La storia di CAM attachments comincia nel 1970 a Grignasco, in provincia di Novara, con una idea precisa a guidarne il percorso: ideare e produrre attrezzature per la movimentazione dei materiali fatte per durare nel tempo. Un progetto con radici ultradecennali che ha visto diversi cambiamenti — dallo spostamento della sede a Marano Ticino alla collaborazione e successiva acquisizione da parte di TVH, dall’evoluzione dello slogan a quella del logo — senza però influire su quello che l’azienda definisce come uno dei propri pilastri fondamentali: il miglioramento continuo. Oggi CAM è una realtà internazionale che crea attrezzature destinate a diversi settori — dall’agricoltura all’edilizia, dall’industria alla logistica — producendo in Italia e in Cina, parte di una rete globale che le esporta in oltre 80 paesi nel mondo.
L’importanza fondamentale della ricerca e dello sviluppo
Dietro ogni nuovo prodotto, dietro ogni miglioramento di gamma ci sono investimenti e un costante lavoro di analisi e sperimentazione sostenuto dal team internazionale del reparto Ricerca e Sviluppo, distribuito tra due sedi in Europa e Asia. Nel corso degli anni, questo impegno si è tradotto in risultati ben precisi. Tra gli esempi più significativi, la pinza per balle di cellulosa dotata di sistema di taglio brevettato, la pinza per cartoni con un proprio sistema di presa e la versione aggiornata del push-pull, progettata per migliorare la precisione e la continuità d’uso.
La ‘dieta’ che ottimizza il rotatore PRC
Il rotatore è uno strumento versatile ed essenziale per la gestione di carichi che richiedono la rotazione durante le operazioni di sollevamento. Consente lo svuotamento o riposizionamento di pallet, contenitori, cassoni o scaffali in modo sicuro e controllato, garantendo precisione nelle manovre. Può essere impiegato anche solo per ruotare le forche, adattandosi così alle diverse necessità operative. Grazie a questa flessibilità, viene utilizzato in numerosi settori: metallurgico, alimentare e delle bevande, così come in agricoltura, edilizia e nell’industria cartaria. Di recente, CAM ha ridisegnato il proprio rotatore PRC, introducendo una serie di aggiornamenti e miglioramenti che ne facilitano l’esperienza d’utilizzo. Il nuovo design offre una visibilità più ampia e un peso ridotto, una diminuzione che, tuttavia, non ne compromette la capacità di carico. La struttura alleggerita consente infatti una minore perdita di portata utile e permette di gestire carichi più pesanti rispetto al passato. Un intervento migliorativo ha visto protagonista anche il sistema di blocco delle forche: piccoli blocchi possono ora essere fissati al rotatore e mantenere le forche in posizione, rendendo le manovre più stabili e sicure.
Struttura più solida e maggiore raggio d’azione per il posizionatore
Nel percorso di aggiornamento delle proprie attrezzature, CAM attachments ha introdotto alcune modifiche anche al posizionatore per forche, un dispositivo che consente di regolare idraulicamente la distanza tra le forche del carrello, così diffuso da essere percepito ormai come uno standard nel mondo del muletto. Uno dei principali cambiamenti riguarda l’utilizzo di travi a T che permettono un’apertura più ampia delle guide di scorrimento, ampliando il raggio d’azione dell’attrezzatura. La nuova struttura, più solida, consente di movimentare carichi più pesanti garantendo al tempo stesso una visibilità migliore per l’operatore durante le manovre. Un altro intervento importante riguarda il divisore di portata, un sistema idraulico che sincronizza automaticamente i movimenti dei due cursori, permettendo uno spostamento uniforme delle forche, migliorando la velocità e precisione di manovra. Il dispositivo diventa ora di serie in alcuni modelli: attualmente integrato nei posizionatori a grande apertura con piastra portaforche FEM o con forche saldate (modelli WA e WF), in quelli con forche FEM con traslatore integrato (PJI-T) , e nel posizionatore con forche pint-ype e traslatore laterale integrato (PJ-T).
Innovazioni che cambiano tutto
CAM attachments ha introdotto una revisione anche del giunto del cilindro. In precedenza, il giunto era formato da un dado arrotondato e una rondella piatta, una configurazione che tendeva a essere troppo rigida: durante la movimentazione, le asperità della strada si propagavano lungo la struttura, generando rumore e possibili sollecitazioni eccessive sul cilindro. La nuova versione utilizza un dado arrotondato più grande, un distanziale e una rondella arrotondata, elementi che migliorano il movimento del cilindro ed evita le sollecitazioni sulla filettatura. Questa soluzione attenua gli urti causati dalle piccole irregolarità del terreno, limita l’usura nel tempo e viene utilizzata nelle pinze per impieghi gravosi, come quelle utilizzate nel settore del riciclaggio.
Un nuovo design per la pinza per bobine di carta
Riprogettazione anche per la pinza per bobine di carta. I bracci sono ora più sottili, migliorando il raggio di apertura e rendendo più agevole l’accesso alle bobine densamente impacchettate. La revisione ha inoltre permesso di ottimizzare la produzione, grazie all’adozione di nuovi pattini di contatto fusi, che riducono l’impiego di materiale e semplificano il processo di saldatura. Quattro punti di contatto separati invece dei passati due permettono una presa più sicura sul carico. Altri interventi hanno riguardato la parte posteriore dell’attrezzatura, dove è stato inserito un ingranaggio più sottile e facilmente accessibile, che agevola le operazioni di manutenzione. È stato infine riprogettato il giunto rotante, con un sistema idraulico semplificato: il nuovo disegno utilizza meno componenti e non richiede più una valvola sequenziale.
















