono però ammissibili: sono esclusi dal credito d’imposta i costi sostenuti per l’acquisto di spazi destinati a servizi particolari come televendite, servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo.

Occorre fare attenzione anche se sono state presentate richieste per altri sgravi: il credito d’imposta è alternativo e non cumulabile con qualsiasi altra agevolazione prevista da normativa nazionale, regionale o comunitaria ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Presentazione della DOMANDA di ammissione al beneficio. Le richieste per potere usufruire del bonus dovranno essere inoltrate attraverso una comunicazione telematica da effettuare su una piattaforma ad hoc dell’Agenzia delle Entrate, in un arco temporale ancora non definito, ma che, come si legge sulla pagina Dipartimento per l’informazione e l’editoria, “potrebbe essere dal 1° marzo al 31 marzo di ciascun anno”.

 

 

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