Bonus Pubblicità: cosa bisogna sapere

Cos’è il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari? Quando presentare la domanda? Quali sono le condizioni per usufruirne? Qui tutte le risposte ai vostri dubbi

Bonus Pubblicità, pubblicità, investimenti, credito d'imposta, Legge di Bilancio 2021

Pubblicizzare la propria attività, far conoscere la propria azienda e il proprio lavoro è sempre stato importante, ma in questo periodo legato alla pandemia è diventato quasi fondamentale. Portare all’attenzione del possibile cliente con una pubblicità, un promoredazionale su web o carta, così come con un banner su un sito, le proprie offerte per molte aziende si è rivelato un modo per incrementare e incentivare il lavoro.

Anche per queste ragioni con la Legge di Bilancio 2021 è stato prorogato fino al 2022 il cosiddetto Bonus Pubblicitàun credito d’imposta del 50 per cento sugli investimenti pubblicitari effettuati anche sui quotidiani e periodici, sia cartacei sia in formato digitale.

La novità sostanziale è che non è più necessario incrementare dell’1 per cento gli investimenti degli anni precedenti. In pratica si può richiedere e ottenere il credito d’imposta senza più avere i vincoli di spesa legati al periodo precedente. Gli investimenti possono essere fatti su quotidiani o periodici e anche su giornali online.

Il limite massimo di spesa per ogni singolo anno è di 50 milioni di euro. Possono beneficiare del contributo le imprese, i lavoratori autonomi ma che gli enti non commerciali che investono in pubblicità. Chiaramente chi effettuata la richiesta deve avere la residenza fiscale in Italia.  Gli investimenti pubblicitari devono essere effettuati su testate giornalistiche iscritte presso il Tribunale o presso il Registro degli operatori di comunicazione.

Per accedere al Bonus Pubblicità bisogna inviare la domanda per via telematica all’Agenzia delle Entrate con elencati tutti gli investimenti effettuati o che si intendono effettuare, inviare una dichiarazione sostitutiva che certifichi che gli investimenti in pubblicità siano stati realizzati nel corso dell’anno. Un revisore legale dovrà certificare i costi sostenuti. Escluse del credito d’imposta, le spese sostenute di intermediazione o non legate all’acquisto dello spazio pubblicitario, ma anche le pubblicità per promuovere giochi e scommesse. Le domande potranno essere presentate per ciascun anno dall’1 al 31 marzo.

Torna su